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SHAPOVALOV, MOUTET E GLI ALTRI DEL '99, LA CLASSE DI FERRO

Non ci sono solo Shapovalov e De Minaur: la leva di fine millennio può contare anche sul francese Moutet, sull’austriaco Rodionov e sul serbo Kecmanovic

di Enzo Anderloni | 24 luglio 2018

Non ci sono solo Shapovalov e De Minaur: la leva di fine millennio può contare anche sul francese Moutet, sull’austriaco Rodionov e sul serbo Kecmanovic. Ci sono anche loro all’arrembaggio della stagione sul cemento

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

Una nuova lunga trasferta è ormai alle porte. Un paio di settimane sulla terra rossa europea, post Wimbledon, rappresentano il classico prologo a uno dei momenti più intensi e spettacolari di ogni singola annata tennistica: la stagione sul cemento americano. Da Atlanta a Washington passando per i Masters 1000 di Toronto e Cincinnati sino ad arrivare a Winston Salem e - ovviamente - al grande appuntamento degli Us Open 2018. Quali sono i Next Gen che meglio potrebbero comportarsi in queste lunghe e intense sei settimane?

Il ritorno
Uno dei tennisti under 21 più attesi in questa fase è certamente il rientrante Andrey Rublev, che lo scorso anno sorprese appassionati e addetti ai lavori spingendosi sino ai quarti di finale proprio in quel di New York. Sceso al numero 46 del mondo, a causa dei punti non confermati della vittoria a Umago 2017, il giovane russo ha necessità di portare a casa un buon numero di vittorie per riassestare il proprio ranking e garantirsi una qualificazione alle Atp Next Gen Finals (che lo videro finalista lo scorso anno) per nulla scontata. I cinque Next Gen da cui si attende almeno un exploit sono invece Stefanos Tsitsipas, recente protagonista a Wimbledon con un ottimo ottavo di finale, Denis Shapovalov, da cui ci si aspettavano grandi risultati - non pervenuti sui prati - e gli statunitensi Taylor Fritz e Frances Tiafoe, nati e cresciuti sul cemento americano. Tra i tennisti più indietro in classifica occhi puntati sul polacco Hubert Hurkacz, giocatore dall’ottimo servizio e dalla grande risposta, che sugli hard court d’America può trovarsi a proprio agio. Stesso discorso per Michael Mmoh e per il giovanissimo Felix Auger-Aliassime, che dopo una lunga stagione su terra battuta (ha saltato per scelta le 5 settimane su erba) è pronto a dare battaglia anche sul veloce.

La carica dei ’99
Occhio però ai nati nel ‘99. Non soltanto Denis Shapovalov e Alex De Minaur fanno parte di “un’annata” che si sta rivelando, con il passare dei mesi, molto interessante e in grande crescita. Dai tornei Atp sino a Challenger e Futures sono molti i ragazzi che si stanno mettendo in luce a suon di successi. Nelle ultime settimane è finito sotto i riflettori l’austriaco Jurij Rodionov, bravo a conquistare il primo titolo challenger in carriera ad Almaty per poi raggiungere la semifinale ad Astana. Giocatore dal tennis brillante, Rodionov è così salito sino al numero 255 (best ranking) e alla piazza 21 della Race to Milan. Prosegue la crescita del ’99 transalpino Corentin Moutet, ormai frequentatore abituale del circuito maggiore: il parigino dall’incredibile talento e dal carattere fumantino ha raggiunto la finale nel Challenger di Bastad per poi superare le qualificazioni sia nel torneo Atp svedese (a Bastad si giocano in due settimane consecutive) che nell’Atp 500 di Amburgo. Insomma, un posto tra i Top 100 è ormai a portata di mano

Kec e gli altri
Nonostante qualche problema fisico, anche Miomir Kecmanovic, ex numero 1 al mondo under 18, ha lasciato intravedere potenzialità eccezionali. Il serbo, che compirà 19 anni a fine agosto, è tra gli emergenti più completi che si siano visti all’opera in questi anni e si procurerà con tutta probabilità l’accesso ai piani alti. La classe ’99 cerca di prendere il potere anche con alcuni tennisti, attualmente nelle retrovie, che stanno iniziando a far parlare di loro. Nel torneo da 15.000 dollari italiano di Gubbio il titolo è infatti finito nelle mani dell’argentino Camillo Ugo Carabelli. Il nativo di Buenos Aires, che non vanta un ruolino di marcia junior di altissimo livello (best ranking numero 70), è giunto al secondo titolo in carriera entrando di slancio tra i Top 500. Successi Futures anche per il russo Artem Dubrivnyy, il ceco Michael Vrbensky e il tennista di Taiwan Yu Hsiou Hsu.

Moroni e Brancaccio guidano gli azzurri
Sono attualmente sei i Next Gen italiani tra i primi 100 della Race to Milan. Il primo azzurro in classifica è Gian Marco Moroni, classe 1998, recentemente rientrato dopo un problema muscolare, che si trova attualmente alla diciassettesima piazza. Al secondo posto è presente, un po’ a sorpresa, Raul Brancaccio. Il campano di Spagna (padre napoletano e madre iberica), che si allena all’Accademia di David Ferrer a Javea, ha conquistato 54 punti ed è al numero 59 della Race. Seguono Jacopo Berrettini, fratello minore di Matteo e allievo di Flavio Cipolla, Andrea Pellegrino, Liam Caruana e Giovanni Fonio, attualmente al numero 99 della Race to Milan.