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COSÌ ANDREY RUBLEV HA CAMBIATO FACCIA

Per la prima volta nei quarti di finale Slam, il russo in 365 giorni ha guadagnato 163 posizioni: “Un anno fa piangevo spesso e giocavo sempre peggio, ora vinco”

di Enzo Anderloni | 15 settembre 2017

Per la prima volta nei quarti di finale Slam, il russo in 365 giorni ha guadagnato 163 posizioni: “Un anno fa piangevo spesso e giocavo sempre peggio, ora vinco”. E nei tabelloni junior spunta Cori Gauff, finalista a 13 anni

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

Braccio velocissimo, accelerazioni devastanti, la palla che ‘scoppia’. Andrey Rublev ha illuminato New York a suon di fotografie scattate agli avversari, rimasti inermi e inerti di fronte alla potenza dei colpi del giovane russo. Il primo quarto di finale Slam in carriera, giunto dopo gli splendidi e perentori successi su Dimitrov e Goffin, ha portato il 19enne moscovita al best ranking di numero 37 Atp, lasciandone intuire potenzialità da futuro campione.

Dalla depressione al top
E pensare che non molto tempo fa Rublev era in crisi nera. “Lo scorso anno ero depresso e piangevo spesso - ha raccontato il russo -. Giocavo, perdevo e peggioravo tennisticamente. La decisione di cambiare team, trasferirmi a Barcellona e allenarmi con Fernando Vicente ha cambiato tutto in meglio”. Esattamente 12 mesi fa Rublev era al numero 200 del mondo, mentre l’attuale best ranking certifica un incremento di ben 163 posizioni. Quando la posta in palio conta, Rublev alza il ritmo, come dimostrano i risultati nei tornei dello Slam e negli appuntamenti più importanti: qualificazione ottenuta nei primi tre Major del 2017 e, nel complesso, 6 vittorie in main draw; un titolo Atp conquistato a Umago disputando un torneo perfetto e già 42 match vinti in stagione.

Il cammino a New York
Rublev ha iniziato il proprio cammino agli Us Open superando Aljaz Bedene, battuto in tre set col punteggio di 6-1 6-4 6-4. Al secondo round è giunta la sfida a un avversario difficilissimo come Grigor Dimitrov, con un primo set che sembrava ormai appannaggio del bulgaro, pronto a servire per il parziale. Ma Rublev ha alzato il ritmo e a suon di vincenti ha chiuso per 7-5 7-6 6-3 con una facilità quasi irrisoria. Qualche difficoltà in più è arrivata contro l’ostico bosniaco Damir Dzumhur, superato in quattro set per 6-4 6-4 5-7 6-4 mentre, contro David Goffin, sono tornati vincenti su vincenti per un netto 7-5 7-6 6-3 (medesimo punteggio del match con Dimitrov). A colpire di Rublev è la capacità di accelerare a tutto braccio riducendo al minimo il numero degli errori (ad eccezione della sconfitta con Rafael Nadal, che ha letteralmente portato a scuola il russo), nonostante un fisico ancora piuttosto acerbo. Le potenzialità sono straordinarie e un posto tra i primi dieci del mondo sembra assicurato. Il pubblico italiano se lo gusterà nel mese di novembre a Milano, quando Rublev sarà impegnato alle Atp Next Gen Finals.

Wu, primo cinese a NY
Sulla scia di Rublev, ma anche di Shapovalov, Tiafoe e soci under 21, l'ultimo Slam dell'anno ha incoronato anche i suoi vincitori Under 18. Yibing Wu, classe 1999 di Hangzhou, è divenuto il primo cinese a trionfare nella storia degli Us Open. Il giovane asiatico ha superato in finale la testa di serie numero 1, l’argentino Alex Geller, con il punteggio di 6-4 6-4. Wu ha conquistato anche il titolo di doppio battendo, insieme al compagno Hsu, i giapponesi Shimizu e Horie in un finale thrilling solamente 11-9 al super tiebreak. Il 17enne cinese è già tra i Top 500 del ranking Atp e quest’anno ha portato a casa il primo titolo da professionista sulla terra battuta di Anning.
Nel femminile, il titolo junior è finito nelle mani della statunitense Amanda Anisimova. Classe 2001, sedici anni appena compiuti, la giovane ‘yankee’ di origini russe (i genitori si sono trasferiti nel 1998 da Mosca al New Jersey) ha conquistato il torneo senza perdere alcun set e dominando in finale la sorprendente connazionale Cori Gauff per 6-2 6-0.

Finalista a… 13 anni!
La potenza della Anisimova ha avuto la meglio ma la sua avversaria, classe 2004, è stata la vera protagonista dell’evento. Tredici anni compiuti a marzo, solamente quattro tornei under 18 disputati, la Gauff ha entusiasmato appassionati e addetti ai lavori. “Le differenze tra circuito under 14 e under 18? Beh, con le ragazze più grandi il match non è mai finito - spiega - al contrario quando prendi un buon margine nelle categorie inferiori hai già vinto. Il mio sogno? Io voglio diventare un giocatrice professionista ed essere la più forte di tutte”. Idee chiare, tennis aggressivo, talento da vendere. Nota di merito per la marchigiana Elisabetta Cocciaretto, giunta al terzo turno a suon di rovesci lungolinea vincenti.