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I BIG VERSO GLI INTERNAZIONALI BNL D'ITALIA

Rafa è il grande atteso di un'edizione piena di stelle, non solo del tennis

di Enzo Anderloni | 07 maggio 2018

Rafa è il grande atteso di un'edizione piena di stelle, non solo del tennis. Vediamo le indicazioni che ci danno i tour Atp e Wta in previsione dell'appuntamento romano e tutti i motivi per non perdersi uno show grandioso

di Andrea Nizzero - foto Costantini e Getty Images

Roma, almeno nel tennis, è sempre Caput Mundi. Poco dopo aver promesso di essere al via degli Internazionali BNL d’Italia, Serena Williams ha risposto a modo suo ai commenti di Ion Tiriac sulla sua età e sul suo peso: prima promettendo “un paio di parole con lui”, poi paccando con eleganza il suo torneo. La 23 volte campionessa di Slam tornerà in campo a Roma, la sua città del cuore, di fatto facendo degli Internazionali BNL d’Italia il climax assoluto del cammino di avvicinamento a Parigi. Anche un altro ex campione del Roland Garros, Stan Wawrinka, ha preferito evitare Madrid e scegliere Roma per tornare a giocare. Lo svizzero dice che “il ginocchio è ok” e che vede “la fine di un tunnel”, per usare le sue parole, dopo l’operazione dello scorso anno. In tutto ciò, il tennis a Roma è già cominciato e promette spettacolo crescente. Dalle 'Pre-quali' già in corso si giungerà alle qualificazioni del week-end: il parco giocatori e giocatrici promette di essere più interessante di tanti ATP 250 e WTA International, un antipasto sontuoso in vista della 75esima edizione del torneo.

Bei segnali da Giorgi ed Errani
Con gli Internazionali BNL d’Italia ben in vista, la numero 1 e la numero 2 d’Italia hanno dato importanti segnali di salute,. Camila Giorgi, che non è a Madrid per preparare le qualificazioni romane al via il prossimo weekend, a Praga ha battuto Sam Stosur e si è fermata ad un passo dalla finale. Mihaela Buzarnescu l’ha sconfitta solo per 7-5 al terzo (la marchigiana aveva servito per il match sul 5-4), in quella che per Camila era la prima semifinale su terra battuta. La romena, Top40, ha iniziato a conoscere il suo reale valore solo nel 2018 e alla soglia dei trent’anni, festeggiati proprio venerdì. Camila l’ha però tenuta in campo per quasi due ore e mezzo, prima della dura finale di sabato con Petra Kvitova. Mihaela ne è uscita sfiancata, diventando facile preda di Maria Sharapova domenica pomeriggio a Madrid. Un primo turno che vale un inciso: per Masha, che non vinceva un incontro dagli Australian Open, una vittoria altrimenti semi-scontata è stata invece una vitale boccata d’ossigeno in vista di Roma e Parigi.

Tra Rabat e Madrid, intanto, un’ottima Sara Errani ha continuato a mettere fiducia nel serbatoio. La romagnola, che si era vista in salute anche a Istanbul, ha raggiunto i quarti in Marocco prima di essere fermata dalla belga Elise Mertens, futura campionessa del torneo. Sara ha poi centrato la qualificazione nel main draw di Madrid, togliendosi la piccola soddisfazione di battere la sua connazionale e compagna di squadra Kirsten Flipkens. Dopo Madrid, la romagnola sarà una wild card nel tabellone principale del torneo di cui fu finalista nel 2014, gli Internazionali BNL d’Italia.

Kvitova protagonista
Le finali di Praga e Rabat, giocate di sabato per permettere l’avvio del Wta Premier Mandatory di Madrid, hanno proposto nuovi sviluppi a due delle sottotrame più belle di questa stagione di tennis femminile. In Repubblica Ceca, Petra Kvitova ha aggiunto un altro splendido capitolo alla fiaba del suo ritorno ad alti livelli, vincendo il suo primo titolo Wta in patria. È anche il suo primo titolo su terra battuta da tre anni a questa parte, ma per la due volte campionessa di Wimbledon questa vittoria ha un valore elevatissimo per motivi più personali che sportivi. Davanti al suo pubblico, è scesa in campo tesa come una corda di violino per giocare una finale cui lo scorso anno aveva assistito da spettatrice, mentre guariva dalle ferite della rapina subita in casa propria a fine 2016. Ora festeggia il suo terzo titolo del 2018 e l’ennesima conferma che appartiene ancora al tennis di vertice. In una finale tra mancine, ha rimontato e battuto la romena Mihaela Buzarnescu.

