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LE NEXT GEN ATP FINALS… ALL-TIME

E se l’Atp, con un colpo di bacchetta magica, potesse mettere in campo per un Masters gli 8 più forti under 21 da quando esistono le classifiche computerizzate (esclusi i ...

di Enzo Anderloni | 04 novembre 2017

E se l’Atp, con un colpo di bacchetta magica, potesse mettere in campo per un Masters gli 8 più forti under 21 da quando esistono le classifiche computerizzate (esclusi i giocatori in attività)? Ci andrebbero loro…

di Alessandro Mastroluca - foto Getty Images

Il meglio della prossima generazione è in scena a Milano. Ma chi sarebbero gli ideali otto per le Next Gen Finals della storia? Considerando solo l’era del ranking computerizzato, abbiamo selezionato gli otto migliori under 21. Aver vinto titoli Slam o le Atp Finals e l’essere arrivati al n.1 del mondo entro il limite d’età, ha costituito imprescindibili titolo di merito. Un solo ovvio criterio: abbiamo escluso tutti i giocatori ancora in attività.

1. Bjorn Borg
“Solo i migliori del mondo sanno cosa ci vuole per arrivare in vetta. Devi sacrificare tutto”. Così parlava Bjorn Borg. Quando si presenta per il suo primo Wimbledon, nel 1973, l’anno del boicottaggio, e perde nei quarti da Roger Taylor, il mancino di Sheffield si stupisce: tutte le ragazze si accalcano intorno al Teen Angel. È nata la Bjorg-mania. Compie 21 anni nel 1977: quell’anno conquista il secondo Wimbledon di fila e diventa numero 1 del mondo. Ha già vinto due Roland Garros prima di compierne 20 (1974 e 1975).

2. John McEnroe
Rebel with a cause. Un’azzeccata campagna pubblicitaria lo ritrae così, con lo slogan che gioca col titolo originale di Gioventù bruciata. McEnroe però non è James Dean. Lo chiamano Superbrat, quasi a dirgli che è peggio di un bambino capriccioso, che la vuol sempre vinta lui. A 21 anni ha già vinto due titoli Slam (Us Open 1979 e 1980), il Masters 1978 e le WCT Finals del 1979. “La mia più grande forza” diceva quell’anno, “è che non ho una debolezza”.

3. Boris Becker
Con le racchette di legno, ha dichiarato McEnroe, Becker non avrebbe mai vinto Wimbledon a 17 anni, nel 1985. Una settimana prima del torneo che cambia il senso dell’espressione “baby prodigio” vince il Queen’s in finale su Kriek. “Se gioca così, fa suo anche Wimbledon” dice il sudafricano. La profezia si avvera contro un altro sudafricano, Kevin Curren. Becker, che quella finale non l’ha mai rivista, compie 21 anni nel novembre 1988. Ha vinto il secondo Wimbledon nel 1987 e sta per trionfare alle ATP Finals.

4. Mats Wilander
E’ uno svedese classico, pacato e paziente in campo. Ma i suoi idoli sono campioni “scorretti”, Connors e Nastase: non ammiri chi è come te, ma chi è come vorresti essere. Convinto che nel tennis servano più giocatori meno preoccupati di compiacere gli sponsor, nel 1985, l’anno che lo proietta al 21° compleanno, ha già vinto quattro dei suoi sette titoli Slam, due Roland Garros (1982 e 1985) e due Australian Open (1983 e 1984).

5. Stefan Edberg
Unico giocatore di sempre a realizzare il Grande Slam junior, a 21 anni Edberg ha già due major da pro. A Kooyong, su quell’erba che poi lo vedrà brillare a Wimbledon, a 21 trionfa già due volte. Lì conquista l’Australian Open 1985, dopo un’epica semifinale con Lendl e la finale dominata su Wilander, cui non voleva essere associato. Si ripeterà nell’ultima edizione prima del cambio di sede, su Pat Cash. A 21 anni vanta anche un oro olimpico, nel 1984, anche se il tennis era solo sport dimostrativo, e ha già vinto tornei su tutte le superfici.

6. Pete Sampras
“Ho una personalità, chi mi conosce lo sa”. Rispondeva così Pete Sampras a chi gli suggeriva di essere più estroverso, brillante o divertente. Ha sempre fatto parlare il campo, Pistol Pete, che ha sacrificato il glamour per la sostanza. Il titolo allo Us Open, a 19 anni, alla prima finale Slam, lo lancia nell’Olimpo. Il titolo alle ATP Finals del 1991 conferma l’inizio di una grande storia.

7. Marat Safin
Il titolo a New York, anno simbolo 2000, lancia anche Marat Safin, bello e fortissimo, famoso poi per le sue sexy ammiratrici, le Safinettes. “Prima di questo torneo” diceva a Flushing Meadows, “non ero mai stato un lottatore”. A 20 anni ha vinto il primo Slam ed è diventato numero 1 del mondo.

8. Lleyton Hewitt
Nessun divertissement sul meglio delle giovani generazioni passate sarebbe completo senza l’australiano Lleyton Hewitt. A vent’anni, Rusty vince il primo Slam, lo Us Open 2001, e le ATP Finals. Chiude l’anno da numero 1 del mondo. La stagione successiva conquista il suo ultimo Slam a Wimbledon, accompagnato dai genitori, e si conferma al Masters. È già diventato il più giovane di sempre a vincere un torneo, a Adelaide. Quell’anno avrebbe dovuto giocare il doppio con Federer all’Australian Open junior. Quel titolo cambiò la storia.

4 “alternate” di altissimo profilo
Quattro i nomi che con i nostri criteri avrebbero potuto rientrare tra gli otto ma sono rimasti solo, “alternates”, per una sfumatura: Jim Courier che conquistò a pochi mesi dal 21° compleanno il Roland Garros 1991, il suo primo Slam, e chiuse quella stagione da numero 2 del mondo. A Parigi 1989, due anni prima, Michael Chang (nella foto) era diventato il più giovane di sempre a conquistare uno Slam e a 21 anni aveva un best ranking di n.5. E sempre alla Porte d’Auteuil, nel 1997, Gustavo Kuerten aveva firmato la prima grande impresa della sua carriera. Aveva giocato solo 45 partite nel circuito ATP prima di trionfare al Roland Garros e vincere il suo primo trofeo in carriera. Non ha vinto Slam, invece, Andre Agassi, ma ha giocato pur sempre tre finali (Roland Garros 1990 e 1991, Us Open 1990) e trionfato alle ATP Finals a vent’anni, nel 1990.