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MA IL TEMPO PER USARE L'ASCIUGAMANO C'È DAVVERO? RISPONDE L'ESPERTO

Questione di secondi: tra un punto e l’altro c’è davvero il tempo per usare l’asciugamano

di Enzo Anderloni | 24 settembre 2017

Questione di secondi: tra un punto e l’altro c’è davvero il tempo per usare l’asciugamano?

La domanda completa - Vorrei sapere che cosa ne pensate su una questione che spesso, vedendo gli incontri dei professionisti, davvero mi infastidisce non poco. Mi riferisco all’uso continuo, e spesso esagerato, dell’asciugamano tra un punto e l’altro. Addirittura capita che uno chieda l’asciugamano al raccattapalle anche dopo avere effettuato… solo un servizio. Esistono le polsiere di spugna, dovrebbero essere sufficienti per detergersi tra un punto e l’altro e si dovrebbe tornare all’uso dell’asciugamano solo al cambio campo.

Potrebbe essere una delle nuove regole da introdurre nel regolamento di gioco? Oggi il regolamento che cosa dice? E, giusto per riassumere, quali sono le pause regolamentari tra un punto e l’altro, al cambio di campo e alla fine di ogni set? E quanto tempo si ha a disposizione per il riscaldamento? Mi riferisco sempre ai tornei del circuito Atp…

Margherita Karlin

La risposta
Il gioco del tennis, seppure per nessuna partita possa essere mai prevista una durata minima o massima, è scandito da una serie di tempi ben identificati e necessariamente da rispettare per non incorrere in tutta una serie di violazioni e conseguenze.
Innanzitutto viene stabilito che tra un punto e l’altro debbano passare un massimo di 20 secondi: questo tempo, tra l’altro, è principalmente a disposizione del battitore, il quale - entro questo limite - detterà il ragionevole ritmo del ricevitore.
In linea teorica, un giocatore nel tempo a disposizione può sia scegliersi le palline con le quali servire o detergersi il sudore con l’asciugamano, l’importante che poi serva la prima palla di gioco entro i 20 secondi: per rispondere alla segnalazione della nostra lettrice, non esiste una regola che vieti l’utilizzo dell’asciugamani, che spesso viene usato più per recuperare qualche secondo di concentrazione che per una effettiva necessità.
Tranne al termine del primo gioco di ogni set, dopo ogni gioco dispari, si cambia lato del campo e viene concesso ai giocatori un riposo in totale pari a 90 secondi, che viene scandito con la chiamata “tempo” o “time” dopo 60 secondi, dalla cui chiamata poi decorrono i 30 per riprendere a giocare.
Alla fine di ogni set, invece, i giocatori avranno diritto a una interruzione pari a 120 secondi, anche questi scanditi dalla chiamata “tempo” o “time” allo scadere dei 90 secondi, dalla cui chiamata poi decorrono i 30 per riprendere a giocare. A livello internazionale abbiamo qualche piccola differenza, in particolare con riferimento al tennis maschile Atp: qui i secondi a disposizione del servitore tra un punto e l’altro sono 25 e non 20.
Per quanto riguarda il riscaldamento (definito “warm up”) a tutti i livelli il tempo indicato è di 5 minuti. Al fine di rendere il gioco del tennis un po’ più breve e più spettacolare, nel corso delle Next Gen Atp Finals verranno applicate sperimentalmente una serie di regole. Tra queste anche lo “shot clock”, che mostrerà su un display il tempo che passa tra un punto e l’altro (25 secondi massimo) allo scadere del quale dovrà essere comminata una violazione di tempo al giocatore in ritardo. Ciò non consentirà quindi un abuso del tempo a disposizione dei giocatori, oltre a rendere più interessato il pubblico che potrà verificare in autonomia il tempo che scorre.