-
Archivio News

GLI SPAGNOLI NEXT GEN… BIONDI COME BECKER

Sono Alejandro Davidovich Fokina e Nicola Kuhn

di Enzo Anderloni | 21 luglio 2017

Sono Alejandro Davidovich Fokina e Nicola Kuhn. Uno, papà svedese e mamma russa, ha vinto Wimbledon Juniores; l'altro, nato in Austria, negli stessi giorni ha conquistato il Challenger Atp di Braunschweig

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

Nicola Kuhn e Alejandro Davidovich Fokina, il tennis spagnolo e la legione straniera. Wimbledon e Braunschweig hanno rappresentato i primi vagiti di un connubio pronto a dominare il circuito tennistico internazionale. Nel challenger tedesco Kuhn, nato a Innsbruck diciassette anni fa, ha conquistato il suo primo titolo di categoria, mentre Davidovich, di un anno più grande, alzava al cielo il trofeo di Wimbledon Junior. Dritto potente e carico, rovescio bimane, buon servizio, Kuhn e Davidovich Fokina sono classici giocatori moderni, più adatti al cemento che alla terra. Il loro punto di riferimento non è Rafael Nadal, bensì Novak Djokovic. Due “nuovi” spagnoli, carnagione chiarissima e capelli biondi, sono pronti a divenire portabandiera del futuro tennis iberico anche se le loro bandiere hanno, oltre al giallo e al rosso, molti altri colori.

Anche Wimbledon Jr parla spagnolo
Alejandro Davidovich Fokina è il nuovo campione di Wimbledon Junior. Nato a La Cala del Moral (Malaga) il 5 giugno 1999 da padre svedese, ex pugile, e madre russa, si allena a Marbella agli ordini di Jorge Aguirre. La famiglia Davidovich è umile, tanto che da bambino Alejandro gioca i tornei con una racchetta da pochi euro comprata in un grande magazzino. Disputa il primo (under 18) in un evento di Grado 2 in Spagna nel marzo 2015: parte dalle qualificazioni e, dopo 7 vittorie consecutive, si ferma solamente all’ultimo atto. Nell’aprile 2016 raggiunge la finale del prestigioso Trofeo Juan Carlos Ferrero, nella quale viene stoppato da Nicola Kuhn (ma era avanti 6-3 1-0 prima di ritirarsi per un infortunio). Un anno dopo torna in finale nel medesimo evento, alzando stavolta le braccia al cielo contro l’irlandese Simon Carr. Dopo due finali Futures sul cemento e la conquista di un posto tra i Top 600 Atp, Davidovich si presenta all’All England Club e, senza perdere un set, domina il torneo dal primo all’ultimo turno battendo in finale l'argentino Axel Geller per 7-6 6-3.

Braunschweig scopre Kuhn
Nicola Kuhn è nato a Innsbruck, in Austria, il 20 marzo del 2000 da padre tedesco e madre russa. Tre mesi dopo la famiglia si trasferì a Torrevieja, in provincia di Alicante, dove il piccolo Nicola cominciò a giocare a tennis a soli 3 anni. Inizialmente difende i colori della Germania, ma ben presto il suo sangue, come il passaporto, diviene sempre più caliente e ispanico. “Che cosa ho di russo e di tedesco - ha dichiarato in una recente intervista sul quotidiano ABC -? I capelli e poco più. In realtà qualcosa di tedesco e di russo ce l’avrò sempre, ma il mio 'Vamos!' è tutto spagnolo. Penso in molte lingue, ma privilegio lo spagnolo. Parlo anche l’inglese e sto imparando il francese, perché il mio fisioterapista viene dalla Francia”. Kuhn, poliglotta se ce n'è uno dunque, si è allenato dai 5 ai 12 anni ad Alicante con coach Pedro Caprotta dal quale, dopo un importante periodo presso l’Accademia Equelite di Juan Carlos Ferrero, ritorna all’inizio del 2017. Da junior si porta al massimo al numero 5 del mondo con il fiore all’occhiello della recente finale al Roland Garros Junior, persa contro Alexei Popyrin, russo d’Australia. “Non ho mai dato molta importanza ai tornei giovanili - racconta Kuhn -. A Parigi ho parlato a lungo con Ramos, che mi ha spiegato che questo risultato non mi avrebbe cambiato la vita, anzi. Albert raggiunse gli ottavi al Roland Garros junior e oggi è 20 del mondo. Non giocherò gli Us Open Junior, sono ormai rivolto al tennis professionistico”. Nello stesso periodo arriva il primo titolo futures sulla terra ungherese di Zamardi, mentre a Braunschweig, a sorpresa, Kuhn conquista il suo primo Challenger in carriera battendo, tra gli altri, giocatori di ottimo valore quali Carlos Berlocq e Jozef Kovalik. La classifica recita oggi un lusinghiero n.242 (21 nella ‘Race to Milan’), ranking che permetterà a Kuhn di entrare, con ogni probabilità, in molti (se non tutti) main draw Challenger da qui alla fine dell’anno.

E Kuhn insegue Nadal con… 6 mesi di ritardo
Nicola Kuhn, grazie al successo sulla terra tedesca di Braunschweig, è divenuto il secondo tennista spagnolo più giovane a vincere un torneo Challenger, all’età di 17,3 anni. A comandare questa speciale classifica è Rafael Nadal, trionfatore a Barletta nel 2003 a 16,8 anni. Nel ranking generale tra i vincitori Challenger più giovani, guidato da Michael Chang (Las Vegas 1987 a 15,7 anni), Kuhn si posiziona al 15° posto. (statistiche di Luca Brancher)