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CON LE BIG O SENZA, VINCE SEMPRE LA REPUBBLICA CECA

La Repubblica Ceca si conferma al vertice nonostante abbia dovuto rinunciare a Kvitova e Pliskova nella finale con gli USA

di Enzo Anderloni | 13 novembre 2018

La Repubblica Ceca si conferma al vertice nonostante abbia dovuto rinunciare a Kvitova e Pliskova nella finale con gli USA. Pure loro in formazione rimaneggiata. Le ceche hanno vinto 11 coppe, 6 delle ultime 8

di Andrea Nizzero - foto Getty Images

Con il sesto titolo di Fed Cup delle ultime otto stagioni, conquistato a Praga lo scorso weekend, la Repubblica Ceca ha ulteriormente cementato il suo status di squadra dominatrice dell’ultima decade della competizione. Il fatto che la vittoria sia giunta per 3 a zero, nonostante le due giocatrici ceche più forti si siano defilate all’ultimo per problemi fisici, è ulteriore prova del fatto che l’alchimia della squadra è formidabile e completamente indipendente dalle individualità. A poche ore dall’inizio degli incontri nella O2 Arena praghese, Petr Pala si è ritrovato a disegnare una squadra priva di Petra Kvitova e Karolina Pliskova, per di più contro l’unica compagine che ha sempre rappresentato uno scoglio insormontabile per le formidabili ceche: era dal lontano 1985, che all’epoca vedeva Cechia e Slovacchia ancora unite, che gli Stati Uniti non perdevano in un confronto diretto contro di loro. Kathy Rinaldi, capitana della squadra americana, e le sue ragazze arrivavano a Praga con la fiducia di questo dato e soprattutto del titolo conquistato lo scorso anno.

Polso e influenza
Per di più Rinaldi, ex Top 10 degli anni ’80 e sulla panchina delle statunitensi dal dicembre 2016, fino a domenica scorsa aveva vinto tutte le cinque sfide in cui aveva guidato la squadra. Sembrava che l’incantesimo posto sul team americano potesse sopravvivere anche alla proibitiva trasferta praghese, vista la sorte capitata alla numero 1 e 2 della squadra di casa. Dopo che i problemi a polpaccio e polso destro di Karolina Pliskova, sgraditi souvenir delle WTA Finals di Singapore, avevano già limitato le scelte di Petr Pala, nelle ultime ore di vigilia un’influenza che si trascinava già da una settimana (nonostante gli antibiotici) aveva infatti messo fuori gioco anche Petra Kvitova.
Per merito di Barbora Strycova, che poco prima dell’inizio della finale ha annunciato che il weekend praghese sarebbe stato l’ultimo capitolo della sua carriera da professionista, e soprattutto di Katerina Siniakova, autentica eroina del week-end, la mancanza delle due campionesse non si è sentita per niente. L’undicesimo trionfo ceco nella storia della Fed Cup porta la firma della giovane Katerina, capace di vincere entrambi i singolari di una finale come avevano fatto Kvitova nel 2011 e 2014, Pliskova nel 2015 e la stessa Strycova nel 2016.

Entusiasmante maratona
La vittoria di domenica è stata una massacrante maratona tennistica di 3 ore e 45 minuti, vinta per 7-5 al terzo contro un’indomabile Sofia Kenin. “È pazzesco, incredibile”, ha detto la match winner dopo lo sforzo di quasi quattro ore (è stato il match più lungo della stagione femminile) valso la Coppa. “Devo ringraziare i tifosi, mi hanno sostenuto per tutto il match - ha detto -. Non pensavo potessero essere così rumorosi”, ha aggiunto Katerina, con una faccia tra l’estasiato e l’incredulo. Per lunghi tratti, la partita è stata effettivamente entusiasmante. La giovanissima Kenin, nemmeno 20enne, ha invece pianto lacrime amare dopo essersi vista annullare due match point da Katerina, di due anni più ‘anziana’, ma ha reso orgogliosi il suo paese e la sua squadra. L’impegno e il trasporto con cui le più giovani hanno affrontato questo weekend è ulteriore conferma che il valore e il prestigio di questa competizione sono più vivi che mai: “Le giovani e le esordienti sanno quale onore sia, apprezzano l’opportunità, e sono tutte fiere contendenti. Daranno tutto, lasceranno cuore e anima su quel campo”, aveva predetto, senza timore di smentita, Kathy Rinaldi alla vigilia. Erano tre le debuttanti che si era portata dagli States: Danielle Collins, Sofia Kenin e Nicole Melichar. Nonostante la sconfitta gli USA hanno di che sorridere, viste le qualità mostrate dalla Kenin.

Strycova e Safarova adesso salutano
Con questa finale, nonostante la squadra abbia tutto per proseguire questa sorta di dominio sulla Coppa anche nel prossimo futuro, si è chiusa una fase di storia del tennis ceco. Con la vittoria ottenuta su Sofia Kenin, sabato scorso, Barbora Strycova ha definitivamente salutato il tennis giocato. La 32enne è stata un elemento fondamentale della squadra e grande protagonista anche del circuito Wta, soprattutto negli ultimi anni. Tra un paio di mesi si ritirerà anche Lucie Safarova, giocatrice ancora più illustre e dal talento incredibile. La mancina finalista al Roland Garros del 2015, nelle ultime stagioni, è stato martoriata da una serie piuttosto lunga di fastidi fisici e dopo gli Australian Open 2019 appenderà la racchetta al chiodo.