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FRANCIA-CROAZIA, LA FINALE DI COPPA DAVIS È UNA RIVINCITA… MONDIALE

Dopo la finale a Russia 2018, le due nazioni si sfidano per l’ultima Coppa Davis così come la conosciamo

di Enzo Anderloni | 18 settembre 2018

Dopo la finale a Russia 2018, le due nazioni si sfidano per l’ultima Coppa Davis così come la conosciamo. Noah, sorretto da Pouille, punta al poker in panca. Mentre Coric diventa il compagno perfetto per Cilic

di Andrea Nizzero - foto Getty Images

Per la terza volta nelle ultime cinque edizioni, la Francia ospiterà la finale di Coppa Davis. E per la seconda volta quest’anno, sarà la Croazia a contenderle il titolo di campione del mondo, dopo la finale di Russia 2018.
È questo, in estrema sintesi, il responso del week-end di Coppa Davis appena trascorso, dal clima particolare e già ammantato di nostalgia. Si è avvertita un po’ ovunque la consapevolezza che dall’anno prossimo questa competizione cambierà completamente volto. La finale che si disputerà su suolo francese dal 23 al 25 novembre prossimi sarà l’ultima occasione per ammirare la competizione più strana e affascinante di questo sport nel suo format originale, quello che aveva voluto il suo fondatore Dwight Davis nel lontano 1900.

Ancora a Lille?
Prima di questa vittoriosa semifinale contro la Spagna, lo stadio Pierre Mauroy di Lille è stato il palcoscenico delle ultime due finali giocate dalla Francia: quella perdente (ma con sorriso) contro la Svizzera di Federer nel 2014, quella vincente dello scorso anno contro il Belgio di Goffin. Ci sono ottime probabilità che lo diventi per la terza volta, ora che i francesi devono trovare la sede della sfida per il titolo contro la Croazia. I campioni in carica hanno superato senza troppe difficoltà una Spagna spenta dall’assenza del suo leader Nadal e con un capitano, Sergi Bruguera, rimasto un po’ oscurato da Yannick Noah, stella che diventa quasi abbagliante di fronte a 20.000 francesi. Noah, che si sta consolidando come uno dei più forti capitani della storia della Davis, a novembre andrà a caccia del quarto titolo sulla panchina tricolore dopo quelli del 1991, del 1996 e dello scorso anno (anche se non ha mai vinto l’insalatiera da giocatore).

Fondamentale Pouille
Anche questa volta, Pouille ha fatto da pietra angolare della squadra voluta dall’ex campione del Roland Garros, confermando e proseguendo un sodalizio proficuo per entrambi oramai da anni. Il francese con occhi scandinavi (la madre è finlandese) ha proseguito l’opera di Benoit Paire, che dopo essere stato sotto 5-3 nel primo set aveva vinto 16 giochi ai danni di Pablo Carreno Busta, in quello che era il suo debutto in Davis. Il tripudio francese si è completato sabato pomeriggio, dopo che il destino ha voluto dare un bacio affettuoso sulla fronte di Julien Benneteau. Il 36enne, ritiratosi ufficialmente qualche settimana fa, agli scorsi US Open e chiamato all’ultimo minuto per giocare l’incontro di doppio, dopo che a novembre dello scorso anno aveva guardato la finale di Coppa Davis da seduto. Con una risposta vincente sul match point ha lasciato il segno che non era riuscito a incidere lo scorso anno, festeggiando poi commosso con il figlioletto tra le braccia.
La Davis fa da motivazione più che sufficiente a proseguire gli allenamenti per un paio di mesi, quindi non è escluso che lo si riveda di nuovo sulla panchina francese quando i campioni in carica saranno chiamati a difendere il titolo contro la Croazia,, vincente in semifinale sugli Stati Uniti.

L’impresa di Zara
Quello di Zara è stato un week-end appassionante, sviluppatosi in modalità che nessuno avrebbe pronosticato dopo il modo in cui si era aperto: facile 2-0 in favore dei padroni di casa dopo il venerdì. Ma il quarantenne Mike Bryan, schierato all’ultimo minuto da Courier nel doppio di sabato, ha messo un altro punto esclamativo alla sua interminabile carriera: in coppia con Ryan Harrison, il campione in carica di Wimbledon e US Open ha rimesso in carreggiata gli Stati Uniti al tie-break del quinto set, a due punti dal baratro. La giornata di domenica ha seguito un copione solo fino al 6-1 in favore di Cilic, nel tie-break del secondo set: da quel momento in poi, è diventato una vicenda del tutto imprevedibile.

Coric, l’anti-USA
Il numero 1 croato si è mangiato i cinque set point e ha finito per cedere in quattro set, mettendo Frances Tiafoe di fronte all’incontro più importante della sua carriera. Considerati i pochissimi minuti di preavviso, il ventenne americano (quinto nella Race to Milan) ha tutt’altro che sfigurato, vincendo il primo set e rimontando con i denti e le unghie un terzo parziale che Coric sembrava aver vinto più volte. Alla fine, il giovane croato è riuscito a rimediare al suo inciampo e a quello di Cilic con due set pressoché impeccabili. È la seconda volta in due anni che Borna si toglie la soddisfazione di stendere gli Stati Uniti in Davis, entrambe le volte al quinto e decisivo incontro. Capitan Krajan, in vista della Francia, ha avuto una conferma importante: se Cilic cade, Coric può reggere l’impalcatura e addirittura completare l’opera. La Croazia dovrà essere temuta non poco (e di certo non meno dei colleghi calciatori) dalla Francia di Noah.