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Novak Djokovic ha chiuso il quinto anno in vetta, raggiungendo Roger Federer e Jimmy Connors

di Enzo Anderloni | 08 novembre 2018

Novak Djokovic ha chiuso il quinto anno in vetta, raggiungendo Roger Federer e Jimmy Connors. Nessuno fin qui ha mai retto lo scettro tanto a lungo quanto Pete Sampras (6 anni). Mentre Lendl e McEnroe…

di Alessandro Mastroluca - foto Getty Images

Cinque anni da numero 1. Novak Djokovic si presenta in testa all’ultima settimana dopo la finale a Parigi Bercy, anticipata da una delle partite più belle dell’anno. Dopo l’annuncio del forfait di Nadal alle Finals di Londra, Nole è già sicuro di raggiungere Jimmy Connors e Roger Federer, lo sconfitto nella splendida semifinale parigina. Ma ancora nessuno ha retto lo scettro tanto quanto Pete Sampras, numero 1 a fine anno per sei stagioni di fila, dal 1993 al 1998.

1 Pete Sampras, 6 anni da re
Il regno dell’11° n.1 nell’Era computerizzata, dal 1973, inizia il 12 aprile 1993. Diventerà in pochi mesi il primo statunitense dopo McEnroe a vincere Wimbledon e Us Open lo stesso anno. Nel 1994 diventa il primo dal Grande Slam di Rod Laver (1969) a conquistare tre major di fila. Resta in testa al ranking per tutta la stagione: nessuno ci era più riuscito dall’87. A Wimbledon, nel 1995, si conferma padrone del Centrale. Nel 1996 perde in finale allo Us Open da Andre Agassi, che lo supera in classifica. Sampras però finisce l’anno da n.1. I due grandi rivali hanno mantenuto le prime due posizioni per tutta la stagione: non era mai successo. Agassi, Kafelnikov e Chang provano a contrastarlo nel 1996. Muore Tim Gullikson e, nel giorno in cui lo storico coach avrebbe festeggiato il 45° compleanno, Sampras batte Chang in finale allo Us Open. La vittoria simbolo, però, resta quella in finale ad Hannover contro Becker: Pistol Pete è il 5° a vincere il Masters almeno tre volte. Si ripete nel 1997, stagione in cui raggiunge i 52 titoli in carriera compreso il 2° Australian Open e il 4° Wimbledon. Il 5° segna il 1998, l’anno che lo incorona n.1 per la sesta volta. “Sei anni sono quasi una carriera, per restare in vetta così a lungo devi avere tutto. Non vedo nessuno nel tennis di oggi con solidità e resistenza per riuscirci”. Non s’è visto nemmeno dopo.

2 Connors dà ‘il cinque’
“Il tennis per me era un divertimento non un lavoro - diceva spesso Jimmy Connors - e più la partita era lunga, più la battaglia era dura, più mi divertivo”. Ha chiuso da numero 1 cinque stagioni, dal 1974 al 1978. In questi cinque anni ha vinto cinque Slam e giocato altre sei finali, di cui cinque consecutive allo Us Open (primo a riuscirci dai tempi di Bill Tilden), di cui sarà l’unico campione su tre superfici diverse. Nel 1974 vince 93 partite su 97 e 15 titoli complessivi. Centra tre Slam e il quarto, il Roland Garros, non può giocarlo perché associato al World Team Tennis (WTT). Nell’era Open, solo in sei hanno conquistato almeno tre major nella stessa stagione: oltre a Jimbo, solo Laver nell’anno del Grande Slam, Mats Wilander (1988), Roger Federer (2004, 2006, 2007), Rafael Nadal (2010) e Novak Djokovic (2011, 2015).

3 Federer e la ‘manita’
Nel 2004, la sua prima stagione da numero 1, Federer diventa il primo giocatore nell’era Open a vincere tre Slam e il Masters nello stesso anno. Il 2005 è la seconda stagione migliore di sempre, dietro il 1984 di McEnroe: undici titoli, di cui due Slam, 81 vittorie in 85 partite lo mantengono in testa a fine anno. Rimane in testa anche a fine 2006, in cui conquista tre Slam, quattro Masters 1000 e il Masters, in cui perde solo da Nadal (che lo batte nella loro prima finale Slam a Parigi) e Andy Murray, e nel 2007 in cui di nuovo raggiunge la finale in tutti i major e ne vince tre. La rivista Time lo inserisce fra le 100 persone più importanti del mondo. Dopo quel quadriennio di dominio, Federer chiuderà da numero 1 il 2009, l’anno del Career Grand Slam in cui finalmente riesce ad alzare la Coppa dei Moschettieri a Parigi, superando i 14 Slam in carriera di Pete Sampras. Vanta il record di settimane in vetta (310).

