-
Archivio News

LO STRANO CASO DI BENJAMIN… BONZI, IL NEXT GEN SENZA COACH

Nell'epoca dei mega staff, lui gira il mondo senza coach

di Enzo Anderloni | 01 settembre 2017

Nell'epoca dei mega staff, lui gira il mondo senza coach. “Mi confronto con la mia migliore amica” Eppure è nei Top 200 e al Roland Garros aveva conquistato il primo successo in uno Slam. Cominciò solo per… battere il cugino

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

Rovescio bimane devastante, manualità, tocco e fondamentali puliti. Benajmin Bonzi, ventunenne di Nimes con chiare origini italiane, è il classico prodotto dell’invidiabile scuola francese. Già sei Futures vinti in carriera, buoni piazzamenti challenger e una classifica da Top-200 Atp, Bonzi sta crescendo lontano dalla luce dei riflettori, migliorando di settimana in settimana sotto tutti i punti di vista. Al Roland Garros 2017 ha conquistato, contro l’altro ‘next gen’ Medvedev, la prima vittoria in un main draw del Grande Slam. L’obiettivo è raggiungere il primo possibile i Top 100 Atp nonostante, al momento, Bonzi giri il circuito senza coach.

La storia
Benjamin Bonzi nasce a Nimes il 9 giugno 1996 e prende in mano la prima racchetta a 6 anni in un club vicino casa. Molti cominciano a praticare il tennis spinti dai genitori, altri per emulare il fratello o la sorella, ma la storia di Bonzi è decisamente differente. “Il mio obiettivo era sconfiggere mio cugino che aveva iniziato da poco - racconta sorridente il ventunenne transalpino - e così mi sono dato da fare per raggiungere il mio obiettivo. La ragione è dunque di pura competizione familiare…”. Il piccolo Benjamin inizia a praticare il tennis con i maestri Sabine e Thierry, ma il primo vero coach è Michel Prosper. “Oggi giro da solo per il circuito ma dopo ogni match, e quando torno a casa, mi confronto con Clémence Prosper, la figlia di Michel, che mi sa leggere benissimo, tennisticamente e non. Conosco Clémence da tutta la vita ed è una sorta di coach-migliore amica”.

Da Parigi a… Parigi
A livello giovanile Bonzi raggiunge il best ranking al numero 27 Itf, superando nel corso degli anni coetanei di buon livello come Medvedev, Janvier e Santillan, ma è in doppio che ottiene i migliori risultati insieme al “fido” Quentin Halys. “L’unico under 21 con cui ho un rapporto stretto è proprio Quentin - spiega ancora Bonzi -, insieme abbiamo vinto il Roland Garros Junior e Santa Croce nel 2014. I migliori ‘next gen’? Zverev e Khachanov a mio avviso sono di un’altra categoria rispetto a tutti gli altri”. Proprio a Parigi, tre anni dopo, Bonzi ottiene la sua vittoria più importante, superando al primo turno del Roland Garros Daniil Medvedev, costretto al ritiro durante il quarto set. Nel corso della carriera giungono anche 6 titoli futures e, soprattutto nel 2017, numerosi piazzamenti challenger. Una crescita continua, lenta ma esponenziale. “Il mio colpo migliore è il rovescio - sottolinea Benjamin - mentre devo crescere dal punto di vista della potenza e dell’aggressività, oltre a servire in maniera più incisiva. Il mio idolo? Sarò banale, ma non riesco a non dire Roger Federer”.

Tra obiettivi e sogni
“La mia superficie preferita è sicuramente la terra battuta, ma mi trovo bene anche sul veloce - chiosa Bonzi -. L’obiettivo stagionale è quello di proseguire, senza intoppi, la mia scalata in classifica e a livello di miglioramenti personali. Nei prossimi anni spero di poter giocare tutti i tornei dello Slam in tabellone e trovare una continuità di prestazioni ad alto livello. Il sogno? Se chiudo gli occhi mi immagino di trionfare in uno Slam, ma adesso è ancora il momento di stringere i denti, lavorare e crescere con i tempi giusti e senza fretta”.

Quanti “galletti” tra i Next Gen
La Francia vanta una notevole quantità di ‘next gen’ pronti a spiccare il volo nei prossimi mesi e anni. A partire proprio da Quentin Halys e Benjamin Bonzi, i migliori sotto l’aspetto dei punti conquistati nell’anno solare 2017. Impressionano anche i più giovani Corentin Moutet (classe 1999) e Geoffrey Blancaneaux (classe 1998): il primo per il grande talento, il secondo per completezza tecnico-tattica e cervello già da professionista. Non vanno dimenticati Alexandre Muller e Maxime Janvier, meno reclamizzati ma solidi e pronti per una crescita repentina. Tra i giovanissimi si segnalano, nei primi 30 del ranking under 18, i due classe ’99 Matteo Martineau e Constantin Bittoun Kouzmine.