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ULTIME FINALI A CRANDON PARK, POI MIAMI TRASLOCA

Nato sul terreno di una discarica dell’isolotto di Key Biscayne divenne il torneo più importante dopo gli Slam

di Enzo Anderloni | 31 marzo 2018

Nato sul terreno di una discarica dell’isolotto di Key Biscayne divenne il torneo più importante dopo gli Slam. Ora si sposta in centro, nello stadio dei Miami Dolphins…

di Alessandro Mastroluca - foto Getty Images

Una immensa discarica dopo il ponte che porta all’isolotto di Key Biscayne. È qui che Butch Buchholz immaginò la sede del suo ‘Wimbledon d’inverno’. Voleva creare un grande torneo prima degli Slam estivi. Cominciò nel 1985 quando l’Australian Open si giocava ancora a dicembre. La prima edizione va in scena a Delray Beach nel resort del cugino di Rod Laver, con un montepremi di 1,8 milioni di dollari: solo Wimbledon e lo Us Open ne hanno uno maggiore in quella stagione. Il primo punto, il 4 febbraio, lo vince Manuela Maleeva su Angeliki Kanellopoulou. Il torneo lo conquistano Tim Mayotte e Martina Navratilova, in uno dei più entusiasmanti duelli con Chris Evert. Fu chiamato il referee dei Championships Alan Mills e, come direttore del protocollo, chi il protocollo di Wimbledon l’aveva sconvolto, Ted Tinling.

Crandon Park
Dopo un’edizione a Boca West, Buchholz capisce che deve spostarsi. I residenti dei resort si lamentano, e poi non è così, sostiene Buchholz, che si crea una tradizione. Non basta un alto montepremi se non si trova un posto in cui fissare il torneo per 30 anni o forse più. Crandon Park diventa teatro della gara, che beneficia dell’accordo con Lipton come title sponsor. È il primo grande appuntamento dopo gli Slam: nella prima edizione c’erano 84 dei primi 100 e 97 delle prime 100.

Il tabellone è a 128, ma diventerà a 96, perché il singolare maschile si gioca al meglio dei cinque set, poi sulla distanza lunga resterà solo la finale. Nel 1988 Steffi Graf, nell’anno del Golden Slam, batte in finale Chris Evert: è il moderno, di biancovestito con decori geometrici e stelle argentate, che trionfa sul classico con tanto di gonnellino rosa. Come faranno due anni dopo Monica Seles, la campionessa più giovane nella storia, e Andre Agassi, il più vincente nell’albo d’oro del singolare maschile.

Lo Stadium Court
Manca ancora uno step, però. Manca ancora un’emozione, un Centrale permanente. I lavori iniziano nel 1992 ma l’Uragano Andrew e la Tempesta del secolo del 1993 rimandano i piani. “Abbiamo nove vite, il nuovo stadio sarà pronto per l’anno prossimo”, promette Buchholz. L’11 marzo 1994 Karin Kschwendt supera Kathy Rinaldi-Stunkel 6-3 6-4 nel primo incontro nel nuovo Stadium Court.
A Miami passano i tempi, le stagioni e le generazioni. Passa Marcelo Rios, che trionfa nel 1998 su Agassi e diventa il primo sudamericano n.1 del mondo, nell’anno in cui Anna Kournikova si spinge fino alla finale, prima di fermarsi contro Venus Williams. Miami vede il primo Federer-Nadal della storia del tennis, nel 2004, e nel 2006 la prima chiamata di Hawk Eye, di Jamea Jackson che però perde il primo duello con la macchina nel match contro Ashley Harkleroad. Quella è anche l’edizione del montepremi parificato fra uomini e donne, come a Miami non succedeva dal 1989, e dell’ultima finale al quinto set: vince Federer su Ljubicic.

Il trasloco - Il resto è cronaca, e memoria, e un futuro che vedrà il trasloco all’Hard Rock Stadium, dove giocano i Miami Dolphins, la squadra di football. Il patron Stephens Ross ha promesso di investire 53 milioni di dollari per costruire un nuovo stadio dove ora ci sono i parcheggi dello stadio. In un parcheggio nacque l’Atp che conosciamo oggi. Quale futuro raccoglierà il vecchio Wimbledon d’inverno?