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ANCHE IL PADDLE AZZURRO HA LA SUA NEXT GEN

O per meglio dire, una New Gen: hanno dai 25 ai 30 anni e stanno abbassando di molto l'età media dei protagonisti del circuito

di Enzo Anderloni | 19 agosto 2017

O per meglio dire, una New Gen: hanno dai 25 ai 30 anni e stanno abbassando di molto l'età media dei protagonisti del circuito. Anche perché la disciplina diventa sempre più fisica. Andiamo a conoscere Trevisan, Cervellati, Cremona e Cattaneo

di Gianpaolo Martire

Mentre nel tennis si parla ormai con costanza della Next Gen, anche in previsione delle Finals di Milano di fine anno, per il paddle, specialmente quello italiano, si può parlare più che altro di una “New Gen”. Quando questo sport ha iniziato a prendere piede in Italia ha attratto prima di tutto i tennisti o gli ex tennisti che con semplicità si sono potuti “riconvertire” a una disciplina attrattiva fin da subito. L’età dei giocatori di vertice si attestava sui 35 anni (a salire) come testimoniano i protagonisti principali nei tabelloni degli ultimi anni: tra tutti Albertini, Serafino, Spanò, Sinisi, Girodat, Anticoli, Agnini, Testoni, i Pupillo e naturalmente Spector. Negli ultimi tornei, pur togliendo i vari giovani spagnoli che stanno arrivando in Italia come istruttori (come Rocafort, Planas, Sarmiento, Rosete…) qualcosa si sta modificando.

Il Fattore C
Con l’allargamento della base e la maggiore notorietà dello sport, pur non essendosi ancora sviluppato un vivaio vero e proprio che porti giocatori competitivi da “Next Gen” (18-23 anni), tra le pareti sono stati attratti degli ottimi tennisti ancora molto giovani: possiamo parlare quindi di “New Gen” con atleti tra i 25 e i 30 anni che stanno a poco a poco imponendosi nei tornei principali. Tra tutti quelli forse più “nativi” del padel sono i nazionali Alessandro Cervellati (classe 1996, lui sì che è “Next Gen”) e Daniele Catteneo (1989), entrambi ex 3a categoria di tennis che ormai da qualche anno si dedicano solo alla racchetta senza corde. Cervellati, bolognese, ha avuto come mentore Enrico Burzi, il giocatore nostrano più forte di sempre, mentre Cattaneo si è trasferito addirittura a Madrid per apprendere direttamente dai “maestros”: tra i vari club in cui gioca c’è il Sanset, con ben 35 campi con l'allenatore argentino Leo Padovani, mentore di Juan Martin Diaz e di altri pro del WPT.

Non solo uomini
Al loro fianco ben stanno figurando anche Vinicius Trevisan (1990) e Simone Cremona (1987), ambedue di Milano ed ex 2a categoria di tennis ma ottimamente adattati a sponde, angoli ed effetti. Come anche i romani Alessandro Tinti (1991), Michele Bruno (1989) e Luca Mezzetti (1987), contraddistinti dalla grande aggressività in volée e smash dal lato sinistro. Da segnalare anche la fisicità e i miglioramenti di Scala (1991, Imola). Tra le donne invece sono ormai tra le protagoniste assolute le due coppie romane Pappacena-Lombardi e Zacchini-Tommasi, più Casali, sempre dalla Capitale, ma ora, come Cattaneo, trasferitasi a Madrid per perfezionarsi con i pro.

Cambio di rotta
Questa “New Gen”, già nel primo slam delle Bandiere di Colturano (MI) è stata protagonista di ottimi piazzamenti con la finale di Cattaneo, Trevisan e Pappacena-Lombardi in semifinale. Pur evidenziandosi per l’ottima “mano” a rete e nei tocchi, però soprattutto il dato fondamentale è che, complice una evidente maggiore capacità di difendere alle pareti, questa nuova atletica generazione sta portando questo sport a un livello di fisicità sempre maggiore. Il paddle sarà pure un gioco e un passatempo alla portata di tutti ma poi quando c’è da vincere degli incontri nei tornei più importanti diventa un'altra cosa. Il segnale importante che aspettavamo: il paddle si sta allineando anche in Italia e sta diventando un vero e proprio sport agonistico.