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WIMBLEDON CELEBRA I 150 ANNI DAL PRIMO CROQUET CLUB

Nacque nel 1868 per iniziativa di un gruppo di appassionati di questo sport, lontano parente del golf, che si gioca con mazze e sfere sui prati

di Enzo Anderloni | 30 giugno 2018

Nacque nel 1868 per iniziativa di un gruppo di appassionati di questo sport, lontano parente del golf, che si gioca con mazze e sfere sui prati. Poi arrivò il lawn tennis, più dinamico e spettacolare. Nel 1877 quel primo torneo…

di Alessandro Mastroluca - foto getty images

Uno scambio lungo 150 anni. L’animazione dei direttori della Nexus, Alan Smith e Adam Foulkes, racchiude in un minuto la storia di Wimbledon. Un viaggio iniziato il 23 luglio 1868, quando John H. Walsh, direttore della rivista “The Field”, il capitano R.F. Dalton, John Hinde Hale, il reverendo A. Law, S.H. Clarke Maddock e Walter Jones Whitmore e con altri amici fondano l’All England Croquet Club. Sono tutti appassionati giocatori di croquet, un passatempo popolare nell’Inghilterra vittoriana. I prati adatti a una sede stabile li trovano nell’inverno del 1969 a Worple Road e li affittano per 7 anni a 120 sterline l’anno più una percentuale sulle quote associative e sugli ingressi giornalieri.
Una partita di croquet, per quanto surreale, l’abbiamo vista praticamente tutti: la gioca Alice nel Paese delle meraviglie su invito della Regina di cuori. Ma il croquet, diceva al New York Times l’archivista della Croquet association britannica, “è sempre stato più uno sport da giocare che da vedere”. Così, gradualmente il lawn tennis soppianta il croquet anche nel nome del club, che nel 1877 diventa All England Lawn Tennis and Croquet Club, e il croquet sparirà proprio tra il 1882 e il 1899.

Nel 1877 il primo torneo di tennis
Che succede intanto nel 1877? Si gioca il primo torneo di lawn tennis nella storia del club. La rivista The Field offre per il vincitore una coppa d’argento del valore di 25 ghinee. Lo scrittore Henry Jones, che scrive per la rivista con lo pseudonimo di Cavendish e ha già formalizzato le regole del whist, è uno dei tre esperti che riscrive regolamento e storia del tennis per quella prima edizione di Wimbledon. Sabato 7 luglio 1877 inizia il tennis come lo conosciamo oggi. Per assistere alla rivoluzione, interrotta dal 12 al 16 luglio per l’annuale sfida di cricket fra i college di Eton e Harrow, si paga una sterlina e uno scellino. Vince Spencer Gore, che profetizza: il lawn tennis non sarà mai uno sport così popolare.

1922: il trasloco a Church Road
Servirà appena una quarantina d’anni perché la profezia si riveli fallimentare. I quattro acri di terreno non bastano più a contenere l’attività del club che cerca invano di annettere proprietà vicine. Così, nel 1922, il club trasloca a Church Road, dove ancora oggi i Doherty Gates, i cancelli dedicati ai gemelli prime vere star del lawn tennis, si aprono su un piccolo mondo antico ‘purple and green’, i colori del club, su un concentrato di “Englishness” che si apre al mondo fra un tè delle cinque e le fragole con la panna. Un universo che si svela e che può cambiare la carriera di un campione. Per il prestigio del torneo e per un montepremi che negli ultimi anni è quadruplicato. Quest’anno perdere al primo turno in singolare garantisce 39 mila sterline, vincere il titolo 2,25 milioni.

Nuovo campo 1, col tetto dal 2019
Come ogni estate, 39 mila spettatori si divideranno sui 19 campi, agli altri non resterà che godersi l’atmosfera sulla vecchia Henman Hill, poi diventata Murray mount, davanti a un maxi-schermo che sarà ancora più grande, o al Walled Garden, una piazza a due livelli che prende il posto del vecchio campo 19.

Per entrare sul nuovo campo 1, progettato con tanto di tetto retrattile dalla Sir Robert McAlpine, lo studio che ha firmato lo Stadio Olimpico di Londra, bisognerà aspettare l’inaugurazione prevista per il 19 maggio 2019. Inizierà allora l’ultima fase del progetto triennale di rinnovamento, con sei nuovi campi indoor costruiti lungo Somerset Road. Niente, però, che possa cambiare l’atmosfera unica dei Championships. “Qui affitti una casa e l’atmosfera è familiare” raccontava Andy Roddick. “I vicini innaffiano le piante ogni mattina e ti senti uno di loro. Questo torneo è diverso da qualsiasi altro”. La storia non si può cambiare.