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WAWRINKA E TSITSIPAS, LE RACCHETTE DI FERRAGOSTO

Un grande ‘vecchio’ che torna protagonista dopo un lungo periodo di ombra seguito a un intervento al ginocchio e un giovane astro appena esploso che però fa già sentire la ...

di Enzo Anderloni | 16 agosto 2018

Un grande ‘vecchio’ che torna protagonista dopo un lungo periodo di ombra seguito a un intervento al ginocchio e un giovane astro appena esploso che però fa già sentire la sua assenza se per caso, si fa per dire, esce al primo turno

di Enzo Anderloni – Foto Getty Images

Mi si nota di più se ci sono o se non ci sono? Sotto il sole del ferragosto americano, a Cincinnati (Ohio), Stan Wawrinka si nota perché c’è. Di nuovo. Stefanos Tsitsipas invece perché non c’è. Nell’ultimo Masters 1000 prima degli Us Open l’astro nascente greco ha perso al primo turno. Anche perché, lui che era fresco n. 15 del mondo, lo ha dovuto giocare contro David Goffin, n.11. Sono le leggi del tennis professionistico, baby. Quando è stato fatto il tabellone lui aveva ancora la vecchia classifica, quella precedente all’exploit di Toronto dove ha battuto 4 top 10. Così a Cincy c’erano primi turni tra Fucsovics e Hurkacz, Mmoh e Leo Mayer (bravissimi giocatori s’intenda) e Goffin contro Tsitsipas.

Così oggi si nota che Tsitsipas non c’è. E’ lui la vera nuova star. Uno che gioca da primo della classe ma ha anche la personalità del primo della classe. Uno che pensa a vincere e battere tutti ma anche già pronto a interpretare il ruolo di leader, ‘influencer’ come si dice oggi, sul piano dell’impegno sociale ma anche su quello più frivolo dell’immagine, della moda. Non esitò un secondo, meno di un mese fa, a lanciare appelli per raccogliere aiuti per suoi connazionali vittime dei terrificanti incendi che hanno colpito la zona attorno ad Atene. Ci ha subito messo la faccia, anche se era quella di un ragazzo di nemmeno vent’anni.

Adesso che i vent’anni li ha compiuti, lo scorso 12 agosto, ha lanciato svariati messaggi sull’importanza dell’eleganza fuori dal campo ed è già uno dei testimonial di spicco della nuove adizione delle racchette Wilson, quelle di tendenza con la livrea ‘mimetica’, ‘Camo’ come l’hanno chiamata gli americani. Un ‘camouflage’ pensato soprattutto per il pubblico più giovane.

Proprio a Toronto ha impugnato infatti la nuova versione della sua Wilson Blade 98 18x20, che sembra una tuta mimetica, con il logo aziendale rosso che spicca sul profilo. Non si è fatto problemi a cambiare look in corso d’opera. Anzi ha fatto il ‘botto’ sfoderando la novità.

Per chi è curioso delle specifiche della sua attrezzatura possiamo dire che, customizzazioni personali a parte, Tsitsipas usa un’incordatura Luxilon 4G, calibro 1,25, alla tensione di 25 chilogrammi per le su 18 corde verticali e 24 kg per le 20 corde orizzontali. Un reticolo fitto pensato per offrire più controllo e precisione che spinta. L’overgrip bianco è un Wilson Pro. Sponsorizzato da Adidas, Stefanos calza le nuove Adizero Ubersonic 3, color acquamarina, le stesse calzature utilizzate da Alexander Zverev.

E se Stan picchia di nuovo?

E Wawrinka? In l’abbiamo notato di nuovo quando ha perso al primo turno a Toronto. Lui che oggi è n.151 del mondo ed entra in tabellone grazie a delle wild card, aveva perso al primo turno. Sì, però il risultato era un 6-7 6-7 contro un certo Rafael Nadal. Una signora sconfitta, contro il futuro vincitore del torneo.

Poi a Cincy il primo turno l’ha passato. Battendo uno tosto come l’argentino Schwartzman, n.12 del mondo. Secondo indizio che diventa una prova con il successo nel secondo match contro Kei Nishikori. Attenti a Stan, che è meno personaggio dei Fab Four (Federer Nadal, Djokoic e Murray) ma che ha vinto tre Slam nella loro Era (Australian Open 2014, Parigi 2015, Us Open 2016). Quando Nadal dichiarò, in un ‘intervista lo scorso inverno, che il tennis di livello più alto, secondo lui imbattibile, l’aveva espresso a un certo punto Djokovic forse si dimenticava di Stan. Che dal 2014 in poi , sotto l’ala del coach Magnus Norman, dimostrò che in certe fasi stagionali, quando era particolarmente centrato, diventava imbattibile per chiunque, anche per Djokovic. Servizio da ace, diritto bomba, rovescio mostruosamente inimitabile. Bentornato Stan The man. Quella tua espressione imbronciata, le guance segnate dall’acne della gioventù vissuta all’ombra di Federer, è stata spesso emblema di spettacolo tennistico eccezionale. E’ bello notarti di nuovo.