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LASCIA SFOGARE L'AVVERSARIO E VINCI… CON IL METODO NADAL

Per quanto tempo si può mantenere un livello di tennis eccellente

di Enzo Anderloni | 22 ottobre 2018

Per quanto tempo si può mantenere un livello di tennis eccellente? Non a lungo, nemmeno durante un intero match. E allora se siete sotto perché l’avversario sta giocando troppo bene… imparate da Nadal. E aspettate

di Craig O’Shannessy

È stato un piacere confrontarmi con Diego Schwartzman e Marin Cilic. È successo qualche tempo fa, durante il party organizzato da Fila in occasione degli US Open 2018. In quell’occasione ho iniziato a parlare con Diego dell’articolo statistico - focalizzato proprio sul grandioso ritorno del tennista argentino - che avevo scritto l’anno scorso. Dal 2008 i migliori ribattitori alla fine di ogni stagione erano sempre stati Novak Djokovic e Rafael Nadal, ma nel 2017 il sudamericano aveva fatto meglio. Ecco la classifica dei cinque migliori ribattitori del 2017 con turni di risposta vinti:ù

1° Diego Schwartzman 34.76% (276/794);
2° Rafael Nadal 32.71% (297/908);
3° Roberto Bautista Agut 30.43% (248/815);
4° Damir Dzumhur 30.43% (220/723);
5° Hyeon Chung 27.95% (147/526).

Si tratta di un risultato incredibile, specialmente considerando il peso e l’altezza del sudamericano (170 cm e 64 kg). Oggi Diego occupa la posizione n.17 posizione nella classifica Atp, il suo best ranking è l’11° gradino mondiale che ha conservato per quattro settimane tra giugno e luglio di quest’anno.

La nostra conversazione, successivamente, si è spostata sul quarto di finale del Roland Garros 2018, perso da Schwartzman, 6-4 3-6 2-6 2-6, contro Rafael Nadal. Diego mi ha raccontato che aveva iniziato alla grande, spingendo a tutta su ogni palla, ma, durante la fase centrale del secondo set, non è più riuscito a mantenere quel livello eccellente di gioco. Aveva finito la benzina. Anch’io ero a Parigi e avevo visto il match direttamente sugli spalti, così gli ho spiegato come mi avesse impressionato il suo strepitoso inizio di partita, ma anche come avessi notato il suo calo fisico con conseguenti difficoltà a tenere il campo e progressiva trasformazione dei vincenti in errori.

Una lezione fondamentale
Quando stiamo affrontando un giocatore in grande spolvero (come era Schwartzman, nella foto a sinistra, all’inizio del match contro Nadal), pensiamo troppo spesso che il nostro avversario stia sfoderando un tennis eccezionale e che continuerà così per tutta la partita. Ma è veramente durissima riuscire a mantenere un livello così alto a lungo. Quando ci troviamo sotto nel punteggio o in difficoltà (come Nadal quella volta…), dobbiamo solo attendere il calo del nostro avversario. È questa la semplice e obiettiva realtà.

Quando arrivano i problemi
Durante un incontro non va sempre tutto nel verso giusto. Le situazioni difficili sono destinate a presentarsi, anche se non se ne conosce il momento. Uno dei capitoli del mio lavoro sull’approccio mentale al tennis, “Between The Points”, s’intitola “Nuvola tempestosa” e riprende una citazione, relativa alla finale di Wimbledon 2008, tratta da “Rafa”, il libro più venduto di Nadal.
“Quando Federer ha questi momenti di tennis assolutamente straordinario, l’unica cosa che puoi fare è cercare di stare calmo e aspettare che la tempesta passi. Non puoi permetterti di demoralizzarti; devi tenere a mente, o meglio devi convincere te stesso, che lui non potrà mantenere quel livello per sempre, che se resti sereno e ben focalizzato sul tuo piano di gioco e continui a provare a stancarlo e a cercare di non farlo star tranquillo, prima o poi lui calerà. La sua forza mentale s’indebolirà e tu avrai le tue possibilità”.
Questo estratto spiega praticamente tutto in poche parole e si applica perfettamente alla vittoria di Nadal nella finale di Wimbledon 2008 contro Federer come a quella nel quarto di finale del Roland Garros 2018 contro Schwartzman. Facciamo attenzione a questa dinamica la prossima volta che scendiamo in campo.
testo tradotto da Fabio Bagatella