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ITALIA-FRANCIA SI SFIDANO CON QUESTE RACCHETTE

10 giocatori e 10 attrezzi diversi in campo a Genova: ben 7 i marchi rappresentati

di Enzo Anderloni | 06 aprile 2018

10 giocatori e 10 attrezzi diversi in campo a Genova: ben 7 i marchi rappresentati. Su una cosa la maggioranza è d’accordo: la scelta dell’incordatura in sintetico monofilamento, calibro sottile. Che fanno rifare di continuo…

di Enzo Anderloni

La sfida di Coppa Davis tra Italia e Francia è un grande classico: due nazioni di lunga tradizione che hanno cominciato a confrontarsi negli Anni ‘20 del secolo scorso e che hanno sempre tenuto moltissimo alle competizioni a squadre. Non a caso mettono in campo sempre la miglior formazione e si preparano alla perfezione.
Una cura del dettaglio che gli atleti mettono in particolare nella scelta della racchetta e nella taratura della combinazione telaio-incordatura. Siamo dunque andati a vedere con quali attrezzi si affronteranno a Genova i Bleus e gli Azzurri. Cominciamo dai transalpini.

Galletti attrezzati
Lucas Pouille
, che si presenta a Valletta Cambiaso con la classifica più brillante di tutto il lotto di giocatori, n.11 del mondo, utilizza una Prince Textreme Tour 100P. Un attrezzo che non si trova facilmente nei negozi italiani ma che è un best seller negli Usa. Piatto da 100 pollici quadrati, schema d’incordatura fitto (18x20), rigidità contenuta (62 Ra), è considerata una racchetta con un ottimo mix di potenza e controllo, uno sweet spot molto generoso e valida sia spingendo da fondo (anche in top) sia nei pressi della rete. Per l’incordatura Pouille ha scelto Prince Tour XC, un monofilamento in copoliestere di calibro sottile, 1,25 mm. La sua tensione di solito è 24.5 chilogrammi.
Molto conservatore è Adrian Mannarino, giocatore dallo stile atipico, basato sull’anticipo, spesso creativo ma molto sostanzioso che arriva in Italia da n. 25 Atp. Non si vuole staccare infatti dalle vecchie Babolat Aero Pro Drive, il vecchio telaio usato da Rafael Nadal ora sostituito dalla versione Pure Aero. Piatto da 100 pollici quadrati, 300 grammi di peso e schema corde 16x19 le caratteristiche classiche. L’incordatura è in sintetico monofilamento Luxilon Alu Power, la tensione intorno ai 24 kg, con leggere variazioni in più o in meno legate alle condizioni ambientali.
Jeremy Chardy, veterano del circuito (31 anni) dal servizio molto incisivo, oggi n.80 del mondo, si affida a una racchetta giovane, cioè la Tecnifibre T-Fight DC 305. Nella versione più recente, disponibile nei negozi specializzati l’attrezzo ha un piatto da 98” e uno schema corde particolare, 18x19. Adatta a chi cerca un telaio per picchiare forte senza perdere controllo. Chardy è ancora più severo ed è rimasto fedele all’edizione precedente con il piatto da 95 pollici quadrati. L’incordatura, anche per lui, è in sintetico monofilamento Luxilon Alu Power, calibro 1,25.
E veniamo ai probabili doppisti: Pierre Hugues Herbert utilizza una Yonex Vcore Tour G 97 con la livrea della nuova versione, Vcore Pro G 97: piatto da 97 pollici quadrati, peso importante (330 grammi), la incorda con sintetico monofilamento Yonex Poly Tour Fire calibro 1.25.
Nicolas Mahut (nella foto sopra), 36 anni, ex n.1 del mondo in doppio, è testimonial della linea Wilson Burn ma impugna una versione personalizzata sulla base dello stampo H22, a sezione “boxed”, squadrata, con pattern 16×19. Usa un’incordatura ibrida Wilson Champions Choice, metà budello naturale, metà sintetico monofilamento Luxilon.

Arrivano i nostri
Fabio Fognini
usa una Babolat Pure Drive 2018, personalizzata sui parametri della prima edizione. L’incordatura è in sintetico monofilamento Babolat RPM Blast, calibro 1,30 a kg 27,5 per le verticali, 25,5 per le orizzontali. Peso complessivo: 340 grammi.
Andreas Seppi (nella foto) si affida sempre alla Pro Kennex Q Tour Longbody, cioè più lunga di un centimetro e mezzo rispetto ai 68,5 cm dello standard. Il manico è n.2, con overgrip Tournagrip. Per l’incordatura ha scelto Luxilon Alu Power, montato con tecnica ATW (Around the World) a due soli nodi (vale a dire con un unico spezzone di corda) a 22/21 kg.
Simone Bolelli è fedele alla sua Babolat Pure Aero VS, che pesa finita 340 grammi. L’incordatura è in sintetico monofilamento Tour Bite della Solinco. Nel suo caso la tensione è piuttosto elevata (kg 27/26).
Paolo Lorenzi si tiene stretta la sua Head Prestige MP, che pesa con le corde ben 360 grammi. Per l’incordatura Lorenzi monta un ibrido Pacific, con monofilo X Tour calibro 1,19 sulle verticali e budello naturale calibro 1,30 sulle orizzontali. Tensione: tra i 23 e i 25 kg.
Matteo Berrettini usa invece una Head Extreme Pro, penultima versione: piatto da 100”, 315 grammi di peso. L’incordatura è in sintetico monofilamento Signum Pro Firestorm, tirata a 23 chilogrammi circa.