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LO SHOW DEL PADEL CHE STREGA TUTTI… ANCHE STARACE

Anche Potito Starace tra i protagonisti del torneo FIP 500 del tour mondiale

di Enzo Anderloni | 21 maggio 2018

Anche Potito Starace tra i protagonisti del torneo FIP 500 del tour mondiale. L’ex n.27 Atp è arrivato in finale: “Una grande passione”. Vittoria per Burzi-Viuda. Nel femminile bene anche Pappacena-Sussarello

di Roberto Palumbo - foto a. fioriti

Dalla racchetta da tennis a quella da padel. Per Potito Starace il salto è stato quasi naturale. Un modo per restare sul campo una volta chiusa la carriera da tennista professionista, “per continuare a fare sport divertendomi molto”, racconta lui. Per anni nei primi 100 del mondo, con un best ranking da numero 27 Atp nell’ottobre 2007, Potito è stato tra i protagonisti della nona edizione del torno FIP 500 di padel che si è tenuta al Foro Italico in occasione dei 75esimi Internazionali BNL d’Italia. Con il compagno di doppio, lo spagnolo Javier Rico Dasi, già campione del mondo junior, è arrivato in finale, dove però a vincere in tre set (6-7 7-5 7-5) è stata la coppia formata da Enrico Burzi (altro ex tennista pro) e dallo spagnolo Alfonso Viuda (tra le donne, invece, vittoria delle uruguayane Manuela Alaga e Claudia Fernández sulle italiane Giulia Sussarello e Chiara Pappacena).

Colpi tutti nuovi
Alla fine, comunque, tutti felici e contenti. Per Starace un altro passo in avanti alla conquista del padel. “Una passione nata un paio d’anni fa - dice Potito - quando ho smesso di giocare a tennis. E per fortuna che è nata, altrimenti mi sarei fermato completamente. La verità, poi, è che giocare a padel mi diverte davvero tanto”. Una rete, una racchetta ma grandi differenze col tennis… “Sì, si gioca con una rete e una racchetta ma è completamente diverso dal tennis. Ci sono il vetro, la parete, la grata… E poi ci sono anche dei colpi che nel tennis non esistono”. Insomma, il passato da tennista è sicuramente stato utile ma il padel è un altro sport. “Sì, il passaggio al padel non è stato semplice. Certo chi ha giocato a tennis è avvantaggiato, specialmente nel gioco a rete, mentre magari dal fondo gli specialisti del padel sono più forti. Comunque giocando si migliora sempre”.

Rapida ascesa
Una passione nata un po’ per caso: “Più che altro per gioco. Avevo tanti amici che giocavano a padel provenendo dal tennis. Io ho smesso di giocare a tennis, ho iniziato a giocare a padel e più il tempo passava e più mi divertivo, perché imparavo sempre di più. Poi è chiaro che rispetto ai giocatori veri, gli spagnoli e gli argentini, sono tanto indietro, ma in Italia gioco anche alcuni tornei e mi diverto”. Può essere l’inizio di una nuova carriera? “No, è soltanto un gioco e finisce lì. Non è il mio mondo, il mio mondo resta il tennis e continuerò nel tennis anche se in maniera diversa. Questo sarà un modo per continuare a fare sport, una nuova passione e basta”.

Una nuova passione contagiosa, lo dicono i numeri, che certificano una crescita impressionante. “La svolta c’è stata 4 anni fa - spiega Gianfranco Nirdaci, coordinatore nazionale padel per la FIT - quando la Federtennis, nella persona di Angelo Binaghi, ha posto grande attenzione su questo sport. Siamo partiti con un campionato italiano a squadre, il primo anno, con 16 squadre di serie A e 8 di B, in tre regioni soltanto, Lombardia, Emilia Romagna e Lazio. Oggi abbiamo più di 215 squadre tra serie A, B, C e D, e ogni squadra annovera almeno 12 giocatori. Le regioni coinvolte sono adesso 16. Fondamentale è stata l’istituzione di tornei Slam, con un Master finale”. Insomma, il padel cresce e cresce in fretta. Secondo il presidente della Federtennis, Angelo Binaghi, è lo sport destinato ad avere lo sviluppo maggiore nei prossimi 10 anni. Guai a chiamarlo sport minore…