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REANDA, LA RACCHETTA RARISSIMA CHE SFIDAVA MAXIMA

La domanda - Avevate mai visto questa racchetta Reanda

di Enzo Anderloni | 25 febbraio 2018

La domanda - Avevate mai visto questa racchetta Reanda?

Risponde Franco Alciati, presidente dell’Associazione Collezionisti Tennis

La domanda completa
Gentilissimi, volevo chiedervi se potete darmi qualche notizia riguardo a questa racchetta made in Italy marcata Reanda. Mi sembra di buona costruzione è ancora perfettamente dritta ma questo marchio italiano non mi ricorda nulla e non so di che periodo sia (ho 60 anni e gioco a tennis da 45 anni) ma non l’ho mai vista. Vi allego delle foto e nel ringraziarvi faccio i complimenti per la vostra interessantissima rubrica.
Aldo da Verona

La risposta
Gentile Aldo, la sua racchetta Reanda ‘International’, modello di cui non ero a conoscenza, ritengo sia stata fabbricata verso i primi Anni Quaranta. In merito a questo storico marchio del tennis italiano le riporto quanto sono riuscito a ricostruire in anni di ricerche.
Nel corso del 1935 il sig. Luigi Reanda, già da alcuni anni operante nel settore del tennis in qualità di rappresentante di alcuni articoli esteri ed in particolare delle racchette francesi Darsonval, avvia ad Azzano di Mezzegra (Como) la produzione di racchette da tennis unitamente a quella degli sci. Nasce così la ASTRA (Articoli Sport invernali Telai Racchette Accessori) la cui sede è ubicata a Milano in via Bianca di Savoia 9, società che si pone da subito quale valida concorrente della neonata Maxima.

I modelli Super Astra Gara e Super Astra Campionato Italiano (quest’ultimo caratterizzato dalla decal con lo stemma sabaudo e il fascio littorio) sono tra i primi telai fabbricati e per le loro doti di elasticità e resistenza vengono apprezzati sin da subito da una miriade di tennisti; in particolare il modello ‘Gara’ verrà proposto sul mercato ininterrottamente sino agli ultimi anni di vita della società. Inizialmente le racchette riportano il logo ‘Astra’ ma successivamente verrà anche affiancato quello di ‘Reanda’.
Nel 1936 nascono i modelli Trinacria, Superflex e Villa d’Este ai quali seguiranno nel 1937 quelli della Multiplex e San Remo. Nel frattempo la produzione viene spostata in un nuovo complesso sito ad Arcore (Milano) ove viene fabbricata la Monogram, la ‘racchetta imbattibile’, uno dei telai di maggior successo della ditta che lo proporrà nel corso degli anni in diverse edizioni.

Sul finire degli Anni Trenta e i primi Anni Quaranta nascono numerosi altri modelli che vengono esportati in diversi paesi europei ma anche in Egitto ed in Sud America.
Segnalo quelli a me noti in base alle ricerche sui cataloghi e le inserzioni pubblicitarie dell’epoca: Parioli Extra (con la particolarità del manico e del cuore in cinque pezzi), Itala (con l’ovale più piccolo del normale che permetteva un gioco di grande velocità), Asteria, Sirius, Ambassador, Ace (con guarnizioni in rosso, nero e bianco), Freccia Nera, Regal, Victor, Aprilia, Atlantica, Stella Rossa, Stella Verde e Stadium (racchetta di formato più piccolo per ragazzi).

Dopo la Seconda Guerra Mondiale la società, con circa centocinquanta operai, riprende a pieno ritmo l’attività. Nel 1947 la produzione media del comparto delle racchette da tennis si aggira sui duecento telai giornalieri con punte che arrivano anche sino a quattrocento pezzi al giorno e tra i modelli di questo periodo spicca in particolare quello denominato ‘Campionato’ caratterizzato dal logo con i cerchi olimpici.

La famiglia Reanda continuerà la fabbricazione di racchette da tennis sin verso la fine degli Anni Cinquanta nello stabilimento Zari di Bovisio (Milano) e tra gli ultimi telai prodotti quello di maggior successo è rappresentato dalla racchetta Capitol che a partire dal 1950 sponsorizzerà il ‘Campionato dei professionisti italiani’.