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NEXT GEN: I PIATTI PREFERITI

Che racchette usano i 10 talenti più “caldi” della Race to Milan

di Enzo Anderloni | 06 luglio 2017

Che racchette usano i 10 talenti più “caldi” della Race to Milan? Un aggiornamento su telai e pattern d’incordatura mostra una preferenza per reticoli fitti 18x20, ideali per picchiare molto forte senza rotazioni esagerate

di Mauro Simoncini - foto Getty Images

Sarà il saporito antipasto del Masters di Londra. E c’è già ora moltissima attesa per la primissima edizione delle NextGen Finals di Milano, l’evento che dal 7 all’11 novembre radunerà a Milano i migliori otto tennisti al mondo Under 21: la prevendita è in gran movimento.
D’altra parte si tratta non solo di potenziali campionissimi della racchetta ma di tennisti professionisti che già allo stato attuale delle cose competono alla pari con i primi al mondo. E non parliamo solo di Alexander Zverev stella n.1, già a livello di top 10 ma di tanti altri che sono protagonisti a livello Atp o vincono nei Challenger. Gente che fa sicuramente tendenza, proprio perché è proiettata al futuro. Dunque, confermato il binomio Sasha Zverev/ Head, con il tedesco legato alla Speed Pro, ora con la stessa livrea di Novak Djokovic andiamo a vedere che attrezzi usano i giovani che stanno salendo più velocemente.

Il n.2 della classifica NextGen, attuale 34 del ranking Atp, il russo Karen Khachanov dall’alto dei suoi quasi 2 metri di altezza sfrutta il controllo assoluto della sua Wilson Blade 98 CV edizione Reverse (con estetica al contrario rispetto alla prima emissione 2017: verde con inserti neri sui lati dell’ovale). Di potenza ne ha di certo da vendere, serve precisione; ecco perché anche la scelta del pattern molto fitto 18x20.

Grande curiosità ha destato il cambio di Borna Coric, croato campione “predestinato” ora n°42 Atp; da tempo uomo Yonex, per questa stagione ha deciso di affidarsi a Wilson… quale? Il telaio per ora è nero, forse in attesa della (pare imminente) nuova versione azzurra nera della Ultra.
Il coreano Hyeon Chung è rimasto invece fedele al made in Japan di Yonex e il suo gioco di ritmo da fondo è assecondato dalla sua VCore Duel G97 anche se… il pattern è personalizzato, 16x19… E’ lo stesso telaio, ma con lo schema corde “ufficiale” dei giapponesi, cioè il tipico 16x20, che usa Frances Tiafoe, il portentoso statunitense per ora sesto nella Race to Milan.

Daniil Medvedev, che questa settimana è entrato per la prima volta tra i primi 50 giocatori del mondo, al n.49 del ranking Atp, usa invece un telaio Tecnifibre, e precisamente la T-Fight 305 DCS3, un’agonistica equilibrata con ovale 98 pollici quadrati e peso non proibitivo da 305 grammi ma con schema corde fitto 18x19.
Un altro americano emergente, in questo momento n.8 nella Race to Milan, di evidenti origini latine, Ernesto Escobedo, si affida invece alla più profilata Babolat Pure Aero, tipica agonistica moderna potente e di spinta, 300 grammi e 100 pollici quadrati di ovale. La stessa arma del giovanissimo (e osservatissimo) Felix Auger-Aliassime, canadese di Montreal classe 2000 che si sta costruendo la classifica con i tornei Challenger. E’ al numero 15 della Race to Milan, 231° della classifica Atp a 17 anni ancora non compiuti.
Un altro che sta provando a scalare questa giovanissima classifica con vista su Milano è il greco Stefanos Tsitsipas, che a proprio nel capoluogo lombardo vinse l’anno scorso il Trofeo Bonfiglio e che nell’ultimo mese si è guadagnato tramite le qualificazioni l’accesso al main draw del Roland Garros e di Wimbledon. Wilson Blade CV98, anche lui con pattern 18x20.

Uno che quasi sicuramente ci sarà è il talentuosissimo russo Andrey Rublev, al 95 del ranking Atp; si destreggia con vincenti improvvisi e giocate di sensibilità con una Wilson Pro Staff 97, anche se pure in questo caso è il pattern a personalizzare il telaio: 18 corde verticali e 20 orizzontali. Prima utilizzava una Wilson Six.One 95 di cui probabilmente si è voluto mantenere alcune tipiche caratteristiche.

Il suo vecchio attrezzo era lo stesso anche di Denis Shapovalov, altro esuberante mancino a ridosso dei primi dieci (12°) della Race to Milan per le NextGen Finals. E’ passato a Yonex tenendo come riferimento le dimensioni dell’ovale (95 pollici quadrati) con la sua Vcore SV 95, 310 grammi di peso e schema corde 16x20.In generale, lo si evince facilmente dai numeri, questi ragazzotti tutti fisicati e strutturati si affidano a telai agonistici soprattutto di controllo. Caratteristica comune? Il pattern fitto; quasi tutti con 20 corde orizzontali, molti con 18 verticali. Come a dire potenza ne abbiamo, anche troppa.

Curiosità finale, un po' “off topic”: dei dieci giovanissimi talenti di cui abbiamo parlato, sette sono vestiti Nike. Tsitsipas è Adidas, Medvedev è griffato Lotto e Chung Lacoste. I talent dell’azienda di Beaverton (Oregon) ancora una volta sono… sulla palla.