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SI PUÒ FARE COACHING IN UN TORNEO DI QUARTA? RISPONDE L'ESPERTO

La domanda - È consentito ed è corretto stare in campo e dare consigli al proprio amico che sta giocando un torneo limitato 4

di Enzo Anderloni | 15 ottobre 2017

La domanda - È consentito ed è corretto stare in campo e dare consigli al proprio amico che sta giocando un torneo limitato 4.3?

La risposta
Per rispondere alla domanda del nostro lettore Nicola Campana esaminiamo un caso specifico. Maurizio sta giocando una partita di singolare di un torneo di quarta categoria contro Gabriele. Maurizio si è fatto accompagnare da Daniele, il quale ha in programma di giocare una partita dello stesso torneo a seguire sullo stesso campo di Maurizio. Di conseguenza, in attesa di scendere in campo, ogni tanto tra uno scambio e l’altro, dà qualche consiglio su come giocare al suo amico Maurizio. Gabriele, un po’ innervosito, chiede di smettere di parlare minacciando di chiamare il giudice arbitro. Che cosa succederebbe in una situazione come questa?
Il “coaching”, cioè la pratica di “dare istruzioni ai giocatori”, sia dal regolamento italiano che dal regolamento internazionale, viene regolato in maniera distinta a seconda che si giochino tornei individuali o campionati a squadre di tutti i livelli (dalla serie D alla coppa Davis).
Nel caso dei tornei individuali, la pratica di dare dei suggerimenti ai giocatori è assolutamente vietata sotto ogni possibile forma: comunicazione verbale, invio messaggi scritti o comunicazione per tramite gesti. È considerato passibile di “coaching”, e quindi di applicazione del codice di condotta, il giocatore che riceve suggerimenti o istruzioni da chicchessia, sia che si tratti dell’allenatore, di un parente o di un amico. Diversamente, negli incontri a squadre, viene concesso che il capitano (il quale deve essere un tesserato della Fit chiaramente individuato prima dell’inizio dell’incontro), o un suo delegato, possa sedere sulla panchina del giocatore ed “esclusivamente” durante i cambi campo, potrà parlare e consigliare il giocatore della propria squadra.
Nel nostro caso, quindi, il giudice arbitro potrà imporre a Maurizio di non comunicare più con il suo amico Daniele, il quale dovrà mantenere il silenzio fino al termine della gara, se non al massimo per incitarlo sportivamente. In caso contrario potrà essere applicato il codice di condotta a Maurizio.

Alle Next Gen Atp Finals
il coaching sarà permesso

Nel corso delle Next Gen Atp Finals di Milano, dal 7 all'11 novembre, i giocatori avranno la possibilità di ricevere consigli dal proprio allenatore, molto probabilmente quando essi saranno posizionati dallo stesso lato nel quale in quel momento il giocatore si trova a giocare (come già sperimentato durante le qualificazioni degli Us Open 2017). Agli allenatori non sarà consentito l’ingresso in campo (come avviene invece nella Wta durante i cambi campo su richiesta della giocatrice), ma potranno comunicare brevemente tra un punto e l’altro quando si troveranno dallo stesso lato del campo.