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I NEXT GEN SULLA TERRA, EMERGENTI IN… ROSSO

Da Zverev a Rublev, da Ruud a Munar, fino ai giovanissimi della “Classe 1999”

di Enzo Anderloni | 19 aprile 2018

Da Zverev a Rublev, da Ruud a Munar, fino ai giovanissimi della “Classe 1999”. Scopriamo i protagonisti Next Gen che si apprestano a sfidare Nadal sulla sua superficie preferita. Anche agli Internazionali BNL d’Italia

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

Marrakech, Montecarlo e una lunga serie di tornei challenger hanno dato il via alla stagione della terra battuta. Rafael Nadal è pronto a fare incetta di successi dal Principato di Monaco sino al Roland Garros, ma quali saranno i Next Gen che meglio riusciranno a disimpegnarsi sul rosso? Alexander Zverev riuscirà a bissare il successo agli Internazionali BNL d’Italia? E quali giovani sorprenderanno nei Challenger?

Zverev e Rublev, campioncini sulla terra
Alexander Zverev e Andrey Rublev sono i due giocatori che, per caratteristiche tecniche, ranking ed esperienza possono esprimersi al massimo sui campi in terra battuta. Zverev lo ha già dimostrato lo scorso anno al Foro Italico, mentre il russo ha dominato il torneo di Umago a suon di accelerazioni di diritto.

Entrambi sanno ben disimpegnarsi su terra battuta, soprattutto se rapida. L’assenza di Federer e Murray e la scarsa forma di Djokovic lasciano spazio, oltre che a Dominic Thiem, anche ai Next Gen maggiormente in condizione. Difficile che possano raggiungere grandi risultati gli statunitensi, quasi mai a loro agio sul rosso. Taylor Fritz e Frances Tiafoe potrebbero però sorprendere, soprattutto su una terra veloce come Madrid o Parigi. Da osservare con attenzione Stefanos Tsitsipas, abile ormai su tutte le superfici, e Denis Shapovalov, che grazie al suo talento può impensierire chiunque su qualsiasi terreno di gioco.

Occhio a Casper
Lo scorso anno Casper Ruud aveva sorpreso tutti arrivando sino in semifinale nell’Atp 500 di Rio de Janeiro per poi, mese dopo mese, perdere brillantezza e continuità di rendimento. Quest’anno, dopo buone prestazioni sul cemento australiano, non ha entusiasmato sul rosso sudamericano, ma le potenzialità per accendersi all’improvviso grazie al suo schema servizio-dritto sono notevoli. Da un giocatore potente e costruito come Ruud a un talento immenso ma difficile da domare come il francese Corentin Moutet, mancino classe 1999 che punta a entrare nei Top-100 durante la stagione sul rosso.

Munar e Taberner, il ‘rosso’ negli occhi
Grinta, determinazione, voglia di lavorare e grande forza di volontà. Questa la ricetta vincente di Jaume Munar e Carlos Taberner, entrambi ventenni e Top-200. Munar ha appena raggiunto la semifinale nel challenger di Barletta, palesando migliorie tecniche rilevanti e vittorie di valore: al primo turno ha superato l’enfant prodige canadese Felix Auger-Aliassime 7-6 4-6 7-5 per poi avere la meglio di Nikola Milojevic (7-5 6-1) e Matteo Donati (6-4 7-5 annullando due set point consecutivi nel secondo parziale). In semifinale solamente uno scatenato Marco Trungelliti, poi vincitore del torneo, ha stoppato la corsa di Munar in due set. Carlos Taberner non ha iniziato la stagione in maniera straordinaria, complice la programmazione iniziale sul veloce. Ma durante le tante settimane sul rosso europeo potrà togliersi belle soddisfazioni, come dimostrato dalle finali raggiunte nel 2017 nei challenger di Banja Luka e Sibiu. La mentalità spagnola, la continuità, la tattica, la voglia di emergere, sono tutte armi a disposizione della coppia Munar-Taberner, pronta a confermarsi e, perché no, anche a stupire.

L’Italia punta su Moroni, Pellegrino e Caruana
I tre tennisti sui cui punterà l’Italia sono Gian Marco Moroni, terraiolo e ‘doc’, Andrea Pellegrino, adatto a ogni tipo di superfici e Liam Caruana (nella foto qui a sinistra), tecnicamente più da veloce ma bravo a destreggiarsi anche sulla terra battuta come dimostra la semifinale nel challenger di Todi del 2017. Nelle retrovie ci si aspettano buoni risultati da Julian Ocleppo (classe 1997), Enrico Dalla Valle (classe 1998) e Giovanni Fonio (classe 1998). Riccardo Balzerani non è propriamente un terraiolo, ma sul rosso è migliorato molto e può farsi rispettare.

I giovanissimi
Dalla classe 1999 in giù ci sono molti giovani che potrebbero farsi valere a livello challenger e futures. Occhi puntati sul serbo Miomir Kecmanovic, ex numero 1 del mondo under 18, sullo spagnolo di origini austriache Nicola Kuhn (classe 2000) e sull’australiano Alexei Popyrin, vincitore lo scorso anno del Roland Garros Junior. Attenzione anche all’ungherese Zsombor Piros, classe 1999 e vincitore nel 2015 del rinomato Torneo Avvenire, una sorta di Campionato Mondiale under 16.