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SE VUOI VINCERE… SEGUI IL RITMO

Il ritmo permette di ordinare, organizzare il gesto tecnico e individuarne le carenze

di Enzo Anderloni | 02 aprile 2018

Il ritmo permette di ordinare, organizzare il gesto tecnico e individuarne le carenze. Ma favorisce anche le percezioni e armonizza le capacità relazionali. Scopriamo qualche utilizzo pratico del metronomo in campo

di Patrizio Zepponi, I.S.F. R. lombardi - foto getty images

Sullo scorso numero abbiamo introdotto il concetto di “battiti per minuto”, oltre che di ritmo in correlazione con tempo e spazio. Abbiamo visto che il cronometro rileva tempi e velocità medie, mentre il metronomo scandisce e misura la velocità reale. Ad esempio, se contiamo gli scambi che riescono a compiere due tennisti da fondo campo in un minuto ricaviamo la velocità media della palla, mentre a parità di spazi il metronomo scandisce la velocità reale.
Così l’esecuzione di un gesto tecnico a ritmi alti progressivi permette di individuarne il punto di rottura e la prima causa che lo determina. Alzando i ritmi oltre la soglia delle capacità dell’atleta, il gesto si “rompe” non tutto insieme ma progressivamente e l’analisi di questa rottura offre indicazioni preziose sulla “scala di debolezze tecniche e coordinative” sulle quale si andrà ad intervenire settorialmente seguendo la giusta scala di priorità. Ad esempio la prima rottura potrebbe avvenire perché il giocatore perde il controllo dei piedi e in tal caso andremo a intervenire sugli appoggi o sull’equilibrio, oppure potrebbe avvenire perché il giocatore ritarda l’apertura (per esempio del diritto) e in tal caso andremo a intervenire per velocizzare, anticipare o accorciare l’esecuzione del gesto.

Intervenire sulla qualità
Esistono svariati modi per misurare e testare le capacità fisiche, atletiche e psicologiche, mentre per le capacità tecniche ci si affida perlopiù alla competenza e alle esperienze del maestro, ma attraverso il lavoro settoriale/ritmato, è possibile misurare, valutare e correggere in modo oggettivo e dettagliato le qualità tecniche dei giocatori.

Spesso, quando si parla di tecnica nei cosiddetti sport “open skill” o di situazione, la valutazione è affidata a parametri soggettivi. Si ritiene in questo senso, troppo genericamente, che un giocatore abbia una buona padronanza di un gesto tecnico semplicemente osservandolo e valutando in riferimento ai suoi coetanei o a un non ben definito e soggettivo “livello medio”, mentre nel nostro caso si può sopperire a questa carenza utilizzando il metronomo che rende le misurazioni oggettivamente interpretabili; in genere lo utilizziamo nel modo più semplice, ossia impostiamo i BPM (battiti per minuto) premendo i pulsanti “Tempo” Up (su) e Down (giù); mentre invece, per impostare le battute intermedie andiamo a premere il pulsante Beat (Battuta).

I Beat si distinguono dai BPM perché hanno un suono diverso. Ad esempio se impostiamo il metronomo a 120 BPM e 3 Beat i giocatori in realtà colpiscono la palla a 40 BPM (120:3=40); gli altri 2 Beat hanno la sola funzione di agevolare l’atleta nella scelta dei tempi, quindi per far sì che la palla venga colpita 40 volte al minuto (20 volte da ogni giocatore) dobbiamo impostare il metronomo a 120 Bpm e 3 Beat.
Per gli scambi ravvicinati sotto rete impostiamo il metronomo, ad esempio, a 80 BPM e 2 Beat poiché la distanza ravvicinata tra i due giocatori non richiede di agevolare l’atleta nella scelta dei tempi. In questo caso la palla verrà colpita 80 volte (40 volte da ogni giocatore).

