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ECCO IL SENSORE NEL TAPPO CHE REGISTRA IL GIOCO

È la grande novità Head: un dispositivo sviluppato con gli americani di Zepp da inserire nel manico delle racchette di ultima generazione

di Enzo Anderloni | 22 dicembre 2017

È la grande novità Head: un dispositivo sviluppato con gli americani di Zepp da inserire nel manico delle racchette di ultima generazione. Non modifica peso e bilanciamento, è facile da montare e registra i dati di ogni colpo

di Mauro Simoncini

Siamo nel Terzo Millennio, il mondo è connesso, siamo tutti o quasi social, anche il tennis non può perdere il passo rispetto alla tecnologia. E non si parla solo di ciò che avviene nei circuiti professionistici Atp e Wta con dati, statistiche, Hawk’s Eye e altri sistemi all’avanguardia per supportare gli sviluppi e gli interessi milionari del mondo del tennis di altissimo livello.

All’inizio fu Babolat Play
Già da qualche stagione buona parte degli sforzi di Ricerca e Sviluppo delle grandi aziende del tennis si è concentrata nel ‘connettere il gioco’, ovvero monitorare tutti gli aspetti critici del campo e dei colpi, anche a beneficio dei semplici appassionati o comunque di giocatori non certo professionisti. Tipo di colpo, velocità della palla, rotazione etc; questi gli obbiettivi del monitoraggio che per prima Babolat con Play ha codificato inserendo un chip nel manico del modello Pure Drive. E poi della Pure Aero di Rafael Nadal.
Successivamente si è impegnato anche un colosso dell’elettronica di consumo come Sony che ha prodotto un sensore applicabile in fondo al manico di più modelli di racchetta e non di un solo brand. Di nuovo i francesi di Babolat sono tornati alla carica, presentando Pop, un semplicissimo sensore inserito in una sorta di polsino in grado di rilevare lo stesso genere di dati e valori (escluso il punto d’impatto della palla nell’ovale). Infine Zepp, azienda statunitense di San Josè, ha concepito due successive edizioni di un sensore, dopo essersi già disimpegnata con prodotti simili nel golf, nel baseball e nel calcio.

Head + Zepp: l’evoluzione
L’effettiva efficacia della tecnologia Zepp si è mostrata di fatto un paio di stagioni dopo l’esordio, nel momento in cui una delle aziende leader del tennis, Head, ha deciso di sfruttare il know-how degli americani per concepire un prodotto innovativo in questo micro-settore già altamente avanzato.
Il nuovo sensore Head by Zepp (in vendita da metà gennaio 2018 a 99,00 euro), rispetto a tutti i precedenti sopra citati, ha due vantaggi strategici: è interscambiabile, perché si può collocare sul fondello di tutte le racchette Head (con Graphene Xt e Touch), ed è integrato, nel senso che risulta ininfluente per le specifiche della racchetta (peso, bilanciamento e inerzia). Pesa infatti solo 7 grammi, esattamente come il “butt cap” originario (senza sensore) che va a sostituire. Tutte le sue caratteristiche sono tecnologicamente evolute: si ricarica magneticamente via Usb e la batteria dura per 5-6 ore di allenamento. È idro-repellente, è dotato di tecnologia intelligente On/Off che lo spegne dopo venti minuti di stand-by.

Si monta in 10 secondi
Anzitutto il montaggio, pratico e immediato. C’è nella confezione un mini accessorio, ovviamente a forma di racchetta, che serve a estrarre il tappo della racchetta per collocarci quello “elettronico” di Zepp. Davvero in meno di 10 secondi. Tasti, accensione o quant’altro? Niente, perché basta che sia carico il sensore e attivato il bluetooth sullo smartphone (o tablet). Una volta avviata l’app Tennis Sensor di Head parte l’accoppiamento con il sensore rilevato nei paraggi (muovendo la racchetta nell’aria) e si può cominciare.
Occorre profilarsi come giocatore, indicando anche il proprio modello di racchetta e le specifiche di gioco (destrorso o mancino); dopodiché il software offre nel suo menu quattro modalità: gioco, allenamento, competizione e servizio in 3D. Nella seconda sezione (Train) c’è tutto un archivio di video tutorial di esercizi divisi per colpo e obiettivo; nella terza sezione (Compete) si può addirittura video-registrare un match (di singolo o doppio) con il partecipante munito di sensore.

Un servizio… tridimensionale
Come già per altri sensori (Sony) c’è la sezione dedicata al Servizio in 3D, ovvero l’animazione tridimensionale, ma abbinata alla velocità, alla rotazione della palla, alla durata del movimento, e al tempo di impatto.
La sezione sicuramente più utilizzata è la prima (Play) che registra una sessione di gioco mentre in diretta fa visualizzare i dati del colpo effettuato (tipo, velocità, spin, sweetspot) e un valore mai visto prima, la pesantezza di palla, media e massima (il dato mette insieme la velocità e la rotazione impresse alla palla). Poi riassume gli stessi aggiungendo numero di colpi, tempo di gioco e calorie consumate.
Ovviamente è prevista la possibilità di condividere risultati e stats sui social network per misurarsi e gareggiare con altri utenti entrando nella Community di Head, a cominciare da Facebook.