-
Archivio News

L'ARBITRO È OBBLIGATO A CONTROLLARE UN SEGNO? RISPONDE L'ESPERTO

La domanda - L'arbitro è sempre obbligato a verificare un segno su richiesta del giocatore

di Enzo Anderloni | 19 novembre 2017

La domanda - L'arbitro è sempre obbligato a verificare un segno su richiesta del giocatore?

La risposta
Per rispondere alla domanda posta, come di consueto, proviamo a pensare a un caso concreto. Diciamo che Giampaolo sta disputando una finale di un torneo open contro Simone. L’incontro si gioca su un campo in terra rossa con la presenza di un arbitro. Su un colpo incrociato di Giampaolo, l'arbitro chiama la palla “out” ma immediatamente si corregge, e dà la palla buona assegnando il punto in quanto considerato un colpo “vincente”. Simone, che si sente danneggiato dalla chiamata, convinto che la palla sia rimbalzata fuori, chiede la verifica del segno. Eccoci dunque alla domanda: l'arbitro deve procedere alla verifica del segno o mantiene la sua decisione?

Come sappiamo il gioco del tennis può disputarsi su diverse superfici: le principali conosciute sono le superfici veloci (mateco, erba, sintetico, ecc) dove non è possibile effettuare verifiche del segno, e campi in terra (rossa, verde, azzurra, ecc) dove al contrario è possibile andare a verificare il segno in quanto normalmente una traccia del rimbalzo resta.
Molto spesso può succedere che una primissima percezione del rimbalzo della palla sia differente rispetto a ciò che effettivamente è, a causa dello spostamento di piccole manciate della terra di cui è composta la superficie.

Ecco spiegato il motivo per cui spesso l’arbitro attende a chiamare il punteggio in attesa di effettuare eventualmente una verifica del segno.
Nel nostro caso evidentemente l’arbitro avrà chiamato per istinto secondo la sua immediata percezione, per poi correggersi da solo rendendosi conto dell’errore. Inoltre, in linea teorica, una correzione (di se stessi o di un giudice di linea) dovrebbe avvenire quando l’errore è evidente, dando per scontato che sia semplice per tutti accorgersene. Ma non sempre è così.

Diciamolo subito: non è scritto da nessuna parte che ci sia un “obbligo” per l’arbitro di mostrare il segno chiamato, anche perché spesso il controllo del segno non è necessario (o perché la palla è abbastanza dentro o fuori rispetto al campo, o perché un giocatore sporgendosi all’altezza della rete riesce a distinguere bene in segno). Ma può anche succedere che l’arbitro, nel frattempo, si sia perso il segno relativo al rimbalzo e quindi non sia più in grado di individuarlo.

È anche vero, d’altra parte, che una palla chiamata prima “out”, poi corretta in “buona”, per giunta aggiudicando il punto in quanto considerato vincente… beh, meriterebbe la verifica del segno a prescindere. Sempre a patto che, come detto prima, non se lo sia perso…