Lancio di palla
Per migliorare la capacità di dosare il lancio con la mano opposta nel servizio, impostiamo il metronomo a 60 Bpm e 2 Beat dove un bip corrisponde al momento in cui la palla lascia la mano e l’altro corrisponde all’impatto della racchetta sulla palla. In questo caso andremo a modificare i Bpm fin quando il giocatore non individuerà il tempo che corrisponde all’altezza (spazio) ideale dell’impatto della palla sulle corde della racchetta.
Ogni tecnica o tattica è legata a sequenze cronologiche ritmiche che possono essere percepite dall’orecchio (come alternanza di suoni e pause o da suoni più o meno intensi), dall’occhio (come l’alternanza di luci…) da altri canali cinestesici (per esempio i cantanti sordi percepiscono il ritmo dai piedi tramite delle pedane che vibrano), oppure nella memoria e nel pensiero. Il “ritmo” ha un significato che va ben oltre i confini musicali, coinvolge significati anche motori, neuronali, linguistici per approdare a un senso generale di misura e controllo che arriva fino agli strati emotivi della persona.

Che cos’è la ritmizzazione?
Per ritmizzazione s’intende la “capacità di esprimere un ritmo specifico nelle varie azioni motorie, così da offrire la soluzione più efficace per l’esecuzione di un gesto/azione. La ritmizzazione è quindi l’espressione di un ritmo attraverso il proprio movimento, finalizzata a offrire la soluzione più efficace per affinare, automatizzare ed eseguire al meglio un gesto.
La capacità di esprimere un’azione in forma ritmica assume infatti un rilievo di primo piano soprattutto in funzione dell’apprendimento, dell’automatizzazione e della concentrazione. La ritmicità, svolge un ruolo fondamentale a livello della qualità dell’esecuzione motoria.
Il ritmo del resto, altro non è che la strutturazione e l’organizzazione di fenomeni che si svolgono nel tempo, e il movimento umano è uno di questi.
L’azione ritmata tende a isolare i pensieri legati al passato e al futuro e a concentrare l’attenzione su ogni singolo “fotogramma” dell’azione nel nostro caso scandito dai BPM del metronomo. La capacità di cogliere uno a uno il fluire dei “fotogrammi” spaziotemporali è un obiettivo importante per il giocatore, il quale per esprimersi al meglio deve essere presente attimo dopo attimo (BPM dopo BPM) nel flusso dell’azione.
Il ritmo come abbiamo accennato permette di ordinare, organizzare il gesto tecnico e individuarne le carenze, favorisce la percezione (uditiva, motoria, visiva) e armonizza le capacità relazionali. In ogni proposta ritmica ci sono sincronia, classificazione e ordine che permettono di “sentire” concretamente e interiorizzare sempre più in profondità un gesto/azione.

Il sistema nervoso
La velocità di un atleta è legata soprattutto alle capacità muscolari, mentre la rapidità dei ritmi è legata al sistema nervoso che in sport come il tennis, ha ampi margini di miglioramento.
Ogni azione è legata al ritmo e alla ricerca istintiva della ripetizione automatica di movimenti e gesti motori. Camminare per esempio è un susseguirsi ritmato di passi. La ripetizione ritmata, di riflesso favorisce la formazione, il perfezionamento e la velocizzazione degli automatismi, che più sono radicati e più svincolano l’atleta dall’impegno di dover gestire le esecuzioni e quindi favoriscono la capacità di focalizzare maggiormente i dettagli del movimento.
Il ritmo favorisce anche la capacità di filtrare informazioni, di reagire agli stimoli, di organizzare, velocizzare e automatizzare l’azione. È il mezzo che fonde le capacità di base della persona come la calma, la concentrazione e la relazione intra-personale con le capacità specifiche di gioco. Il ritmo acustico o ottico che giunge dall’esterno è definito oggettivo, mentre il ritmo soggettivo si basa sull’analisi e sull’integrazione delle informazioni tattili e cinestesiche. L’interiorizzazione dei tempi e ritmi di gioco consente di riprodurli in modo più armonioso, rapido, ordinato e preciso.