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LE DUE NUOVE HEAD PIÙ… EXTREME

Tanto giallo acido e poco nero nelle nuove versioni con Graphene 360

di Enzo Anderloni | 26 ottobre 2018

Tanto giallo acido e poco nero nelle nuove versioni con Graphene 360. Pro e Mp restano attrezzi per spingere da dietro, anche arrotando. Ma sono anche poco rigide; e con la Pro ci sta qualche finezza ‘di tocco’

di Mauro Simoncini

Mancava all’appello nel continuo rinnovamento di Head oramai solo lei, Extreme. La più profilata e potente di tutta la gamma delle racchette agonistiche ‘Engineered in Austria’, da sempre nera e gialla, la racchetta che ha accompagnato storicamente i successi di Ljubicic e Robertina Vinci, e ancora oggi di Richard Gasquet o del nostro emergente Matteo Berrettini.
Come sta succedendo un po’ per tutto il panorama delle racchette, l’estetica si è pulita, semplificata; a livello cromatico adesso tutta la gamma Extreme è decisamente piú gialla (con una tonalità più acida), che nera. È riconoscibilissima, anche a parecchi metri di distanza.
La famiglia è sempre la stessa, dalla più pesante Pro (315 grammi) passando per la Mp (300 g) sino alle versioni più leggere S (280 g) e Lite (265 g); tutte con ovale da 100 pollici quadrati.
Tecnologicamente parlando (lo abbiamo già anticipato una settimana fa) la grossa novità è l’inserimento del Graphene di ultima generazione ora presente in tutte le principali zone della racchetta, a 360 gradi, il che dá anche il nome all’edizione 2018 di questa famiglia Extreme. Abbiamo testato le due versioni più agonistiche (Pro e Mp) confrontandole in laboratorio e sul campo.

IL LAB
Il peso complessivo a incordatura montata (Head Lynx calibro 1,25 mm a 22-23 kg di tensione) della Head Extreme Pro è di 329 grammi mentre quello della Mp 319 grammi. Mentre la più pesante è bilanciata a 32,7 centimetri, la MP ha il suo punto di equilibrio più in avanti a 33,9 centimetri. Molto interessante il dato della rigidità, molto contenuto (61 Ra per la Pro e 62 per la Mp) nonostante il profilo maggiorato. E’ invece alto quello dell’inerzia (329 per la Pro, addirittura 337 per la Mp). La più pesante Pro è secondo i dati interpolati meno potente (51 punti su 100 contro 54) più “controllosa” (47 punti su 100 contro 45) e sorprendentemente più maneggevole (67 punti su 100) della Mp (62 punti).

IN CAMPO
Le Extreme sono nate qualche stagione fa (e ora stanno crescendo) come il prodotto più moderno di un’azienda storica e tradizionale come Head, legata a telai che hanno davvero segnato la storia di questo sport (Radical e Prestige), con i loro profili sottili, costanti e squadrati.

Al contrario le Head Extreme oltre a un ovale più abbondante e permissivo, da 100 pollici quadrati (contro 95 e 98) hanno anche il profilo decisamente più spesso e variabile, secondo i canoni delle racchette agonistiche del Terzo Millennio. Una struttura utile a far bene le cose che adesso si fanno più spesso, ovvero tirare forte dalla riga di fondo usando quasi sempre la rotazione in top, per caricare la palla e allontanare (o spostare) l’avversario.

Potenza facile - Con le due Extreme MP (300 grammi) e Pro (310) spingere la palla ed imprimere potenza è davvero facile. Il tipico moderno schema corde 16x19 ha maglie particolarmente larghe e anche gli Spin Grommet (passacorde che lasciano più libertà di movimento alle corde verticali più centrali) contribuiscono a una resa della rotazione in top redditizia e accessibile anche senza una tecnica esecutiva sopraffina. Con la Mp è ancora più facile e immediato giocare in top, anche esasperandolo parecchio; con la Pro un filo meno facile perché è più pesante ma più maneggevole perché ha la “testa leggera” a causa del bilanciamento più spostato indietro.

Impatto ‘pastoso’ - Colpisce in entrambi i casi la sensazione all’impatto, che di solito con i telai profilati moderni è secca, facile ma senza margini di correzione: con queste Extreme 360 l’impatto è più ‘pastoso’, pieno, più prolungato in un certo senso, come se la palla si trattenesse più tempo sul piatto corde. Per queste ragioni con la Pro si sente bene la pallina e si controlla molto anche il colpo piatto giocando in accelerazione, così come la variante in backspin, in cui ci si può giovare della maneggevolezza di cui sopra.

Volo e servizio: spicca la Pro - Nel gioco di volo la Mp si mostra facile e sicura, senza innalzare troppo le aspettative in quanto a precisione e incisività. Al contrario nelle volèe con la Pro oltre alla sicurezza si può aggiungere qualcosa in termini di sensibilità, intesa come tocco e precisione, anche in giocate ricercate di un certo livello. Buone entrambe al servizio: mentre con la Mp si imprime facilmente potenza anche sopra la testa, e pure il kick è accessibile e incisivo; con la Pro con qualche presupposto tecnico migliore si possono ottenere gradi di controllo e precisione maggiori e un peso di palla leggermente superiore.

Confronto finale - Le due Extreme 360 sono moderni attrezzi agonistici dal profilo consistente. Potenti ma elastici, ben equilibrati, danno il meglio di sé spingendo sempre, senza fronzoli, ma con una copertura in top. Con il modello di poco più pesante, la Pro, oltre a ottenere piú o meno lo stesso grado di intensità e ritmo della piú leggera MP ma con una sensibilità migliore si ha a disposizione la gamma completa di colpi per variare pure a livello tattico. In conclusione se la Mp è destinata a tutto il pubblico interessato alle moderne racchette 300x100 potenti e facili, la Pro ha qualcosa di diverso e, verrebbe da dire, di piú: più cattiveria e incisivitá. Più completa a rete e più adatta anche a un tipo di giocatore classico, che usa spesso i tagli indietro e magari osa anche il serve and volley. Caratteristiche che di solito si trovavano solo nei telai classici, quelli con profilo sottile e magari squadrato.