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FEDERICA ROSSI, VALANGA AZZURRA

Viene dalla Valtellina ma agli sci ha preferito la racchetta

di Enzo Anderloni | 17 agosto 2017

Viene dalla Valtellina ma agli sci ha preferito la racchetta. Il suo è un gioco potente, tecnico e muscolare al tempo stesso. 16 anni da compiere, già un metro e 73: nel 2017 ha vinto il 1° titolo Under 18

di Gabriele Riva - foto GAME

Al braccio, abbina i muscoli. Alla naturalezza nei movimenti, l'altezza. E alla varietà dei colpi, pure la potenza. Federica Rossi ha 16 anni, anzi li compirà il 7 giugno prossimo, ma non è un nome nuovo nel panorama giovanile azzurro. Perché già a 13 anni la Federazione la convocò per i Longines Futures Aces, manifestazione a inviti a due passi dalla Tour Eiffel durante il Roland Garros. Lei andò, e vinse mettendo in fila rappresentanti di altre 15 nazioni. Quasi in silenzio, senza una parola di troppo, esprimendo tutto il repertorio. Servizio, fondamentali da fondocampo, volée. Con la stessa naturalezza nei movimenti che a 8 anni le fece scegliere il tennis, preferendolo definitivamente agli sci. Non una scelta scontata se nasci a Sondrio, a due passi da tutte le piste innevate lombarde.

Si allena a Tirrenia
Dall'ottobre 2016 Federica, già un metro e 73 e ben “spallata”, si allena a tempo pieno al Centro Tecnico Federale di Tirrenia. Dove è seguita dallo staff del settore tecnico nazionale, del quale è appena entrato a far parte anche Fausto Scolari. Che di Federica è stato primo allenatore e primo maestro, insieme a Cristina Pinzauti, fin dai tempi di un camp estivo al TenniSporting Club Sondrio all'età di 5 anni. Un percorso che nella prima fetta di 2017, per Federica ha signficato 38 partite giocate nei primi tre mesi di stagione, soltanto guardando al circuito internazionale ITF. 32 vinte, tra singoli e doppi, tre finali e un titolo in singolare (a Kramfors, Svezia, il primo tra le under 18) e tre successi in doppio.

Giro d'Europa
Oltre al tennis, Federica a Tirrenia fa il liceo linguistico, secondo anno. Ad Albosaggia, comune di 3.175 anime alle porte di Sondrio dove abita la famiglia, torna quando allenamenti, studi e programmazione agonistica glielo permettono. Quest'anno è stata in Austria, Repubblica Ceca, Norvegia e Svezia, dopo essere passata dalla Francia (a Brest) e aver dato il suo contributo alla vittoria della Nazionale Under 16 di Winter Cup vincendo tutti i singolari della fase finale e battendo la migliore delle ceche finaliste, Denisa Hindova.

Non solo potenza
Dalla terra rossa italiana, agli hard court di inizio stagione che ritroverà in futuro: il suo tennis si può adattare a tutte le superficie. Perché serve bene… in precisione, potenza e varietà di effetti. Perché sa portare a casa tanti punti con il “drittone”. E perché non le dispiace venire a rete, non solo a chiudere lo scambio. Insomma, ha la struttura per fare a pallate quando serve e la mano per variare, lato del rovescio (bimane) compreso. Fuori dal campo ascolta musica che buona parte dei suoi coetanei non conosce nemmeno (gli Spandau Ballet, per esempio, sono tra i più presenti nelle cuffiette di Federica) e non spreca parole oltre a quelle necessarie. Ha l'espressione al tempo stesso timida, di chi sa che la strada è ancora lunghissima, e determinata. E non può essere altrimenti se alle discese con gli sci ai piedi preferisci la scalata più dura, quella con racchetta.