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NON SOLO ZVEREV: ANCHE SHAPOVALOV SA GIÀ DI FENOMENO

Il tedesco di origini russe lotta già per il primato assoluto, ma con la vittoria su Nadal anche il canadese (anche lui di origini russe) si candida a una posizione ...

di Enzo Anderloni | 14 agosto 2017

Il tedesco di origini russe lotta già per il primato assoluto, ma con la vittoria su Nadal anche il canadese (anche lui di origini russe) si candida a una posizione di grande rilievo. E intanto prenota già un posto le Next Gen Atp Finals di Milano

di Alessandro Nizegorodcew – Foto Getty Images

Zverev trionfa, Shapovalov incanta. Il Masters 1000 di Montreal ha incoronato il tedesco, vincitore del torneo, e palesato al mondo il talento sconfinato del diciottenne canadese. La settimana Next Gen certifica anche le buone prestazioni di Jared Donaldson e Hyeon Chung, oltre alla crescita nei tornei challenger di Alexander Bublik (vittoria ad Aptos) e Matteo Berrettini (finale a Portorose).

Sascha Zverev punta il tetto del mondo. Un’altra grande settimana, l’ennesimo trofeo alzato al cielo e una classifica che sorride ogni giorno di più. Alexander Zverev, classe ’97 da Amburgo, ha conquistato il secondo Masters 1000 consecutivo, dopo l’exploit agli Internazionali BNL d’Italia, portando a casa il titolo in quel di Montreal. Il giovane tedesco, quest’oggi al best ranking di numero 7 al mondo, ha messo in fila 10 vittorie consecutive tra Washington e la Rogers Cup, con un unico comun denominatore: partenza lenta e torneo in crescendo. A Washington aveva dovuto sudare le proverbiali sette camicie all’esordio contro Jordan Thompson (4-6 6-3 7-6) prima di dominare i restanti avversari in due set; identica situazione si è verificata a Montreal, con Zverev che ha primo sofferto l’inverosimile con Richard Gasquet (6-3 4-6 7-6, due match point annullati, uno dopo uno scambio da 49 colpi) per poi passeggiare sino alla finale. I numeri di Zverev sono straordinari: 44 vittorie e 12 sconfitte con 5 titoli (su 6 finali) in stagione, numero 3 della Atp Race e leader incontrastato tra gli under 21 in vista delle Next Gen Finals. A livello di punti è impensabile, quest’anno, disturbare Federer e Nadal, ma il 2018 potrebbe essere l’anno dell’attacco al trono mondiale.

Shapovalov regala magie. Denis Shapovalov vince e convince. Il talento canadese, diciotto anni compiuti ad aprile, ha impressionato per completezza tecnica, stile offensivo e la capacità di sapersi divertire ed esaltare in campo. Tutte emozioni che “Shapo” riesce a trasmettere al pubblico presente sugli spalti e davanti al televisore. Dritto mancino potente, rovescio a un mano delizioso, buon tocco e un’invidiabile personalità. La vittoria su Rafael Nadal spicca sulle altre, ma non vanno sottovalutati i successi su Mannarino (la classica “prova del 9”), Del Potro e, annullando match point, su un “cagnaccio” come Dutra Silva. Il ranking recita numero 67 del mondo e 47 della Atp Race. Le Atp Next Gen Finals di Milano sono pronte ad accogliere il divertente e talentuoso canadese, oggi al numero 4 al mondo tra gli under 21.

Donaldson convince, Bublik è tornato. A Montreal sono arrivate due ottime prestazioni da parte dei “Next Gen” Jared Donaldson e Hyeon Chung, giunti sino al terzo turno. Il coreano, dopo un periodo di comprensibile appannamento, è tornato a vincere due match di alto livello contro Feliciano Lopez e David Goffin, mentre Donaldson ha superato i francesi Lucas Pouille e Benoir Paire prima di arrendersi 0-6 7-5 7-5 a Schwartzman in un match rocambolesco. Nel challenger di Aptos torna a brillare la stellina kazaka Alexander Bublik, che negli ultimi mesi sembrava essersi un po’ perso. Tennista dall’enorme talento ma dalla scarsa predisposizione tattica, il ventenne di Gatchina ha conquistato il titolo lasciando per strada un solo set e portandosi al best ranking di numero 104 Atp.

Berrettini non si ferma più. Matteo Berrettini, leader italiano nella ‘Race to Milano’, ha raggiunto a Portorose la terza finale challenger della stagione, uscendo sconfitto dopo oltre due ore e mezzo contro Sergy Stakhovsky (6-7 7-6 6-3). L’allievo di Vincenzo Santopadre al Circolo Canottieri Aniene sta migliorando settimana dopo settimana dal punto di vista tecnico e tattico, aggiungendo qualcosa al proprio repertorio di torneo in torneo. Il romano raggiunge il best ranking di numero 140 e non ha intenzione di fermarsi qui. Sino a fine anno difende 90 punti ma i tanti tornei sul veloce dei prossimi mesi, indoor e outdoor, potrebbero far sognare un ingresso nei top 100 entro il 2017.