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NADAL TORNA N.1: QUESTA VOLTA OFFRE FEDERER

Roger avrebbe potuto riprendersi il primato facendo meglio del rivale (presto eliminato la scorsa settimana a Montreal) nel Masters 1000 di Cincinnati

di Enzo Anderloni | 15 agosto 2017

Roger avrebbe potuto riprendersi il primato facendo meglio del rivale (presto eliminato la scorsa settimana a Montreal) nel Masters 1000 di Cincinnati. Ha preferito lasciare spazio allo storico rivale per rimettere in sesto la schiena (e altri dolorini) che l’hanno condizionato nella finale canadese contro Zverev. E ora punta agli US Open

di Enzo Anderloni – Foto Getty Images

La settimana più strana e piena di novità dell’anno cade proprio a Ferragosto mentre l’Italia si ferma sotto il sole. I più festeggiano il cuore dell’estate, la famiglia del tennis piange un ottimo tennista degli Anni Settanta, Fabrizio Gasparini, primo allora dopo i quattro moschettieri di Coppa Davis, ma soprattutto una gran persona, oggi che era dirigente della Fit. Un uomo che chiamavano “Principe” per l’eleganza in campo ma che poi Principe è rimasto per un fair play che è riuscito a praticare anche nella vita, come nessun altro oggi.

Una malattia imbattibile l’ha portato via, a soli 63 anni, mentre il mondo del tennis guardava verso gli Stati Uniti dove un banale mal di schiena privava i discepoli dell’Ohio del loro pellegrinaggio a Cincinnati per giungere al cospetto di sua santità Roger Federer.

Si era visto chiaramente che la sconfitta in finale a Montreal contro il re dei Next Gen Sasha Zverev (comunque fortissimo) sapeva di pomate. Il servizio che non pungeva, la risposta che non andava: non era vero Roger. ‘Sua signorilità’ ovviamente non ha profferto verbo in questo senso ma c’è da dire che Zverev, oltre che probabile prossimo n.1 del mondo (è già il n.3 di quest’anno, se si guarda l’Atp Race, dietro solo a Nadale Federer), deve avere le stelle dalla sua. Anche a Roma, dove aveva vinto il suo primo Masters 1000, si era trovato in finale un Djokovic così così, che non rispondeva (lui che è il n.1 dei ribattitori n.1) mai al servizio del tedesco.

Nadal n.1 per grazia di Roger

Per i soliti giochi aritmeticamente corretti ma frequentemente paradossali della classifica Atp sappiamo che Rafael Nadal tornerà n.1 del mondo (da lunedì prossimo, dopo tre anni dall’ultima volta) proprio all’indomani di una prestazione fallimentare, quella di Montreal dove si è fatto eliminare negli ottavi dal diciottenne mancino canadese Denis Shapovalov (occhio a quest’altro fenomeno…). Quella sconfitta (e la finale raggiunta da Federer) potevano pregiudicargli la nuova soddisfazione di primato. Ironia della sorte, Roger gliel’ha concessa personalmente, fermandosi per salvaguardare il “motore”.

Il Canada fotocopia di Roma

Strani giochi della sorte si sono palesati anche nell’impressionante collegamento interstellare tra gli Internazionali BNL d’Italia 2017 e l’abbinata canadese Montreal/Toronto. Stesso vincitore in singolare (Alexander Zverev), stessa coppia a imporsi nel doppio (i francesi Pierre Hughes Herbert e Nicolas Mahut, che dopo Roma non avevano combinato granché). Non basta? Anche la vincitrice del singolare femminile è stata la stessa, la ventiduenne ucraina Elina Svitolina, che ha battuto in finale l’eterna perdente di quest’anno, Caroline Wozniacki. Ma soprattutto ha infilato, dagli ottavi in poi: Venus Williams, Garbine Muguruza e Simona Halep.

Caos in vetta al monte “rosa”

Dunque rimane la stessa anche la confusione al vertice del tennis femminile dove nessuna riesce a prendere davvero il sopravvento in assenza di Serena Williams e con la rientrante Sharapova che si infortuna praticamente ad ogni match. Ora la classifica è comandata da Karolina Pliskova, ma nella ranking relativo ai soli tornei del 2017 (Road to Singapore) è in testa proprio la Svitolina.