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COPPA DAVIS PRIMA DI LAVER CUP? A FEDERER GIRANO…

Gerard Piqué, che col suo Kosmos Group ha acquisito l’organizzazione della Coppa Davis e imposto una nuova formula, sembra intenzionato ad anticipare l’evento finale a settembre, rispetto alla prevista data ...

di Enzo Anderloni | 30 agosto 2018

Gerard Piqué, che col suo Kosmos Group ha acquisito l’organizzazione della Coppa Davis e imposto una nuova formula, sembra intenzionato ad anticipare l’evento finale a settembre, rispetto alla prevista data di fine novembre. Entrerebbe in rotta di collisione con la sfida Europa-Resto del mondo inventata da Roger…

di Enzo Anderloni – Foto Getty Images

Ha già fatto molto discutere la rivoluzione della Coppa Davis. E con toni e volumi piuttosto forti. Ma siamo solo all’inizio. La decisione di giocare, dal 2019, la fase finale a fine stagione in sede unica a 18 squadre dopo un primo turno in febbraio post-Australian Open è ormai presa. La proposta miliardaria del gruppo Kosmos, fondato dal calciatore del Barcellona Gerard Piqué, è passata con il supporto della maggioranza delle grandi Federazioni e un generale gradimento da parte dei Top Player, Nadal, Federer e Djokovic su tutti. Ma neanche due settimane dopo la storica votazione dell’Assemblea di Orlando (Florida) alcune carte sul tavolo stanno già cambiando e altre discussioni sono pronte a scatenarsi.

Gerard Piqué, sostenuto finanziariamente dal colosso giapponese del commercio elettronico Rakuten (e dal miliardario statunitense Larry Ellison, patron del torneo di Indian Wells) ha cominciato a fare sondaggi tra i giocatori per tarare al meglio la prima edizione della nuova Coppa Davis, quella del prossimo anno. E la prima indicazione che gli è arrivata (secondo quanto ha dichiarato al quotidiano francese Le Figaro) è che la collocazione della manifestazione in novembre, dopo la le Atp Finals di Londra, non sarebbe graditissima ai proprio ai Top Player. Per accontentare i quali è stata cambiata la formula della storica manifestazione (anche la riduzione della lunghezza dei match, da tre set su cinque a due su , stata pensata in quest’ottica). La maggior parte preferirebbe giocare in settembre. Subito dopo gli Us Open. Nella settimana in cui di solito erano previste le semifinali della Davis e i play-out per promozioni retrocessioni.

Apparentemente non ci sarebbe nulla di male se non fosse che la settimana successiva a quella papabile, già dal 2017, è in calendario la Laver Cup, la grande sfida tra giocatori europei e Resto del Mondo, inventata e organizzata con successo da un certo Roger Federer.

All’idea che Piqué possa prender in considerazione di piazzare a Lille nel 2019 un eventone come le prime finali della nuova Davis proprio alla vigilia della terza Laver Cup (a Ginevra dal 20 al 22 settembre 2019) a Roger devono essere ‘girate’ parecchio. Nella conferenza stampa dopo il match vinto a New York contro il giapponese Nishioka ha definito (lo riferisce The Times) “un po’ strano” il fatto che “un calciatore si intrometta nel business del tennis”.

E pur confermandosi favorevole alle innovazioni ha fatto questo singolare paragone: “E’ come quando giochi a Jenga (si costruisce una torre con mattoncini di legno e i giocatori devono toglierne a turno un pezzo n.d.a.): quando togli una stanza devi stare attento che non caschi l’intero palazzo”.

Che succederà? Di sicuro sarà interessante seguire anche questo lato manageriale della sfida tennistica: non ci sono punti in palio ma dollari sì. E tanti. Proprio come in un Grande Slam.