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FRITZ, PAPÀ NEXT GEN CHE HA GIÀ VISSUTO DUE VOLTE

Ormai il suo nome circola da un po’, nonostante sia nato nel 1997

di Enzo Anderloni | 15 febbraio 2018

Ormai il suo nome circola da un po’, nonostante sia nato nel 1997. È già sposato, è già padre ed è già stato n.53 Atp nel 2016. Ora “torna” protagonista dopo una bella vittoria a livello Challenger e con nuovi obiettivi

di Alessandro Nizegorodcew

Finalmente lontano dalle luci dei riflettori, Taylor Fritz è tornato. A Newport Beach, dove si è disputato un Challenger di altissimo livello, il ventenne di Rancho Santa Fe è tornato a conquistare un titolo a due anni di distanza dal successo a Happy Valley del 2016. “Ho ritrovato fiducia e convinzione - ha spiegato Fritz dopo la finale vinta in rimonta contro Bradley Klahn con il punteggio di 3-6 7-5 6-0 – anche perché non riuscivo a trionfare in un Challenger da tanto tempo. Ero tesissimo, anche avanti 5-0 al terzo set non riuscivo a tranquillizzarmi, ma alla fine ce l’ho fatta”. Lo statunitense è tornato tra i Top 80 la settimana scorsa (oggi è n.86), avvicinando quel best ranking di numero 53 raggiunto nell’agosto del 2016. “Il primo obiettivo dichiarato della stagione è arrivare tra i primi 50 giocatori del mondo, ma il sogno sarebbe quello di partecipare agli Australian Open 2019 da testa di serie”.

Da Rancho Santo Fe
La storia di Taylor Fritz, tra le altre cose figlio d’arte, inizia a Rancho Santa Fe, un piccolo sobborgo di San Diego, California. Il padre è Guy Fritz, numero 301 Atp nel 1978 mentre la madre, Kathy May, ha conquistato lo Us Clay Court Championships a Indianapolis nel 1976. Tifosissimo dei San Diego Chargers, compagine NFL della sua città, da giovanissimo sogna di diventare giocatore proprio di football americano, ma il suo destino è il tennis. La USTA supporta da sempre Taylor, aiutandolo economicamente, mentre nei tornei a seguirlo è papà Guy. A livello giovanile la sua crescita è folgorante. La prima semifinale in uno Slam junior arriva a Wimbledon nel 2014, quando supera Filippo Baldi nei quarti di finale per 7-5 6-7 7-5. “Ricordo benissimo quel match - racconta Baldi - che fu giocato ad alto livello da entrambi. Mi impressionò perché non riuscivo a trovargli un punto debole. La mia sensazione fu di un giocatore già pronto ad esplodere, anche se non si muoveva benissimo in campo. Forse può essere quello il suo tallone d’achille”. Il 2015 porta Fritz sul tetto del mondo nella classifica under 18, con la ciliegina sulla torta del successo agli Us Open in finale sul connazionale Tommy Paul. Durante la stagione si destreggia bene anche sulla terra, raggiungendo la finale a Parigi e la “semi” al Bonfiglio. Anche a livello professionistico la partenza è lanciata: tre challenger vinti tra 2015 e inizio 2016, Top-60 Atp e un futuro roseo da predestinato.

Pistol Pete e la paternità
“Ha un grande futuro davanti a sé, colpisce la palla in maniera incredibile e il suo diritto è fantastico. Inoltre ha il giusto atteggiamento in campo, ha voglia di imparare ed ascoltare”. Pete Sampras parlava così, due anni fa, di Fritz, dopo che l’allora diciottenne conquistò i tornei di Sacramento, Fairfield e Happy Valley. Se la carriera professionistica del giovane Taylor è parsa da subito quella di un enfant prodige, la vita privata è stata, se possibile, ancor più precoce: matrimonio a 18 anni con la bellissima Raquel, padre a 19 del piccolo Jordan.
Due eventi che non potevano non cambiare la gerarchia di Fritz in termini di priorità. Prima la famiglia, poi il tennis. Oggi, dopo che era uscito anche dai primi 130 giocatori del mondo, Fritz è tornato. Senza squilli di tromba, senza grande pubblicità, mentre tutto il mondo era concentrato sul ventesimo di Roger Federer. “Voglio riuscire a dare a mia moglie e mio figlio tutto quello che posso tramite il mio lavoro: il tennis”, così raccontava Fritz a pochi giorni dalla nascita del suo primogenito. All’inizio è stato molto difficile staccarsi da Raquel e Jordan per girare il mondo, ma pian piano Taylor è tornato a dominare tecnicamente, e ancor prima mentalmente, i suoi avversari, palesando tutte le qualità mostrate sino a un paio di anni fa. Il 2018 è iniziato con il botto: finale a Noumea e vittoria a Newport Beach, terzo posto nella Race to Milan con 188 punti conquistati e una fiducia in crescita esponenziale. Il 2018 può essere l’anno di Taylor Fritz.