-
Archivio News

IL NUOVO RE NEXT GEN? OCCHIO A FELIX

A Indian Wells il canadese è il primo ragazzo del 2000 a vincere un match nel circuito maggiore e continua a frantumare record

di Enzo Anderloni | 15 marzo 2018

A Indian Wells il canadese è il primo ragazzo del 2000 a vincere un match nel circuito maggiore e continua a frantumare record. Intanto il romano Moroni comincia una nuova avventura a Madrid. E in Sudamerica…

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

La vera sorpresa quando si parla di Felix Auger-Aliassime è non sorprendersi. L’enfant prodige canadese, considerato un predestinato da tutti gli addetti ai lavori, è diventato il primo classe 2000 ad aggiudicarsi un match nel circuito maggiore. Nella splendida cornice del Campo 2 di Indian Wells, gremito di pubblico, Auger-Aliassime ha superato il connazionale Vasek Pospisil per 6-2 7-6 raggiungendo un nuovo record della sua giovanissima carriera. “Lo stadio era pieno - ha raccontato - e c’era tantissima gente. L’atmosfera è stata incredibile. Il passaggio dal mondo junior a quello professionistico è stato molto veloce e quasi non me ne sono reso conto, ma sicuramente ora sto vivendo sensazioni incredibili. Questi sono i momenti che sogni di vivere sin da quando sei bambino e prendi in mano per la prima volta una racchetta”. A stoppare la corsa di Auger-Aliassime, al secondo turno, ci ha pensato Milos Raonic, che Auger-Aliassime ha ammirato fin da bambino sui campi di allenamento di Tennis Canada. “Affrontarlo è stato incredibile - ha ammesso il baby talento - e spero di vivere tanti momenti come questo nei prossimi mesi e anni”.

Una storia da record
Felix Auger-Aliassime nasce a Montreal l’8 agosto 2000, lo stesso giorno (19 anni dopo) di Roger Federer, da padre togolese e madre canadese. Inizia a giocare all’età di 4 anni per volere di papà Sam, maestro di tennis scappato dall’Africa e dalla povertà nel 1996. Felix e la sorella maggiore Malika, di due anni più grande, crescono a pane e tennis, ma è subito chiaro a tutti dove sia riposto il talento di famiglia. Cresciuto a L’Ancienne-Lorette, vicino all’aeroporto di Quebec City, ha cominciato ad allenarsi all’Académie de Tennis Hérisset-Bordeleau, per poi trasferirsi in pianta stabile al National Tennis Centre di Montreal sotto l’egida di Tennis Canada. I successi da junior sono immediati e, sin da giovanissimo, Auger-Aliassime palesa le sue straordinarie qualità tecniche e fisiche. Alla sua prima apparizione a livello challenger supera le qualificazioni ma è costretto a ritirarsi prima dell’esordio nel main draw. Nel 2015, a Granby, si spinge ai quarti di finale diventando il giocatore più giovane a conquistare un match di categoria challenger all’eta di 14 anni, 11 mesi e 13 giorni. A livello giovanile intanto arriva al numero 2 del mondo divenendo il più giovane vincitore del prestigioso Eddie Herr. A Indian Wells giunge dunque l’ennesimo record di un tennista che, con tutta probabilità, sarà tra i grandi protagonisti del tour Atp.

La nuova vita di Jimbo
Intanto anche l’Italia può sorridere. Lo fa con il romano Gian Marco Moroni, classe 1998. Il romano si è da poco trasferito in Spagna. Un cambiamento di vita per Jimbo, che dopo essere cresciuto al Tennis Club Parioli si è allenato per alcuni anni a Bordighera con il team di Piatti, Sartori e Brandi. “Dopo l’esperienza con il team di Riccardo Piatti volevo un nuovo posto in cui allenarmi - racconta Moroni - magari all’interno di un ambiente familiare. A Madrid vive mia sorella, quindi ho scelto la capitale spagnola. Con il mio nuovo coach, lo spagnolo Oscar Burrieza-Lopez, mi trovo benissimo: tra noi è nato subito un ottimo feeling, ha moltissima passione e ogni volta che stiamo insieme parliamo di tennis. A me piace ascoltare e quando mi racconta storie legate alla sua carriera (è stato n.126 Atp nel 1997, ndr) metto le orecchie ad antenna e ascolto con grande attenzione”.

Il miglior risultato
A pochi giorni dal nuovo connubio professionale con Burrieza, Moroni ha raggiunto il miglior risultato della carriera: qualificazioni superate nei Challenger di Punta del Este e Santiago, raggiungendo rispettivamente gli ottavi e i quarti di finale. E pensare che in Sudamerica i due non sarebbero dovuti andare: “Avevamo deciso di recarci in Croazia, poi la scelta last-minute di volare a Punta del Este, in Uruguay, senza la certezza che sarei entrato in qualificazioni. Arriviamo, supero le qualificazioni per la prima volta in un Challenger e mi spingo fino al secondo turno del tabellone principale in cui perdo con Bolelli. Due sere dopo ci trasferiamo a Santiago del Cile in cui quasi per caso mi viene assegnata la wild card in qualificazioni. In condizioni fisiche precarie vinco i tre match di qualificazioni annullando match point o set point a tutti i miei avversari, poi mi accorgo di aver finito l’unica matassa delle corde che uso sempre e allora mi vedo costretto ad affrontare il tabellone principale con corde diverse. Nonostante ciò, gran vittoria contro Thiago Monteiro, gran partita contro Sebastian Ofner e poi ko al terzo set contro Robredo. È stata un’esperienza indimenticabile”. Moroni, grazie a questi due ottimi risultati, si porterà dal prossimo lunedì intorno al n.520 del mondo, sua miglior classifica di sempre. Madrid e best ranking, un nuovo punto di partenza.