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E SE NEL TENNIS IL SILENZIO FOSSE SACRO?

L’installazione dell’artista americano Asad Raza nella chiesa sconsacrata di San Paolo Converso a Milano ha portato il tennis in un’altra dimensione

di Enzo Anderloni | 20 dicembre 2017

L’installazione dell’artista americano Asad Raza nella chiesa sconsacrata di San Paolo Converso a Milano ha portato il tennis in un’altra dimensione. E fatto riflettere sulla particolare atmosfere che si crea quando il gioco, a qualunque livello, non è disturbato da alcun rumore

di Enzo Anderloni

Aspettando il Natale siamo andati in chiesa. Con la racchetta. Si trattava di una specie di provocazione, di un artista americano che ha approfittato dell’esistenza a Milano di una bellissima chiesa del ‘500, San Paolo Converso, ricca di affreschi, marmi, decorazioni ma sconsacrata (dai tempi di Napoleone) per provare a giocarci.

Quando si entra però la sensazione è ancora quella di un luogo di culto: ti aspetti silenzio, raccoglimento. Non ti aspetti un campo da tennis sul pavimento, diviso a metà dalla relativa rete. E quando un esperto palleggiatore, parte vivente dell’installazione, ti invita a tirare due colpi ti domandi che effetto farà.

All’inizio nessuno. Perché in quella chiesa non c’è silenzio. I visitatori che ti hanno preceduto stanno uscendo, chiacchierando. Quelli dietro armeggiano con lo smartphone, ridacchiano, fanno “oh”. Nella navata di destra 4 o 5 persone, probabilmente dell’organizzazione stanno discutendo animatamente. Di lavoro, pare. E palleggiando piano, cercando di non sbagliare, l’unica cosa che percepisci è la palla, da cui non puoi staccare gli occhi, anche perché l’ambiente (diversamente da quanto si vede in foto) è poco illuminato. È una chiesa. Cui però, mancando la sacralità, manca il silenzio.

Provi a chiederlo. La reazione degli astanti è scomposta. Qualcuno istintivamente tace. Altri protestano, borbottano. Poi però il silenzio compare. Si capisce che non può durare, ma per alcuni istanti è come se l’ambiente si illuminasse.

Si comincia a percepire distintamente il campo, attraverso il suono del rimbalzo, ovattato, perché sotto il rivestimento sintetico c’è di sicuro del legno. Poi compare anche il rumore della palla sulle corde, con la sua vibrazione. E tutti i sensi si svegliano. Senti i marmi, le statue, l’unicità del luogo. Non vedi più solo la palla. Pensi a un campo in terra rossa di tanti anni prima, profumato sotto i pini marittimi della Liguria. Senti il rumore che faceva la palla presa piena al centro del piatto di una racchetta di legno dall’altra parte della rete. E il piacere di cercare il medesimo impatto e rumore per rimandare la palla di là. Non per fare punto: per continuare lo scambio. Per il piacere di sentire e risentire quel suono e quell’impatto ancora e ancora, tra le cicale. E la risacca in lontananza. Magie del tennis.

In un luogo così si riflette meglio che altrove sull’antica anima silenziosa del nostro sport, messa fortemente in discussione dalle innovazioni recentemente sperimentate alle Next Gen Atp Finals: il DJ a bordo campo, gli effetti speciali a sottolineare le palle break, la gente che va e viene sulle tribune anche durante il gioco, i set corti e veloci, i punti secchi.

Quale gioco e quale atmosfera vorremmo per lo spirito del tennis di domani? Può adeguarsi a questi tempi frettolosi e rumorosi senza perdere la sua essenza? Si può trovare una via di mezzo tra il Centre Court di Wimbledon e La Scala Stadium di Fiera-Milano? Probabilmente sì.

Forse il tennis potrebbe, per esempio, diventare più svelto, abbreviarsi concentrando i momenti salienti (con i set corti, i punti decisivi) ma continuare, in tali frangenti, a richiedere silenzio, rispetto. E mettere così d’accordo le abitudini di chi il tennis lo guarda solo (con i pop corn in mano) e di chi lo pratica anche. E gode nell’apprezzare anche quei piaceri sottili, unici che si possono cogliere soltanto quando il mondo fuori dal campo fa silenzio.

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 47 - 2017

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SuperTennis Magazine – Anno XIII – n.47– 20 dicembre 2017

In questo numero

Prima pagina –Il ritmo del silenzio Pag.3

Circuito mondiale – Chi vuole dominare deve rispondere bene Pag.4

Focus next gen– Jimbo studia da pro: “Ora cambio faccia” Pag.8

Next Gen rosa – Guerriera Melania Pag.10

Terza pagina – La doppietta di Kriek Pag.12

I numeri della settimana –Elina batte il 5 Pag.14

Il tennis in tv – Il 2018 parte din diretta Pag.15

Pre-qualificazioni IBI 18 – Tutti partono dal Tpra: anche gli agonisti Fit Pag.17

Giovani – Azzurrini nel mondo, un 2017 da 40 trofei Pag.18

Notizie dalle regioni – Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lazio, Umbria, Abruzzo, Molise, Marche, Campania, Calabria Pag.21

Circuito Fit-Tpra – Campioni… di provincia Pag.25

Racchette & dintorni: il sensore sotto il tappo Pag.30

Padel – I maestri… nostri Pag.32

L’esperto risponde – Ma davvero qualcuno ha montato un campo da tennis in chiesa? Pag.34