Nel frattempo, nella capitale marocchina Elise Mertens ha dato un’ulteriore rinfrescata al suo curriculum, che assomiglia sempre più a quello di una candidata a vincere Slam. Vincendo la dodicesima partita su dodici giocate su terra battuta, la semifinalista degli Australian Open ha bissato il successo di Lugano di poche settimane fa. La 22enne, recente mattatrice della sfida genovese di Fed Cup tra Italia e Belgio, sembra sempre più matura e pericolosa, e a Roma e Parigi sarà sicuramente un’osservata speciale.

Sprazzi d'azzurro
Come osservati speciali, gioco-forza a Roma, saranno gli azzurri. Ebbene, i tre quarti di finale raccolti dai tennisti italiani tra la Turchia e il Portogallo non possono essere definiti reali exploit, ma ne segnalano la competitività ad alti livelli dopo i recenti successi di Budapest, la settimana precedente. A Istanbul, sono stati Paolo Lorenzi (wild card a Roma) e Thomas Fabbiano a piazzarsi tra i primi otto. Sui campi dell’Estoril, alle porte di Lisbona, un ottimo Simone Bolelli si è fermato solo di fronte a un ottimo e sorprendente Francis Tiafoe. Bolelli è arrivato ai suoi primi quarti di finale dal 2015 dopo aver superato le qualificazioni, vincendo quattro partite di fila. L’ultima, in rimonta contro Federico Delbonis al 2° turno, è stata un piccolo capolavoro.

Generazione '90
Nella settimana in cui il tiranno illuminato Rafa riposava in vista di Madrid, Roma e Parigi, è stata la generazione di fine anni ’90 a lasciare il segno. In riva all’Oceano Atlantico, l’epilogo del torneo della splendida Estoril ha fatto felice il pubblico portoghese, incoronando Joao Sousa (nella foto). In semifinale e finale, il 29enne ha però sconfitto due avversari dieci anni più giovani, il greco Stefanos Tsitsipas e lo statunitense Frances Tiafoe. Il primo, ancora teenager essendo nato nel dicembre del 1998, ha confermato quanto di buono aveva già mostrato a Barcellona e in generale in questa stagione, meritandosi ampiamente la Top50 mondiale. A muovere le acque durante la settimana è stato anche il finalista Tiafoe, che al debutto ha salvato tre match-point a Tennys Sandgren, prima di ingranare una marcia che in pochi pensavano gli appartenesse sulla terra battuta. Contro lo statunitense, coetaneo di Tsitsipas, in semifinale il campione in carica Pablo Carreno Busta ha raccolto le briciole. Sono buonissime notizie per il popolo del primo weekend degli Internazionali BNL d’Italia: a meno di ritiri dell’ultima ora, i due NextGen saranno tra i più attesi protagonisti delle qualificazioni del Foro Italico.

Il campione di Roma si scalda a Monaco
Altri spunti interessanti sul filone “prossima generazione” li ha forniti il torneo di Monaco di Baviera, dove il migliore del lotto ha difeso il suo titolo dello scorso anno. Alexander Zverev, a tutti gli effetti ancora un Next Gen nonostante la categoria abbia meno appeal per uno che è già numero 3 del mondo, ha sconfitto il tre volte campione Philipp Kohlschreiber per conquistare il settimo titolo in carriera. La finale tutta tedesca era stata preceduta da una semifinale tra Sascha e Hyeon Chung, trionfatore a Milano e semifinalista agli Australian Open, in cui il coreano non ha concretizzato un vantaggio di 3-0 nel primo set ma ha confermato di essere giocatore da tenere in considerazione anche sul rosso. Magari anche a Roma.