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ROSCOE TANNER, IL BRACCIO PIÙ VELOCE DEL WEST

Batteva fortissimo, un pistolero che fuori dal campo si è più volte trasformato in fuorilegge

di Enzo Anderloni | 02 settembre 2017

Batteva fortissimo, un pistolero che fuori dal campo si è più volte trasformato in fuorilegge. Il “bombardiere di Chattanooga” ha vinto uno Slam ed è arrivato in finale a Wimbledon. Poi è finito più volte dietro le sbarre…

di Alessandro Mastroluca - Foto Getty Images

Roscoe Tanner è un vinto, dal tennis e dalla vita. Ha conquistato uno slam, ha vinto meno di quanto il suo servizio, allora il più potente del mondo, gli avrebbe potuto consentire. “La stella che un tempo si fermava a bere in Costa Azzurra con il Principe Ranieri e cenava con i Regan alla Casa Bianca (…) ha trasformato la sua vita in un quadro di Hieronymus Bosch”, scriveva Jon Wertheim su Sports Illustrated. Gli appassionati lo scoprono nel primo dei due Australian Open del 1977. Batte in finale Vilas, che da quella lezione inizierà la sua miglior stagione di sempre. Ma il grande pubblico americano lo ammira sul serio solo a Wimbledon 1979. Don Ohlmeyer, nuovo produttore esecutivo dello sport per la NBC, inventa il programma Breakfast at Wimbledon e decide di trasmettere per la prima volta la finale in diretta. Bjorn Borg, che cerca il quarto titolo consecutivo, sfida proprio lui Roscoe, “Rocket”, il “bombardiere di Chattanooga”, che un anno prima aveva piazzato una prima a 153 mph (246 kmh) nella finale di Palm Springs.

Nascosto in bagno
Nessuno aveva mai servito così forte, anche se il record per molti non è ufficiale. Sono i primi anni di sperimentazione dei sensori per la misurazione automatica che però avviene quando la pallina è vicina alla rete, non alla partenza come ora. Ohlmeyer chiede che l’inizio della finale venga ritardato di 5 minuti perché, per la prima volta nella storia della tv americana, c’è una presentazione da completare e uno spot pubblicitario pagato a peso d’oro. Per questo organizza con il manager Donald Dell un sotterfugio per non violare il severissimo protocollo: Tanner si nasconde in bagno mentre gli addetti lo continuano a chiamare, prima di entrare sul Centrale. Il braccio più veloce del west sfodera il meglio del suo servizio mancino così difficile da leggere, con quel lancio di palla così basso e quel movimento che ricorda tanto i lanciatori di baseball. E in effetti aveva iniziato proprio col baseball. Ma quando a Dallas vince i National Indoors under 16, il padre mantiene una promessa e gli compra una Pontiac Tempest del 1965. Va all’università, a Stanford come McEnroe, ma ci resta solo un anno, poi si lancia sulla strada che lo porta fino alla finale di Wimbledon. Tanner vince al tiebreak il primo set, anche se Borg trionferà. In pochi mesi, però, davanti a 15.432 spettatori a Forest Hills in semifinale, si prende la rivincita. Chiude 6-2 4-6 6-2 7-6 e New York si conferma terra straniera per lo svedese. È l'anno migliore di Tanner, che sul 5-3 30-40 nel secondo set salva una palla break con una prima talmente potente da rompere il nastro. Serve una pausa da sei minuti e mezzo, che finirà per aiutarlo, prima che il gioco possa riprendere.

“50 anni a modo mio”
Tanner, che ha una buona volée e un ottimismo ai limiti della sfacciataggine, è sempre stato convinto di poter uscire da ogni situazione senza prendersi delle responsabilità. In campo, questo gli costa la sconfitta in semifinale contro Gerulaitis, fuori il primo matrimonio con Nancy e il carcere in Germania. Lo arrestano una prima volta nel '97 per non aver pagato gli alimenti a Connie Romano, una prostituta che ha lasciato incinta dopo una notte di sesso al Waldorf Hotel di New York per celebrare la vittoria in un torneo senior in doppio. Tanner, che ha avuto cinque figli da quattro donne diverse, ha perso battaglie per alimenti e custodie che gli sono costate una fortuna. Dal 2003 colleziona arresti per assegni a vuoto. Tanner è uno di quelli che vogliono piacere a tutti i costi, che ti dicono quello che vorresti sentire e non la verità. Ha lasciato il tennis nel 1984 per un infortunio al gomito, in carcere scopre la fede. “Quando sei dietro le sbarre, ti si aprono gli occhi” scrive nell'ultima pagina dell'autobiografia Double Fault. “Ho vissuto 50 anni a modo mio. Ora voglio iniziare a fare le cose alla maniera di Dio”.