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LONDRA 2018: ATTACCO AL NUMERO 1

Il forfait di Nadal consegna a Djokovic il trono di fine anno

di Enzo Anderloni | 10 novembre 2018

Il forfait di Nadal consegna a Djokovic il trono di fine anno. E adesso il serbo è anche il grande favorito per le Atp Finals. Federer, che punterebbe al titolo n.100, con lui ha un saldo molto negativo e gli altri…

di Andrea Nizzero - foto Getty Images

Che la sfida per il numero 1 di fine anno non ci sarebbe stata, a Londra, l’abbiamo saputo prima di poterci illudere. Non era ancora stato sorteggiato il tabellone, lunedì sera, che Rafa Nadal ha confermato ciò che si sospettava da giorni, per non dire da mesi: la sua stagione è terminata agli US Open, sotto i colpi di Juan Martin Del Potro e del dolore cronico alle ginocchia. La notizia è andata a tutto vantaggio di John Isner, che prenderà parte per la prima volta in carriera alle Atp World Tour Finals, e di Novak Djokovic, che ha già la certezza di rimanere numero 1 fino al 2019. Diamo una rapida occhiata agli otto protagonisti che si contenderanno il titolo che lo scorso anno andò a Grigor Dimitrov, quest’anno non qualificato.

GRUPPO KUERTEN
Novak Djokovic
Atp ranking: 1

Nessuno, sul circuito Atp, ha vissuto un inizio e una fine di stagione così diametralmente opposte, almeno in apparenza. Dopo le sconcertanti apparizioni a Indian Wells e Miami, nemmeno 9 mesi fa, Novak Djokovic era ormai oggetto di legittima preoccupazione per la sua salute psicofisica. Assente per metà 2017, irriconoscibile fino a maggio 2018, oggi è di nuovo il padrone poco contrastato del circuito. Per dirla con le sue parole: “Riflettendo su quello che ho passato nell’ultimo anno, è un risultato abbastanza fenomenale. Se me lo avessero detto cinque mesi fa… ho sempre creduto in me stesso, ma era molto improbabile considerando il mio ranking e il modo in cui giocavo”. A Monte-Carlo è tornato a lavorare con il suo storico coach Marian Vajda, e con lui ha ripreso anche a inserire le proteine animali nella dieta (con Pepe Imaz il serbo era diventato completamente vegano): delle 48 partite che ha giocato da quel momento, ne ha perse appena 5. Con il risultato della scorsa settimana a Parigi, impreziosito dalla quarta vittoria consecutiva su Federer, Djokovic è diventato il primo giocatore dai tempi di Marat Safin (2000) ad arrivare al numero 1 in una stagione in cui era stato fuori dai primi 20 del mondo. È la quarta volta che arriva lassù, e sarà la quinta stagione che chiude da sovrano (appaia Federer, il record sono le sei di Sampras).

Alexander Zverev
Atp ranking: 5

Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Lo scorso anno Alexander Zverev arrivava a Londra poco più che teenager, di un anno più giovane dei già giovanissimi classe 1996 che lottavano a Milano per la prima edizione delle Next Gen Atp Finals. Potrebbe partecipare anche quest’anno, ma giocherà a Londra e punterà alla prima posizione mondiale dal 2019. L’altro lato della medaglia è un rendimento, negli Slam e più in generale nella seconda metà di stagione, ancora distante dai suoi obiettivi. Non gioca una finale dal torneo di Washington DC e ha preso un’autentica stesa da Khachanov, la scorsa settimana.

3 Marin Cilic
Atp ranking: 7

Il finalista degli Australian Open Marin Cilic è reduce da una buonissima stagione, in cui però non è riuscito a lasciare il segno che in molti si aspettavano. In particolare, l’eliminazione per mano di Guido Pella a Wimbledon, dove era tra i favoriti, ha sorpreso molti. Cercherà un acuto a Londra, ma non sarà facile: il numero 1 croato per la quarta volta sarà al via di un torneo che non l’ha mai visto superare la fase a gironi.

John Isner
Atp ranking: 10

Entrato dalla finestra grazie al forfait di Nadal, l’americano John Isner festeggia a Londra il suo debutto alle Finals e la sua prima stagione chiusa da Top 10. Vincitore di Miami e a un passo dalla sua prima finale Slam a Wimbledon, John e i suoi 208 centimetri potrebbero farsi sentire a suon di ace.

GRUPPO HEWITT
Roger Federer
Atp ranking: 3

A Londra, Roger Federer andrà a caccia del suo settimo titolo di fine anno, che diventerebbe il numero 100 della sua carriera irripetibile. Lo farà con la consapevolezza di avere nelle gambe e nelle braccia un tennis di livello altissimo, ma forse ancora non sufficiente a battere Novak Djokovic. Lo svizzero rischia di terminare la carriera con un bilancio parziale con il serbo davvero pesante: se si esclude una vittoria nel girone iniziale alle Finals 2015, poi vinte da Djokovic battendolo in finale, Roger non supera Nole dalla finale di Cincinnati del 2015. Se prendiamo in esame gli Slam, arriviamo addirittura al lontanissimo 2012. C’è un motivo se la conclusione della splendida semifinale di sabato scorso a Bercy ha sorpreso davvero pochi: la bestia nera di Roger non è più Rafa, ma il serbo.

Kevin Anderson
Atp ranking: 6

Kevin Anderson è di due settimane più vecchio di Nadal, ma è uno dei volti nuovi al vertice. Il sudafricano, da almeno dieci anni il volto tennistico del suo Paese, è diventato uno dei big mondiali con la finale degli Us Open raggiunta lo scorso anno (ha perso proprio contro Rafa), e si è confermato con la finale a Wimbledon di quest’anno, un torneo ulteriormente impreziosito dalle indimenticabili vittorie su Federer e Isner. A 32 anni debutterà per la prima volta alle Atp Finals: un premio meritato per un gigante che, tennisticamente, non ha mai smesso di crescere.

Dominic Thiem
Atp ranking: 8

Nel 2018 Dominic Thiem ha superato le 50 vittorie in una stagione per la seconda volta in carriera, e per la prima volta ha raggiunto una finale Slam. La sua crescita continua, lenta ma regolare, e il suo rendimento a fine stagione è salito: il recente titolo a San Pietroburgo lo dimostra. L’austriaco, classe 1993, è il più giovane dietro a Zverev ed è alla terza apparizione alle Atp Finals.

Kei Nishikori
Atp ranking: 9

Kei Nishikori, in sordina rispetto ai giganti del Tour, ha compilato una stagione di rientro che si potrebbe definire poco meno che strepitosa. Fermo quasi sei mesi lo scorso anno per un problema al polso, ripartendo dai Challenger e rientrando a pieno regime solo su terra battuta, il giapponese è l’unico partecipante alle Finals sotto il metro e ottanta di altezza ed è riuscito a diventare il nono tennista del 2018. Unico dato negativo, per la verità non indifferente, rimane una striscia perdente nelle finali Atp che è arrivata a toccare quota 9 sconfitte consecutive e dura dal 2016.