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CORDE DA JUNIOR: NON SBAGLIATE… IL TIRO

Non solo è importante trovare l’attrezzo della misura giusta per ogni singolo momento evolutivo ma anche il tipo di corda è determinante

di Enzo Anderloni | 02 marzo 2018

Non solo è importante trovare l’attrezzo della misura giusta per ogni singolo momento evolutivo ma anche il tipo di corda è determinante. Tutti i dati per scegliere, anche da grandi…

di Gabriele Medri, I.S.F. R. Lombardi

Abbiamo analizzato sugli scorsi due numeri di SuperTennis Magazine le specifiche relative alle racchette junior. Specifiche che determinano impatti da 3-6 kg per ogni colpo con determinati attrezzi. È però fondamentale, proprio per i motivi che abbiamo visto nelle scorse settimane, anche dotare le racchette junior di corde appropriate, ovvero in grado di assorbire al meglio le sollecitazioni, gli shock dinamici e limitare al minimo possibile i fenomeni di recoil-rinculo del telaio. Imperativo in questo senso è l’utilizzo sulle “racchettine” dei nostri giovani tennisti, di corde di tipo multifilamento o synt-gut (corde sintetiche in nylon) a tensioni basse che anche per i telai da 25” e 26” non dovranno generalmente superare i 18-20 kg di tensione. Si consideri poi che su telai da 17”-19”-21” incordare a tensioni del tipo 12-14-16 kg è assolutamente logico e ragionevole accompagnando le basse tensioni a corde dalla bassa rigidezza statica e dinamica.

Elemento determinante
L’attenzione alla corda da tennis è un elemento assolutamente determinante, in generale su tutte le racchette da tennis ma in particolar modo sugli attrezzi leggeri.
è vero che le corde sono l’elemento di contatto fra la palla, la racchetta, la mano e il braccio dell’atleta e che attraverso questa interfaccia è possibile mutare la percezione di potenza, controllo, contatto con la palla, feeling, comfort e sempre attraverso le corde si potrà incidere in modo determinante, in senso positivo o negativo, sulla prestazione generale del giocatore.
Un altro aspetto da non trascurare è l’incidenza che le corde possono avere in termini assolutamente diretti sull’insorgere di possibili patologie a carico delle articolazioni del braccio in quanto l’utilizzo di filamenti troppo rigidi (generalmente in poliestere con calibro generoso) e tensioni troppo elevate, possono essere causa dell’insorgere di infiammazioni a carico della catena tendineo-muscolare con ripercussioni dirette su polso, gomito e spalla, in maniera tanto più diretta quanto più il telaio è leggero e soggetto agli shock da impatto.

Telai corti…
anche per adulti

Un aspetto ancora inesplorato dell’utilizzo delle racchette junior a fini didattici è quello del possibile utilizzo dei telai “corti” per l’insegnamento anche con un pubblico di tipo adulto.
La proposta potrà sembrare in qualche modo “indecente”, provocatoria ma in realtà si basa su un concetto semplicissimo che parte dalla necessità di provare e far provare, e far provare, sensazioni prima ancora di impartire lezioni di tecnica basandosi semplicemente su nozioni.
In questo senso, l’apprendimento del concetto di decontrazione, di massima velocità di braccio, di direzionalità, cambio di ritmo, di utilizzo delle rotazioni e di contatto con la palla può avere un giovamento diretto e immediato mediante l’utilizzo temporaneo e mirato della racchetta più corta.
I primi riscontri derivanti dalla sperimentazione stanno restituendo feedback particolarmente interessanti che dovranno essere approfonditi e analizzati con cura.
Ancora una volta, e con decisione, la racchetta junior si manifesta come un piccolo telaio nato per creare grandi tennisti perché volendo parafrasare una vecchia pubblicità si potrebbe dire che: “non serve una racchetta grande per fare grande un tennista… ma serve una piccola racchetta per fare un grande tennista!”.