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LA FESTA A MELBOURNE DI ELISABETTA COCCIARETTO

Ha compiuto 17 anni a Melbourne mentre raggiungeva le semifinali del torneo under 18

di Enzo Anderloni | 01 febbraio 2018

Ha compiuto 17 anni a Melbourne mentre raggiungeva le semifinali del torneo under 18. Si ispira a Simona Halep e si allena a Tirrenia, con le dritte di Serra Zanetti, Garbin e Camerin. “Sempre dare il massimo”

di Dario Castaldo - foto Getty Images

Melbourne - A occhio e croce le pagine web da visualizzare erano talmente tante che dopo qualche minuto ho alzato le mani e sono salito al quarto piano dell’ecomostro. Lì ho chiesto lumi ai signori delle statistiche dell’ITF, che prima di fronte alla mia richiesta hanno sgranato gli occhi. Poi hanno tirato fuori un tomo di fotocopie rilegate che faceva molto archivio dell’ufficio sinistri. Quindi hanno cominciato a sfogliare il librone. Infine, dopo qualche minuto, hanno sventolato a loro volta bandiera bianca. “Dacci l’indirizzo email, appena abbiamo trovato l’informazione te la inoltriamo”. La risposta è arrivata un’ora dopo, quando stavo aspettando che Elisabetta Cocciaretto si affacciasse sul campo 19 per giocare l’ottavo di finale del suo Australian Open junior. L’ultima italiana a raggiungere i quarti di finale di uno Slam under 18 era stata Sara Errani. Era il 2005 e il Major era proprio questo qui.

L’inizio della festa
Elisabetta Cocciaretto ha compiuto 17 anni il 25 gennaio scorso, ma la festa è iniziata prima, quando la marchigiana è approdata tra le migliori otto a Melbourne Park al termine di un match impeccabile. “In mattinata m’ero riscaldata sullo stesso campo della mia avversaria - racconta - ma non l’avevo mai vista prima, per cui ci ho messo un po’ a capire che avrei giocato proprio contro di lei”. Quando l’ha incontrata di nuovo, la cinese con un nome che stuzzicherebbe la fantasia di George Lucas - Hong Yi Cody Wong - la stava aspettando sul campo 5, dove la direzione le aveva dirottate per motivi imprecisati. E senza preavviso, tant’è che il sottoscritto sedeva solo soletto sulle tribune del campo 19. Il cambiamento di programma non ha distratto la ragazza di Porto San Giorgio, che si è scrollata subito di dosso l’asiatica firmando il 6-4 6-2 in 59 minuti davanti a Corrado Barazzutti e al suo coach.

Nel gruppo di Tirrenia
“Sono Scolari Fausto e seguo la ‘Cocchi’ da un anno e mezzo - mi aveva detto il 43enne tecnico di Sondrio - da quando cioè Elisabetta è stata inserita nel gruppo delle migliori under 18 che lavorano a Tirrenia. Agli ordini della Serra Zanetti ci sono anche Federica Rossi, Lisa Piccinetti e Monica Cappelletti”. Ok, ma perché Cocchi? Per sicurezza l’ho chiesto ad entrambi. “Perché diciamo che fino a non molto tempo fa ero molto strana e in campo davo un po’ di matto - ha ammesso sorridendo la tennista marchigiana -. Ero capace di arrabbiarmi in modo esagerato anche dopo il primo ‘quindici’. E il mio allenatore mi ha ribattezzato così, con riferimento a Kokkinakis”. Evidentemente Scolari Fausto non ha visto troppo spesso giocare Kyrgios Nick o Tomic Bernard.

Da Porto San Giorgio agli Australian Open
Elisabetta ha mossi i primi passi su un campo in tenerissima età. “Tennisticamente parlando sono nata e cresciuta nel circolo di Porto San Giorgio, dove papà mi ha messo in mano una racchetta quando non avevo ancora tre anni - racconta -. Visto che riuscivo a colpire la palla, a 5 anni i miei genitori mi hanno iscritto ai corsi del maestro Antonio Di Paolo, che in me ha visto una sorta di talento. Da lì in poi sono arrivati i primi tornei, il Lemon bowl e il passaggio al CPA di Jesi, dove mi allenavo tre-quattro volte a settimana. Poi Il tennis è diventato la mia vita nel novembre 2016, quando mi sono trasferita nel centro tecnico di Tirrenia. E adesso che sono una sorta di professionista sono qui, a Melbourne”. Dove la Cocciaretto ha recuperato un set alla finalista agli ultimi Us Open - Cori Gauff - nel primo turno, poi ha concesso appena 12 game in due incontri alla Da Silva Fick (ex campionessa australiana under 16) e alla Hong, nonostante un piccolo stiramento all’adduttore. Al quale, mentre chiacchieriamo, si aggiunge una ferita da nulla alla gamba.

Tra allenamento e partita
Giovedì, nel giorno del suo diciassettesimo compleanno, la ragazzina che dice di ammirare Halep, Cibulkova e Ostapenko ha affrontato la lettone Vismane. “Ci ho giocato due volte: a Salsomaggiore ci ho perso in tre set. A Prato l’ho battuta in due giocando forse una delle mie migliori partite del 2017”, aveva detto alla vigilia prima di passare il turno con un eloquente 6-3 6-4. “Il 90% delle grandi tenniste sono passate per i tornei junior e hanno fatto strada negli Slam”. Non è altrettanto vero il contrario, però. Non tutte le giocatrici che collezionano risultati da under 18 poi si confermano da professioniste. “Ne sono consapevole - spiega la Cocciaretto - ne ho parlato con la Serra Zanetti, ma anche con la Camerin e la Garbin. Per raggiungere certi traguardi anche da pro ci vuole soprattutto continuità. Una top 25 è quella che dà il massimo in campo e fuori, in partita e in ogni colpo in allenamento. E alla quale le rinunce non pesano. Quali rinunce? Beh, per esempio una fetta di torta. A proposito… per il mio compleanno ho scoperto che mi avevano organizzato una festa a sorpresa, ma visto che gli altri ragazzi italiani sono già partiti, spero che il mio coach si inventi qualcosa”, aveva detto. Per celebrare in un colpo solo i 17 anni e una semifinale Slam. Peccato che le sia sfuggita la finale, ma il futuro per lei è azzurro come il completino che ha indossato durante questi Australian Open.