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QUANDO IL GIUDICE CHIAMA 'OUT', NON SEMPRE DISTURBA

La domanda - Quando l’arbitro verifica un segno a ‘colpo avvenuto’, perché ogni tanto concede il punto e ogni tanto lo fa rigiocare

di Enzo Anderloni | 03 giugno 2018

La domanda - Quando l’arbitro verifica un segno a ‘colpo avvenuto’, perché ogni tanto concede il punto e ogni tanto lo fa rigiocare?

La domanda completa
Situazione: il giocatore A batte la prima e prende un pezzettino di riga. Il giudice di linea chiama out. Intanto Il giocatore B risponde lungo. Il giocatore A chiede all’arbitro la verifica. Quello scende e verifica che la palla era buona. Perché qualche volta l’arbitro assegna il punto al battitore e in altri casi fa ripetere il punto?

Maurizio, da Milano

La risposta
Casi come questo, normalmente, avvengono durante partite giocate sulla terra battuta, dove viene concessa la possibilità di poter verificare un segno da parte dell’arbitro.
Vero anche che negli ultimi anni una procedura simile è stata attivata nei campi dove è presente la tecnologia dell’“Hawke-Eye” il cosiddetto “occhio di falco”, la quale consente di verificare su un monitor se la palla sia rimbalzata in campo o fuori.
Sui campi in terra rossa è previsto che il segno possa essere verificato o quando viene effettuata la chiamata dall’arbitro stesso o dal giudice di linea; oppure, ancora, quando il giocatore ne faccia richiesta. Questo sia su un colpo vincente che durante uno scambio. In quest’ultimo caso, però, la richiesta da parte del giocatore deve avvenire immediatamente, disinteressandosi del gioco e soprattutto a proprio rischio e pericolo.
Questo significa che in caso di richiesta di verifica del segno da parte del giocatore (per esempio ritenendo la palla “out”), qualora la palla dovesse essere giudicata “buona”, il giocatore che ha fermato il gioco perderà quel punto.
Nel caso invece proposto dal lettore, la palla viene chiamata “out” dal giudice di linea, la cui chiamata di fatto ha interrotto il gioco: di conseguenza su richiesta del giocatore, l’arbitro, verificato il segno e giudicantolo buono, dovrà decidere se la chiamata del giudice di linea abbia disturbato il gioco (cioè: senza la chiamata, il gioco sarebbe continuato?) oppure la chiamata di palla “out” sia stata ininfluente e il punto sarebbe comunque finito.
In pratica viene valutato il momento in cui arriva la chiamata da parte dell’arbitro o del giudice di linea (se immediato sarà quasi certo il disturbo, se in ritardo la chiamata non può aver disturbato).
Nel primo caso, considerando il gioco disturbato, sarà necessario ripetere quel punto. In caso contrario, il punto verrà assegnato a uno dei giocatori: nel caso proposto dal nostro lettore, se si dovesse considerare la chiamata del giudice di linea ininfluente, verrà assegnato il punto al servitore (giocatore A) in quanto il ricevitore (giocatore B) con o senza la chiamata avrebbe risposto lungo comunque.