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MP O PRO? PROVATE LE DUE NUOVE SPEED "DJOKOVIC-STYLE"

Testate le bianconere MP e PRO, con nuova tecnologia e materiali rinnovati

di Enzo Anderloni | 20 luglio 2018

Testate le bianconere MP e PRO, con nuova tecnologia e materiali rinnovati; per picchiatori da dietro, più pesante e di controllo la Pro, più potente e leggera (300 g) la Mp. I colpi piatti meglio di tutto il resto

di Mauro Simoncini

L’evoluzione tecnologica non si ferma mai. Quando un materiale viene inserito con successo in una racchetta, viene poi aggiornato ed evoluto per migliorare progressivamente le prestazioni.
Head si è affidata al Graphene nel 2013; sono passate oramai cinque stagioni e siamo giunti al Graphene 360, che costituisce la base strutturale delle nuove Speed, MP e Pro, legate a due ‘ambassador’ di prestigio come Novak Djokovic e Alexander Zverev.

Le tecnologie
Il Graphene, robusto e leggerissimo, è da sempre presente nel cuore della racchetta, consentendo una distribuzione delle masse ottimizzata verso testa e manico del telaio, favorendo maneggevolezza e potenza supplementare. Questa ultima evoluzione del Graphene (360) prevede inserimenti in punti strategici come a ore 3, ore 9 e ore 12, mirati a ridurre la deformazione dell’ovale e aumentare la stabilità torsionale dei telai. In sintesi è migliore il trasferimento dell’energia alla pallina nel momento dell’impatto, alla massima velocità, con una maggior sensazione di pienezza, sensazione da sempre associata agli attrezzi Head.
Ci sono poi altre differenze con le passate edizioni delle Speed: in primo luogo lo spessore (costante) del profilo della racchetta è, seppure di poco, maggiore: 23 millimetri anziché 22. In secondo luogo lo schema corde, numericamente invariato (16x19 per la Mp, 18x20 la Pro), ma ridisegnato in termini di densità. Per migliorare il controllo le verticali sono più vicine tra loro, mentre le orizzontali sono più distanti, per aumentare la resa degli spin e la potenza in generale. Infine i valori di rigidità (RA) sono decisamente al di sotto della media delle agonistiche e degli “storici” di Speed: i nuovi attrezzi Pro e Mp, con i loro 60-61 punti di Ra, risultano decisamente elastici.

Il lab
La Speed Mp pesa 312 grammi (con incordatura montata) e il bilanciamento è a 32,7 centimetri. L’inerzia è medio bassa per la categoria (312 punti), mentre come anticipato la rigidità è bassa (61) per una sintesi globale equilibrata tra potenza (47) e controllo (52) con una maneggevolezza nettamente sopra la media (79). Invece la Speed Pro ha sedici grammi in più (328) ma un bilanciamento similissimo (32,6 centimetri) così come la rigidità contenuta (60). L’inerzia è decisamente superiore alla sorella (325 punti); il riassunto finale dice che c’è qualcosa in più in termini di potenza (49) ma in meno in quanto a maneggevolezza (70), mentre il controllo è invariato rispetto alla sorella più leggera Mp.

In campo
Avevamo già assaggiato un prototipo di MP un mesetto fa e qualcosa di nuovo e interessante si era sentito. Di diverso rispetto ad allora c’è anzitutto l’estetica: la veste grafica definitiva delle nuove Speed, bianconera, è davvero accattivante (un po’ ‘juventina’…), sobria ed elegante. Lo stiamo riscontrando sempre più frequentemente: si va verso una nuova pulizia della grafica. Basta disegni, sfumature, arcobaleni etc.etc. E vien da dire: era ora.
a sensazione immediata, dei primissimi scambi da fondo campo, è quella di compattezza, pienezza degli impatti. Si “sente” la palla e questo è merito dell’elasticità degli attrezzi; certo con la MP questo feeling rende anche senza presupposti tecnici di livello agonistico medio-alto. Invece per gestire la Speed Pro si capisce da subito che ci vogliono braccia e gambe allenate. Pur trattandosi di soli 10 grammi aggiuntivi di peso, il bilanciamento spostato poco più indietro e la conseguente minore maneggevolezza del telaio si avvertono in fretta (senza contare il pattern più fitto 18x20). Con la Pro, se si colpisce bene, la pesantezza di palla è maggiore e specialmente i colpi piatti sono davvero incisivi. Al contrario è molto più gestibile la versione 300x100, ovvero la MP, quando si cerca di imprimere a dovere delle rotazioni in top; che escono generose e cariche, anche se proprio quella sensazione di pienezza (di cui dicevamo all’inizio), fa preferire gli impatti piatti o poco coperti.
Per quanto riguarda i tagli ‘indietro’ il pattern 18x20 della Pro la rende precisissima dunque più efficace; a patto che si trovi in mani educate, abbastanza raffinate tecnicamente. Per difendersi in back anche la Mp se la cava bene.
A rete sono solide e compatte entrambe. Sopra la testa invece gira più facilmente la più leggera Mp che apre anche a più soluzioni in termini di taglio (slice e kick). Per farlo con la versione Pro oltre alla tecnica ci vuole una buona spinta di gambe, specialmente per caricare di peso una seconda palla con spin. In conclusione le due nuove Speed sono due racchette agonistiche di sostanza, in linea con la tradizione della Casa austriaca. Selettiva ma non proibitiva la MP che, si inserisce nella categorie delle 300x100 tra le più controllose e classiche. Più impegnativa ma redditizia la Pro: ideale per un buon Terza o un Seconda Categoria, abituato a telai di un certo peso (nel vero senso della parola) con profili sottili e pattern fitti.