-
Archivio News

LISA PIGATO, LA BABY AZZURRA CHE VA VELOCE

Al Città di Firenze ha giocato il suo primo Under 18, a 14 anni ancora da compiere, e si è subito qualificata per il tabellone principale

di Enzo Anderloni | 24 agosto 2017

Al Città di Firenze ha giocato il suo primo Under 18, a 14 anni ancora da compiere, e si è subito qualificata per il tabellone principale. Poi ha raggiunto i quarti all'Avvenire, mentre dava gli esami di terza media, e ha vinto l'Under 16 di Crema… con due anni d'anticipo

di Cristian Sonzogni - foto GAME

La sua dote migliore? Un sorriso sereno che non perde (quasi) mai, e che le consente di imparare in fretta. Perché quando ti diverti, è cosa nota, il lavoro pesa meno e rende molto di più. Lei è Lisa Pigato, 13 anni nata a Bergamo, figlia e sorella d'arte - papà Ugo è stato pro negli Anni '80, Giorgia è classificata 2.4 - con una carriera giovanile già ben avviata, tra scudetti in singolo e doppio (tra cui la Lambertenghi) e un talento che non è passato inosservato nemmeno fuori dai confini nazionali. Come a Tarbes, in Francia, sede del più importante appuntamento under 14 al mondo, il torneo Les Petits As, quello che viene definito come il 'Mondiale dei quattordicenni', dove Lisa ha centrato l'ultimo atto in doppio insieme alla compagna di avventura Matilde Paoletti, umbra di Perugia che le era già stata accanto in un'altra finale raggiunta in Florida a fine 2016.

Più di un sogno
“Si tratta di una sorpresa - spiega il papà-coach - ma tutto sommato non così clamorosa, perché Lisa aveva dimostrato importanti passi avanti. Certo che vincere anche lontano da casa, con avversarie provenienti da ogni parte del mondo, è un ulteriore segnale di crescita”. In famiglia si crede fortemente nel progetto, si crede che la più piccola delle sorelle Pigato possa arrivare un giorno a fare la professionista. “Onestamente - continua Ugo - è qualcosa più di un sogno, arrivati a questo punto. È un obiettivo. Con tutti i punti di domanda del caso. Perché essendoci passato direttamente e con altri miei allievi, so quanto sia difficile mettere assieme tutti i pezzi del puzzle”.

La cura dei dettagli
I vantaggi di allenare una ragazzina così, peraltro, non sono pochi. Perché Lisa adora giocare a tennis, adora competere e lo fa sempre con quel sorriso contagioso. Dote che forse la aiuterà quando arriveranno le sfide psicologicamente più complicate. “La scuola - aggiunge Pigato senior - sarà l'aspetto più delicato da gestire, perché comunque bisogna andare avanti, ma cercando di trovare spazio per gli allenamenti. Lisa è già competitiva con ragazze molto più grandi di lei, come ha dimostrato all'under 16 di Crema (dove ha vinto il titolo e ha perso in finale in doppio, ndr), ma è giusto che proceda per tappe, senza trascurare i dettagli che fanno la differenza”. Dettagli che vengono limati ogni giorno sui campi dello Junior Tennis Milano, il circolo del capoluogo che ospita la famiglia Pigato da tre anni, ossia da quando marito, moglie e due figlie decisero di spostarsi da Sanremo, la loro residenza per il decennio precedente.

Sensazioni positive
Rovescio a due mani che fa male, diritto robusto con un buon margine di sicurezza, la più piccola delle sorelle Pigato possiede già un bagaglio tecnico completo, e soprattutto mette in mostra una maturità sconosciuta a tante coetanee. Non si abbatte per poco, Lisa, lottatrice per natura e consapevole dei sacrifici che andranno necessariamente fatti per arrivare lassù. “Il sogno – dice lei – è di entrare tra le top 10 e giocare a Wimbledon. Sono consapevole che è molto difficile, ma è giusto provare a crederci”. In suo aiuto c'è un'intera famiglia (“che adoro, fanno il possibile per me”) ma pure una voglia di arrivare non comune. Tanto da farla alzare alle 5 del mattino per dedicarsi alla scuola, prima di lasciare spazio agli allenamenti. Il tempo, del resto, è dalla sua, anche se lei vorrebbe correre. Come ha fatto nell'Itf under 18 di Firenze, il primo della sua vita: è partita dalle qualificazioni, ha messo al tappeto tre avversarie, è entrata nel main draw e ha lottato per un set con Federica Bilardo, che ha 4 anni e tanta esperienza in più. “Ma a me - chiosa papà Ugo - interessava solo vedere come avrebbe tenuto il campo. E le sensazioni sono state positive”.