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L'INCREDIBILE DOPPIETTA AGLI AUSTRALIAN OPEN DI JOHAN KRIEK

Johan fu il primo sudafricano a vincere uno Slam ma anche l’unico a conquistare due Australian Open in un anno, il 1982

di Enzo Anderloni | 23 dicembre 2017

Johan fu il primo sudafricano a vincere uno Slam ma anche l’unico a conquistare due Australian Open in un anno, il 1982. Impresa possibile grazie a un’inedita combinazione di calendario. Oggi gestisce un’academy in Florida

di Alessandro Mastroluca

Non era mai successo prima. E quasi certamente non accadrà mai più. Il 1982 di Johan Kriek, il primo campione Slam sudafricano, resterà l’unicum più incredibile nella storia del gioco. Nello stesso anno solare, Kriek gioca due finali dell’Australian Open e le vince entrambe contro lo stesso avversario: lo statunitense Steve Denton. Magia e lati oscuri di un calendario che allora prevedeva l’avvio del torneo maschile, separato da quello femminile, alla fine dell’anno precedente. L’Australian Open 1982 comincia infatti alla vigilia di Natale 1981.
Cresciuto a Pongola, un paesino che in pochi conoscono a 30 chilometri dal confine con il regno dello Swaziland, in una riserva fra elefanti e leoni, cervi e giraffe, Kriek conosce subito il sacrificio come via per l’affermazione, per la libertà. Guarda al mondo l’elegante Kriek, che ha invertito i tempi di una carriera che si potrebbe definire ortodossa, affermandosi prima come maestro, in Austria, e poi come giocatore. Aveva seguito il suo coach di allora, Ian Cunningham, e poi sarebbe rimasto in Europa altri due anni dopo il ritorno del suo allenatore in Sudafrica. Non era partito con molti soldi: dare lezioni gli serviva per mettere qualcosa da parte mentre imparava a scivolare sulla terra battuta, superficie che non aveva conosciuto fino ai 17 anni.
Ma è sull’erba di Kooyong all’alba del 1982 che scrive la storia. Batte in semifinale Mark Edmondson, il giocatore peggio classificato ad aver mai vinto uno Slam, e sfida Steve Denton che aveva eliminato il pittoresco Hank Pfister. Denton uno dei migliori battitori del circuito, manterrà il record ufficiale di servizio più veloce del mondo dal 1984 al 1997, ma è prima di tutto un tipo simpatico. “Il tennis è importante, ma non l’aspetto più importante della mia vita” dice. “Devi trovare una forma di pace interiore, altrimenti che fai una volta finita la carriera?”. Denton, risalito di 360 posizioni nell’ultima stagione, è diventato il primo a vincere quattro match al quinto set in uno stesso major. Ma ne bastano quattro a Kriek per chiudere 6-2 7-6(1) 6-7(1) 6-4 all’ottavo match-point.

Amato e odiato
Sudafricano bianco, amato e odiato, comunque “scomodo”, Kriek si ripresenta undici mesi dopo a difendere il titolo sotto la bandiera degli Stati Uniti. È fiero di essere diventato cittadino americano, resta sempre poco coinvolto nelle contrapposizioni politiche che mettevano il Sudafrica dell’apartheid al centro dell’attenzione anche sportiva di quegli anni (l’accordo di Gleneagles del 1977 invitava i Paesi del Commonwealth a non partecipare a sfide contro atleti, squadre o nazionali sudafricani).
L’edizione 1982 inizia prima, a fine novembre. Kriek rischia parecchio in semifinale: batte Paul McNamee 7-6 7-6 4-6 3-6 7-5. Perde il servizio nell’ottavo gioco del terzo, sembra distrarsi e si ritrova sotto 4-2 nel quinto. L’australiano serve per il match, ma Kriek stampa i tre vincenti più pesanti di tutta la partita. Nell’altra semifinale Denton, che da cinque giorni deve ricorrere a iniezioni per una tonsillite, ha il primo déjà-vu del torneo. Di fronte c’è di nuovo Pfister, che serve per chiudere sul 5-4 al quinto, ma non gli basta per completare la rivincita.
Denton e Kriek diventano la prima coppia di finalisti a sfidarsi due volte di fila in Australia dopo Roy Emerson e Arthur Ashe nel 1966 e 1967. Stavolta la finale non ha storia. Kriek è un giocatore migliore e domina 6-3 6-3 6-2. Denton resta l’unico nella storia ad aver giocato due finali Slam e a non aver mai vinto un titolo in carriera nel circuito maggiore. Kriek, che non aveva mai giocato l’Australian Open prima del 1981, in dodici mesi riscrive la storia.