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SERENA VINSE INDIAN WELLS 1999… BATTENDO STEFFI GRAF

Sembra un secolo fa ma proprio a Indian Wells la più giovane delle Williams vinse il primo grande titolo battendo in finale l’icona Graf

di Enzo Anderloni | 17 marzo 2018

Sembra un secolo fa ma proprio a Indian Wells la più giovane delle Williams vinse il primo grande titolo battendo in finale l’icona Graf. Non si sarebbero più incontrate. E Serena avrebbe conquistato anche gli Us Open. Era il 1999…

di Alessandro Mastroluca - foto Getty Images

Il millennium bug. La finale di Indian Wells del 1999 segna un passaggio di tempo, è il primo segnale della fine di un’epoca. E dell’inizio di un’altra, anch’essa fortemente legata al nome di una campionessa. Quel 13 marzo, nell’ultima edizione del secondo millennio, Steffi Graf gioca la sua finale numero 143 nel circuito maggiore. Sarà la sua ultima in un torneo che non sia uno Slam. Ha vinto 106 titoli, ha 21 major all’attivo, e ritrova Serena Williams, 17 anni, che ha già battuto a Sydney in tre set a inizio anno. Non si affronteranno mai più.

Serena ci crede…
L’americana è numero 21 del mondo, non è perciò testa di serie (spettava all’epoca solo alle prime 16) e negli Slam non è mai andata oltre il quarto turno. Ha vinto un solo torneo in carriera ma via via supera Jessica Steck, lascia sei game alla numero 2 Lindsay Davenport, e prosegue. Domina Cara Black, Mary Pierce e Sandrine Testud. Se il suo percorso fosse un film, avrebbe come colonna sonora la canzone allora in testa alle classifiche americane, Believe di Cher. Racconta di una storia d’amore che finisce ma i primi versi sembrano descrivere anche le emozioni di Fraulein Forehand di fronte alla giocatrice che un giorno le toglierà il primato di Slam nell’era Open: “Non importa quanto ci provi, mi mette sempre in un angolo e non so cosa fare”.
Serena genera la stessa potenza di diritto e di rovescio e Graf, che ha perso sei game nei primi tre turni, non trova la via per contrattaccare nel primo set: è 6-3 Serena. Ma qualcosa Fraulein Forehand sa su come si vincono le grandi partite. Chiude il secondo con lo stesso punteggio prima che la più giovane delle sorelle Williams ottenga un trattamento medico per un’infiammazione al ginocchio destro. Graf sale in vantaggio di un break, allunga 3-1 poi 4-2. Ma Serena rimonta. Chiuderà con 35 vincenti a 11. Graf, spaesata, mette lungo il dritto ‘inside in’ che vale break, partita e incontro. “Steffi è una grande campionessa, questa vittoria significa moltissimo per me” dirà Serena. “Ora so che posso vincere grandi tornei”.

L’addio della Graf
Mentre Serena saltella, si gode la gioia semplice della vittoria, Steffi Graf inizia a capire qualcos’altro. Nella camminata rapida per stringere la mano all’avversaria, per accorciare la sofferenza, c’è il primo seme di quel che la porterà ad annunciare il ritiro ad agosto. A quel punto avrà appena compiuto 30 anni, perso la finale di Wimbledon ma vinto il suo ultimo Slam il Roland Garros, contro Martina Hingis, allora numero 1 del mondo. È felice, racconterà, ma in campo non si diverte più. Così dice basta, a San Diego. Ha raggiunto tutto quel che avrebbe potuto desiderare, tutto quello che non avrebbe nemmeno osato sognare.
Lascia le luci della ribalta prima dello Us Open. Il passaggio di tempo è completo e compiuto. Nell’anno in cui al cinema “Star Wars: la minaccia fantasma” sbanca ai botteghini, l’anno del Sesto Senso e del primo episodio di Matrix, Serena Williams cambia il colore del sogno americano. Allo Us Open batte Lindsay Davenport, Monica Seles e in finale Hingis, che finirà la stagione da numero 1 dopo essersi alternata due volte in testa alla classifica proprio con Davenport. Serena Williams è la seconda tennista nera nell’albo d’oro dopo Althea Gibson. Chiuderà la stagione da numero 4 del mondo. È una delle quattro giocatrici, insieme a Barbara Schett, Julie Halard-Decugis e Amelie Mauresmo, a chiudere il 1999 fra le prime 10 senza essere state in top 10 dodici mesi prima. Il tennis femminile entra in una nuova era.