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STRING PATTERN: MA TU LO SAI QUANTE CORDE HAI? COME SCEGLIERE

Stiamo sempre molto attenti al peso e alle dimensioni dell’ovale di una racchetta senza ricordarci che a colpire la palla sono le corde, il cui reticolo può essere più o ...

di Enzo Anderloni | 26 gennaio 2018

Stiamo sempre molto attenti al peso e alle dimensioni dell’ovale di una racchetta senza ricordarci che a colpire la palla sono le corde, il cui reticolo può essere più o meno fitto. E si scopre che ora Djokovic usa un 18x19…

di Mauro Simoncini

È chiaro per tutti coloro che giocano che un fattore decisivo per la performance complessiva di una racchetta sono le… corde. Troppo spesso però in fase di scelta ma anche di prova dei telai si pone poca attenzione sul fattore incordatura inteso a tutto tondo: tipo di materiale, calibro, tensione, etc.etc. Eppure è la risposta del piatto corde all’impatto della pallina che determina spesso in modo decisivo il feeling personale con una racchetta.

String Pattern, questo sconosciuto
A questo proposito c’è una specifica di ciascuna racchetta che incide strutturalmente sul tipo di prestazione del piatto corde: il pattern o schema di incordatura. È in sostanza il numero di corde (inteso come passaggi del filamento che è montato in uno o due spezzoni a seconda che si vogliano due o quattro nodi) e di intrecci che si creano di conseguenza. Meglio scegliere maglie larghe o più strette? E per quale ragione optare per l’una o l’altra soluzione? A parità di ovale colpire con un pattern da 18 corde verticali e 20 orizzontali o uno da 16 verticali e 19 orizzontali non è la stessa cosa. Nel primo caso otteniamo maggiore precisione, anche nei colpi piatti o con i tagli indietro. Nel secondo lo spin più facile da “produrre”, con grande profondità anche in difesa. Banalmente con meno corde (quindi maglie larghe) si va verso potenza e rotazioni, con più corde (maglie strette) verso il controllo.

Djokovic, con il 18x19?
Abbiamo analizzato le scelte dei primi 20 del ranking attuale Atp per capire le scelte dei Pro. E con sorpresa abbiamo scoperto anche di un cambio “sottile” ma illustre: la Head Speed Pro di Nole Djokovic non è più con pattern 18x20. Il serbo ha optato per un innovativo 18x19 (lo stesso tra l’altro che l’azienda austriaca ha scelto per il nuovo modello di Prestige, la Tour).

16x19, il must
Dieci giocatori dei primi venti della classifica Atp all’inizio degli Australian Open hanno telai con il pattern più diffuso attualmente sul mercato, quello che prevede 16 corde verticali e 19 orizzontali. Si tratta dello schema corde che da subito è stato abbinato alle altre due specifiche classiche del tennis moderno, i 300 grammi di peso e i 100 pollici quadrati di ampiezza dell’ovale. Un trittico che permette di spingere picchiare e arrotare con discreta facilità.
Anche se ovviamente va “contestualizzato”. Perchè un conto è il 16x19 sulla Head Radical Pro di Andy Murray con profilo sottile o sulla Pro Staff RF97 Autograph da 340 grammi di Roger, o ancora sulla Head Prestige Mid da 93” di ovale di Cilic, un altro conto sulla ‘profilata’ e potentissima Babolat Pure Aero di Tsonga, un “cannone” a confronto.

18x20, la variante
L’alternativa più diffusa pare essere lo schema 18x20, con due corde verticali e una orizzontale in più, quindi con maglie nel complesso decisamente più strette (a parità di ovale). Sono sei su venti i giocatori che hanno racchette con questo pattern: la palla, si dice, esce di meno ma la forza per spingerla non manca di certo a questi super-atleti. Oppure ci può essere chi, come Goffin, pur non dotato di doti fisiche eccezionali ama “sentire” al meglio la palla ed essere molto molto preciso con la sua Wilson Blade 98CV.

I casi particolari
Oltre al caso Djokovic ci sono altri due pattern tra i primi 20 al mondo un po’ particolari. Il primo caso, legato allo sponsor tecnico (i giapponesi di Yonex) è quello dello svizzero Wawrinka che, come negli anni scorsi, si presenta con la sua VCore Duel G97 e il pattern16x20, tipico di molti telai Made in Japan con ovale isometrico.
Tra l’altro del suddetto modello è in rampa di lancio la nuova edizione (a febbraio).
Infine il campione del Masters 2017, il bulgaro Dimitrov che un paio di stagioni fa ha inaugurato la nuova Wilson Pro Staff 97S, l’unico telaio con un pattern innovativo: 18 corde verticali ma solo 17 orizzontali per favorire lo spin (da qui la dicitura S degli americani di Wilson).

Qualche consiglio utile
Oltre a scegliere al meglio la propria racchetta e quindi anche il proprio schema di incordatura (spesso lo stesso modello di telaio viene proposto in due varianti di pattern diversi) occorre farlo “rendere” al meglio. Come? Sicuramente scegliendo corde dal calibro più sottile (anche 1,20 mm) per i 18x20 e anche tensioni più basse (fino ai 20 kg) ottenendo più spinta. Per aggiungere controllo ai 16x19 si può lavorare invece verso una tensione maggiore e un calibro più spesso.