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ROLAND GARROS JR: GLI UNDER DI OGGI, NEXT GEN DI DOMANI

Mentre Sloane perde in finale, l’altra afro-americana Cori Gauff, 14 anni, conquista a Parigi il titolo Under 18

di Enzo Anderloni | 16 giugno 2018

Mentre Sloane perde in finale, l’altra afro-americana Cori Gauff, 14 anni, conquista a Parigi il titolo Under 18. Tra i maschi comanda il cinese di Taipei Chun Hsin Tseng. Cocciaretto stop: ‘Ele’ Molinaro è la bestia nera

di Viviano Vespignani - foto Getty Images

Nati nell’immediato dopoguerra, gli Internazionali Junior di Francia hanno aggiunto alla 72esima riga del loro prezioso albo d’oro i nomi di Cori Gauff, che in una emozionante sfida finale tutta statunitense ha prevalso su Caty McNally, e del cinese, nato a Taipei, Chun Hsin Tseng a sua volta vincitore sull’argentino Sebastian Baez. Buona parte dell’interesse degli addetti ai lavori e degli spettatori si è indirizzato su Cori “Coco” Gauff, un’afro-americana nata il 13 marzo 2004 a Delray Beach (USA), che aveva dalla sua la finale raggiunta negli US Open Junior 2017 e la semifinale negli ultimi Australian under 18. Dotata di colpi straordinari quanto a rovescio e servizio, a 14 anni e 2 mesi Coco è stata, tra l’altro, la più giovane concorrente di questi Campionati (che nel 1993 Martina Hingis vinse all’impensabile età di 12 anni, 8 mesi e 6 giorni) e ha regalato agli Stati Uniti il quarto successo negli ultimi otto anni. Quanto a Chun Hsin Tseng, convincente leader del tennis junior made in Asia, si tratta di un non ancora 17enne, n.3 della classifica mondiale ITF, quest’anno secondo negli Australian Junior e con già in tasca una vittoria a livello Futures.

Gli altri protagonisti
Il diciottenne Sebastian Baez, a dispetto della leadership mondiale junior che vanta e della finale appena colta nel Trofeo Bonfiglio, non ha suscitato particolari entusiasmi se non in semifinale, allorché ha imposto un drastico 6-2 6-2 a un tosto brasiliano qual è Thiago Seyboth Wild. È andata meglio in tema di interesse all’altra statunitense di Cincinnati (ove è nata il 20 novembre 2001) Caty McNally, campionessa mondiale under 16 nel 2017 in Junior Fed Cup, che invece era reduce da una prematura sconfitta rimediata al Tennis Club Milano A. Bonacossa. In finale Caty ha vinto la prima frazione complice una Gauff nervosa e insicura, poi non è riuscita ad arginare completamente la reazione di una avversaria dalla quale la separano 2 anni e 4 mesi d’età.

Relativamente ai semifinalisti, meritano una sottolineatura la polacca Iga Swiatek e lo statunitense Sebastian Korda. Iga è una diciassettenne di Varsavia che si è ripetutamente messa in evidenza nei primi appuntamenti Pro. Sebastian è nato a Bradenton, in Florida, ma la sua origine è tutta ceca visto che i genitori si chiamano Petr Korda e Regina Rajchrtova: più figlio d’arte di così… Purtroppo per lui al penultimo turno se l’è vista con un Tseng in grande spolvero e deciso a cancellare la sconfitta rimediata nella finale degli Australian Open.

Gli azzurri
Il capitolo dei nostri portacolori è relativamente conciso. Elisabetta Cocciaretto ha fatto onore alla nona testa di serie ricevuta battendo in due set la francese Diane Parry e la statunitense Lea Ma. Negli ottavi è uscita di scena perdendo, di nuovo in tre frazioni, la sfida con la lussemburghese di sangue italiano (un nonno emigrato giovanissimo da Udine) Eleonora Molinaro che l’aveva sconfitta nelle semifinali del Trofeo Bonfiglio. Nel main draw il nostro numero 1 Lorenzo Musetti è stato battuto per 6-3 6-2 al primo round dal coreano Uisung Park (ora n.19 del mondo ma terzo ad inizio stagione), mentre Davide Tortora e Melania Delai sono stati fermati al turno decisivo delle qualificazioni rispettivamente dal brasiliano Mateus Alves e dalla russa Oksana Selekhmetova.

Per Lorenzo è andata meglio in doppio, dove ha guadagnato i quarti di finale a fianco del gigante olandese Deney “Bravehart” Wassermann. Infine, un cenno al capitolo delle delusioni. Ha fatto sensazione la prematura uscita di scena - complice lo statunitense Bradenton Nakashima - dell’atteso diciottenne tedesco (nato in Ucraina) Rudolf Molleker che la settimana prima era salito sino al numero 300 della classifica mondiale ATP grazie al successo riportato nel Challenger di Heilbronn, e che aveva ottenuto una lusinghiera terza testa di serie.