4 Novak Djokovic il n.1 di… adesso
Il 2011 di Novak Djokovic, il primo anno che chiude da numero 1, rimane una delle migliori stagioni di sempre: vince 3 Slam e 5 Masters 1000. L’anno successivo si conferma in vetta centra sei titoli in undici finali, compresi Australian Open dopo una finale epica e ATP Finals. Solo due volte in 17 eventi perde prima della semifinale. Ha chiuso in testa al ranking altre due stagioni, 2014 e 2015. Nel 2014 è diventato il 23° giocatore nell’era Open a raggiungere le 600 vittorie, con il 20° titolo in un Masters 1000 a Bercy. Nel 2015 è quasi imbattibile: trionfa in tre Slam, e a Parigi perde in finale, gioca 15 finali consecutive e chiude con un record di 15-4 contro Federer, Nadal e Murray. È il primo ad aver vinto il “Masters” quattro volte di fila e a superare i 20 milioni di montepremi stagionale.

5 Rafa Nadal, 4 stagioni in vetta
Nadal è l’unico ad aver chiuso da numero 1 per quattro anni non consecutivi. Una serie iniziata nel 2008, quando sale in testa al ranking dopo 160 settimane da numero 2. È una stagione da otto titoli, che gli vale il primo trionfo a Wimbledon e lo proietta all’oro olimpico con una striscia di 32 vittorie di fila, la più lunga che si sia mai sviluppata su tre superfici diverse. Nel 2010 torna a vincere Wimbledon e, allo Us Open, diventa il più giovane a completare il Career Grand Slam. Il 2013 è un anno da record, in cui conquista l’ottavo Roland Garros (eguagliato Max Decugis), il secondo Us Open e cinque Masters 1000. Celebra il quarto anno da numero 1 nel 2017, la stagione della rinascita e del decimo Roland Garros. Diventerà il primo nell’era Open a trionfare a Parigi e a New York nello stesso anno per tre volte, e il più anziano a chiudere una stagione in vetta al ranking.

6 Il poker di Ivan Lendl, 4 stagioni in vetta
“La mia missione non è rendere la gente felice - diceva Ivan Lendl a Frank Deford di Sports Illustrated -. La mia missione è vincere”. Missione decisamente compiuta. Dal 1985, suo primo anno da numero 1, quando conquista lo Us Open in finale su McEnroe, rimane numero 1 del mondo per 157 settimane di fila (saranno 270 in totale, per 4 volte a fine anno). Tra il 1982 e il 1989 ogni finale allo Us Open lo vede in campo. Sarà anche stato “il campione di cui non importa a nessuno” come titolò Sports Illustrated nel 1986 dopo il suo secondo Us Open, ma in carriera è arrivato almeno in semifinale in 334 tornei. Flushing Meadows è ‘casa sua’, Wimbledon il giardino precluso. Chiude da numero 1 dal 1985 al 1987, le stagioni dei tre trionfi a New York e degli ultimi due a Parigi; oltre al 1989, l’anno del primo Australian Open.

7 Anche McEnroe ha chiuso 4 anni da numero 1
‘You cannot be serious’. È la protesta più famosa del tennis, il marchio del 1981 di John McEnroe che quell’anno interrompe le 41 vittorie di fila di Borg a Wimbledon in finale ma per le troppe intemperanze non viene invitato al ballo di gala a fine torneo. McGenius chiude al n.1 quattro annate di fila (‘81-84’). Ian Barnes del Daily Express per primo lo chiama “SuperBrat”. Il suo primo anno da numero 1 coincide anche con l’ultima sfida in carriera contro Borg che si sente libero e leggero dopo aver perso la finale dello Us Open. Per la classifica allora valeva la media ponderata di risultati, e questo gli ha permesso di chiudere in testa il 1982 nonostante Connors abbia vinto Wimbledon e US Open. Nel 1983 trionfa ai Championships e alle WCT Finals, e lancia il 1984, la stagione migliore di sempre: 13 titoli, 82 vittorie in 85 partite, 11 in 12 contro gli altri due top 3, Connors e Lendl che però lo batte in finale al Roland Garros: è una delle sconfitte che ha fatto più fatica ad accettare.