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ALTHEA GIBSON, REGINA NEL REGNO DEL BIANCO

60 anni fa la statunitense Gibson conquistò Wimbledon, prima afroamericana a riuscire nell’impresa

di Enzo Anderloni | 08 luglio 2017

60 anni fa la statunitense Gibson conquistò Wimbledon, prima afroamericana a riuscire nell’impresa. Per trovare un alter ego tra i maschi si dovette aspettare il 1975 e il capolavoro di Ashe. Riviviamo i Championships del 1957

di Alessandro Mastroluca

“Althea Gibson ha compiuto il suo destino a Wimbledon. È diventata il primo membro della sua razza a dominare il mondo del tennis”. Così scriveva nel 1957 Fred Tupper sul New York Times per celebrare il primo trionfo in singolare a Wimbledon di Althea Gibson.
Ne è passato di tempo dal 1950, quando servì la lettera di Alice Marble per convincere gli organizzatori degli Us Nationals, gli attuali Us Open, a invitarla: nessun atleta nero li aveva mai giocati prima.
Althea, cresciuta a Harlem, è uno spirito indipendente che gioca anche a basket con un gruppo di amiche che si fanno chiamare «The Mysterious Five». Campionessa junior ATA, l'unione tennistica per i giocatori e le giocatrici di colore, nel 1944 e 1945, attira l'attenzione del dottor Walter Johnson, per tutti Whirlwind, Turbine, che sarà anche il mentore di Arthur Ashe. Gibson entra alla Florida Agricultural and Mechanical University, un’Università per studenti di colore, grazie a una borsa di studio sportiva. È una superstar del college. Pratica tutti gli sport e siccome è la migliore non viene punita nemmeno quando viene scoperta a fumare o non rispetta il coprifuoco.
Il 28 agosto 1950 arriva il gran giorno. Confinata sul campo 14, uno dei più periferici, Althea batte Barbara Knapp 6-2 6-2 nella prima partita tra giocatori di etnie diverse mai disputata a Forest Hills. Al secondo turno, lo spettacolo è ben diverso. La cornice è il Grandstand, il secondo campo per importanza e per grandezza. L’avversaria è Althea Louise Brough, campionessa in carica a Wimbledon. La pioggia ferma il gioco sul 7-6 Gibson nel terzo set. Alla ripresa Brough breaka e chiude 6-3 1-6 9-7. Un giornalista raggiunge Gibson mentre sta lasciando il campo, a testa bassa, a passi lenti. Le mette una mano sulla spalla e prova a tirarla su. “Vedila così - le dice - domani la tua foto farà il giro del mondo”.

La prima a Wimbledon
A Wimbledon Althea ha già scritto la storia, nel 1951. Primo giocatore di colore, uomo o donna che sia, a giocare nel regno del bianco. Il viaggio glielo paga Joe Louis, il pugile campione del mondo dei massimi nel 1936. Perde subito, ma resta a vedere una partita di Angela Buxton, figlia dell'imprenditore Henry che ha fatto fortuna comprando il cinema Gaiety di Manchester, il primo in tutta l'Inghilterra a trasmettere Via col Vento nel 1940. Esclusa dal Cumberland Club, dove anni dopo si allenerà Borg, perché ebrea, Angela diventa la migliore amica di Althea. Tanto da organizzare a sua insaputa eventi e raccolte fondi per aiutarla quando, ormai anziana e malata, si ritrova in difficoltà economiche e medita addirittura di suicidarsi.
Insieme, nel 1956, vincono in doppio i French Indoors e Wimbledon. Althea, campionessa in singolare al Roland Garros, trascorre le due settimane in casa con l'amica, nonostante le iniziali lamentele di qualche vicino. Il giorno dopo, un quotidiano nazionale inglese titola “Minorities win”, “Le minoranze vincono”.
L'anno dopo Althea torna a Wimbledon. Stavolta il volo lo paga la USLTA. Il percorso è senza ostacoli fino alla finale. Si impone sulla californiana Darlene Hard 6-3 6-2 in 50 minuti. Ad applaudirla, mentre la regina Elisabetta le porge il Venus Rosewater Dish, c'è anche Angela. È lei che le ha disegnato il vestito, a fiori con un fiocco sull'addome, con cui si presenta al ballo di gala. Althea ringrazia tutti, canta come faceva da ragazza a Jefferson. Incanta sulle note di 'If I love you', dal musical Carousel, e Around the World di 'Bing' Crosby. Passa il resto della serata con l'amica, la stessa che anni dopo le salverà la vita.

WikiAlthea, la scheda
Althea Gibson, nata a Clarendon County nel 1927, ha conquistato in carriera 11 titoli dello Slam: 5 in singolare (1 a Parigi nel 1956, 2 a Wimbledon nel 1957 e ’58, 2 agli Us Open nel 1957 e ’58), altrettanti in doppio, uno nel misto. È entrata nella International Hall of Fame. A fine carriera, sarà la prima giocatrice di colore a disputare il circuito professionistico di golf.