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ANDREY RUBLEV, LA FURIA ROSSA GIÀ PRONTA PER MILANO

Rosso (di capelli), nato in Russia e di base in Spagna

di Enzo Anderloni | 28 luglio 2017

Rosso (di capelli), nato in Russia e di base in Spagna. A Umago ha battuto prima Fognini e poi Lorenzi conquistando il primo titolo Atp in carriera. Ecco chi è il nuovo protagonista della Race to Milan: adesso è n.3

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

“Sono nato con una racchetta in mano, ogni ricordo della mia infanzia è legato al tennis”. Andrey Rublev ha l’aria del predestinato, la potenza del fuoriclasse, la presunzione del campione. Il primo titolo Atp conquistato, ai danni di Paolo Lorenzi nel torneo di Umago (Croazia), ha lanciato verso l'alto il giovane russo, classe 1997 e oggi n.49 Atp. Dritto di rara potenza, buon servizio, rapidità e un rovescio in netto miglioramento. Questo il biglietto da visita del talento rosso di capelli, attuale numero 3 della ‘Race to Milan’ e futuro protagonista alle Atp Next Gen Finals di fine anno.

Papà pugile, mamma coach
Andrey Rublev nasce a Mosca il 20 ottobre 1997 da papà Andrey, ex pugile, e mamma Marina, maestra di tennis. Il piccolo cresce e si allena allo Spartak, tra i più rinomati club della capitale russa, dove vede sfidarsi giornalmente Marat Safin e la sorella Dinara, Dmitry Tursunov e Mikhail Youzhny. Inizialmente viene seguito dalla madre, Marina Marenko, già coach in passato di Anna Kournikova, Irina Kromacheva e Daria Gavrilova. “Ma appena mio figlio ha iniziato a fare sul serio - ha spiegato - l’ho affidato ad altri allenatori. Non ci sarebbe stato il giusto distacco. Non ho mai creduto che potesse fare nella vita qualcosa di diverso dal tennista. A volte lo portavo con me sui campi e Andrey era capace di stare lì da solo a palleggiare anche per due o tre ore di fila, dimostrando una passione incredibile”. Sin da giovanissimo Rublev ottiene risultati strabilianti e nel giugno del 2014, a 16 anni, diventa numero 1 del mondo junior grazie, in particolare, al successo al Roland Garros. Pochi mesi prima era giunto il primo titolo Futures, a dimostrazione di un ragazzo che, seppur esile dal punto di vista fisico, dimostrava una velocità di braccio fuori dal comune.

Il nuovo Rublev
Nelle prime stagioni di carriera il moscovita viene seguito dall’allenatore bielorusso Sergey Tarasevich, ma è dallo scorso anno che, anche grazie al cambio di guida tecnica, arriva il salto di qualità: Rublev sceglie il professionista spagnolo Fernando Vicente, ex Top 30 nel 2000 e vincitore di tre titoli Atp. “Andrey è un ragazzo fantastico - ha spiegato il coach iberico - e lavorare con lui è molto stimolante. In campo è aggressivo, sempre carico, concentrato, mentre nel tempo libero è simpatico e sempre pronto alla battuta”. Le migliorie tecniche sono evidenti: il dritto, potente e preciso, è un’arma sempre più devastante, mentre il rovescio, un tempo punto debole, è oggi solido e incisivo. Rublev tiene alta l’intensità dal primo all’ultimo 15 e non lascia respirare l’avversario. “Tirava forte e non sbagliava mai - ha raccontato Paolo Lorenzi dopo la sconfitta in finale a Umago -, è stato davvero molto bravo e non posso che fargli i complimenti”. Entrato in tabellone come lucky loser, Rublev ha sconfitto nell’ordine: Carlos Berlocq (6-2 6-4), i due finalisti della passata edizione Andrej Martin (7-6 7-5) e Fabio Fognini (6-7 6-2 7-6), il giocatore di casa Ivan Dodig (7-6 6-1) e proprio Lorenzi in finale (6-4 6-2). “Sono davvero felice - ha detto in conferenza stampa - ma anche molto sorpreso. Non riesco ancora a realizzare la portata di questa vittoria. Sono consapevole di dover lavorare ancora molto, giorno dopo giorno, per migliorare il mio tennis sotto tutti i punti di vista”. Qualità, talento, cultura del lavoro e fame tennistica. Andrey Ryblev ha tutte le carte in regola per diventare un campione. In più, Andrey Rublev è un nome che, in patria, evoca immediatamente l’omonimo grande pittore di icone russe, santo della Chiesa Ortodossa (canonizzato nel 1988), attivo tra XIV e XV secolo. È come se in Italia un tennista si chiamasse Giotto, tale è la rilevanza storico dell’artista. Anche il nome è da predestinato.

Lucky Loser campione? Non accadeva dal 2009
Andrey Rublev si è laureato campione dell’Atp di Umago da lucky loser. Il russo, sconfitto da Attila Balasz all’ultimo turno delle qualificazioni, è stato ripescato a causa del forfait dell’altro next gen Borna Coric. Un lucky loser non conquistava un titolo Atp dal 2009, quando l’impresa riuscì allo statunitense Rajeev Ram, trionfatore da “perdente fortunato” in quel di Newport.

La scheda di Andrey Rublev
Nato a: Mosca, il 20 ottobre 1997
Altezza: 188 cm, peso: 68 kg;
Ranking: 49 (best ranking)
Best Ranking Under 18: 1 (9 giugno 2014)
Coach: Fernando Vicente
Titoli Atp: 1 (Umago 2017)
Titoli Challenger: 1 (Quimper 2016)
Titoli Futures: 4