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LA GT EXTREME: TUTTA NUOVA

La nuova edizione dell’attrezzo di Gasquet e Roberta Vinci (oltre che dell’emergente Matteo Berrettini) cambia anche nella sostanza: forma dell’ovale e inserimento dell’ultima generazione del Graphene (Touch)

di Enzo Anderloni | 27 luglio 2017

La nuova edizione dell’attrezzo di Gasquet e Roberta Vinci (oltre che dell’emergente Matteo Berrettini) cambia anche nella sostanza: forma dell’ovale e inserimento dell’ultima generazione del Graphene (Touch). È potente e facile

di Mauro Simoncini

La novità è… che cambia tutto. La nuova edizione della Head Extreme, ora GT Extreme, non è solo una rivisitazione estetica o comunque formale di un telaio di grandissimo successo, che negli anni ha accompagnato i successi di Richard Gasquet, Ivan Ljubicic o della nostra Robertina Vinci.
Gli austriaci di Head, dopo l’uscita in grande stile delle innovative Head MxG (con il ponte in magnesio) hanno lanciato la nuova versione di una racchetta importante che ancora non aveva il Graphene Touch, quello di ultima generazione. Dal punto di vista della sostanza già si conoscono le proprietà di leggerezza e stabilità di questo materiale che consente una migliore redistribuzione delle masse; in più ora sono cambiate forma e sezione della racchetta, con uno stampo tutto nuovo. La forma dell’ovale è tornata quella classica Head (non è più rotondeggiante) mentre la sezione si è modificata e assottigliata in molti punti (21 millimetri vicino al manico).
Se ci aggiungiamo poi anche i grommet delle corde centrali verticali costruiti “a imbuto” in modo da concedere libertà di movimento alle corde più importanti, la miscela è esplosiva: una miscela fatta di stabilità, di controllo e di precisione. Il tutto da sommare a potenza e spin (lo schema corde 16x19 si è ulteriormente aperto).

IN CAMPO
Colpisce da subito la maneggevolezza della racchetta. E anche il look: si è fatta più nera e meno gialla delle passate edizioni, come a darsi un tono più serioso ed elegante.
In effetti alla grande manovrabilità dell’attrezzo si associa sin dai primissimi scambi una sorprendente stabilità che in campo si traduce in sicurezza, controllo e precisione dei colpi. Sembra di manovrare una racchetta più leggera di quanto dica la bilancia (315 grammi con l’incordatura montata); ci si appoggia alla grande ai colpi degli avversari, e si controlla discretamente anche a velocità medio-alte. È davvero un’arma da picchiatori moderni, completa, perché anche quando si prova a imprimere top spin, le rotazioni escono immediate, e i colpi profondi. D’altro canto con un’inerzia così… (in laboratorio il dato è di ben 335 punti). Per quanto riguarda invece il backspin, è facile e generoso in difesa, forse non certosino quando si gioca “in verticale” all’attacco della rete. Ma sono tutte esecuzioni accessibili anche a chi tecnicamente non è perfetto. In generale lo sweetspot pare decisamente ampio e concede molti aiuti nelle situazioni di gioco e di campo più difficoltose.
Potente e decisa anche a rete, dove aiuta di più in difesa e in allungo; anche se, pure chiamata a qualche giocata di fino, ha rivelato una sensibilità non indifferente. Infine al servizio: incisive e toste le prime palle piatte, precisi gli slices, facili (forse non pesanti) le seconde palle in kick.
Una racchetta valida dai giocatori intermedi di club sino a buoni terza categoria dal gioco moderno, a tutta spinta da dietro, che magari la incattiviscono con incordatura in monofilo e qualche grammo in più.

PAGELLONE 80/100
Potenza 8 | Controllo 7 | Maneggevolezza 9 | Fondo 9 | Rete 8 | Servizio 8 | Top 8 | Back 7 | Estetica 8 | Comfort 8

LAB (corde Lynx 1,25 mm a 24-23 kg)
Ovale 100 Peso 315 g Bilanciamento 33,4 cm Profilo 23-26-21 mm Lunghezza 68,58 cm Rigidità 61 Inerzia 335 Potenza 52/100 Controllo 47/100 Maneggevolezza 63/100