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L'URLO DI KOKKINAKIS SCUOTE LA NEXT GEN

Thanasi Kokkinakis è tornato dopo due anni di stop: “Tra un infortunio e l'altro avrò giocato una stagione effettiva, non di più”

di Enzo Anderloni | 30 giugno 2017

Thanasi Kokkinakis è tornato dopo due anni di stop: “Tra un infortunio e l'altro avrò giocato una stagione effettiva, non di più”. Ma al Queen's ha battuto l'ultimo finalista di Wimbledon Milos Raonic. Due anni fa era già n.69, e adesso…

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

“I medici erano pessimisti, ero lontano dai campi da troppi mesi ed è stato inevitabile pensare al ritiro”. Thanasi Kokkinakis è tornato, quasi all’improvviso, facendo nuovamente brillare la propria stella al Queen’s, dove è giunta contro Milos Raonic quella che l’australiano definisce “la vittoria più importante della mia vita”. Fermo da ottobre 2015 a maggio 2017 (se si eccettua una comparsata all’Olimpiade di Rio de Janeiro) a causa di un serio intervento alla spalla e di una miriade di altri problemi fisici, Kokkinakis è tornato a vincere un match a s’Hertogenbosch prima dell’exploit londinese contro Raonic. La classifica, che due anni fa vedeva l’australiano nei primi 70, recita oggi numero 478. La (nuova) scalata non sarà semplice, ma l’impressione è che Thanasi dovrà combattere contro il proprio fisico e, solo in seguito, con i suoi avversari.

La carriera junior
“La mia carriera? Difficile parlarne. A causa dei tanti problemi fisici avrò giocato in totale un’annata - ha spiegato Kokkinakis in conferenza stampa al Queen’s -. Ho perso sette mesi anche quando avevo 15 anni e altri sei quando ne avevo 17”. Nato ad Adelaide il 10 aprile del 1996, Kokkinakis viene da subito individuato da Tennis Australia e i risultati sono eccellenti: nel 2013 arrivano le finali all’Australian Open junior, sconfitto da Nick Kyrgios (insieme al quale conquista il doppio a Wimbledon), e a New York, dove viene battuto all’ultimo atto da Borna Coric conquistando però la Top 10 di categoria.
Nel 2015 il fisico dà tregua a Kokkinakis, che conquista a Bordeaux il suo primo (e finora unico) titolo challenger che, insieme agli ottavi a Indian Wells e al terzo turno al Roland Garros, portano Thanasi sino al best ranking di numero 69. Ad ottobre però la spalla fa crack e inizia un calvario apparentemente infinito che coinvolge anche muscoli addominali, pettorali, l’inguine e la schiena. Dopo quasi due anni rientra in campo a maggio 2017 nel torneo Atp di Lione e, al Roland Garros, sorprende tutti giocando un fenomenale primo set contro Kei Nishikori. Sono le avvisaglie di un Kokkinakis nuovamente competitivo, che si palesano prima a s’Hertogenbosch (vittoria su Youzhny) e poi al Queen’s, dove l’australiano lotta come un forsennato sui propri turni di battuta e conquista il match contro Raonic grazie a due tie-break. “Il servizio mi ha aiutato molto nei momenti importanti – ha spiegato – e sono stato bravo a gestire i punti salienti del match”.
Quella contro il canadese è la prima vittoria in carriera di Kokkinakis contro un top-10. “Sono stato paziente e determinato in questi lunghi mesi e, nonostante i pensieri sul ritiro, sono rimasto attaccato alla mia passione. Sono felice per la mia famiglia e per Todd Martin, che mi segue da quando avevo 9 anni ed è una grandissima persona”. Grande servizio, buona mobilità e colpi molto pesanti da fondo campo, Kokkinakis è tecnicamente e tatticamente il giocatore moderno per eccellenza. L’obiettivo sarà quello di trovare continuità dal punto di visita fisico e, in seguito, di risultati.

Non solo Kokki
Non solo Kokkinakis in questa settimana sul verde. Perché l’erba è sicuramente anche la superficie preferita di Daniil Medvedev, che ha raggiunto i quarti di finale superando proprio Thanasi Kokkinakis e, soprattutto, un grande esperto dei prati come Nicolas Mahut. “Grazie ai miei colpi piatti e al mio servizio, non potentissimo ma vario e pesante, riesco a esprimermi molto bene sull’erba - ha spiegato il russo, questa settimana al best ranking di numero 52 Atp -. A Londra è arrivato un ottimo risultato, per certi versi insperato visto che sono entrato nel main draw all’ultimo istante quando ero sicuro di dover giocare le qualificazioni”.
E poi ci sono Karen Khachanov e Andrey Rublev hanno disputato a Halle il primo quarto di finale tutto Next Gen in un Atp 500. I due tennisti russi hanno dato vita a un bellissimo match, conclusosi con la vittoria di Khachanov (poi sconfitto da Federer in semifinale) con il punteggio di 7-6 4-6 6-3. Entrambi i tennisti hanno raggiunto il proprio best ranking: numero 34 per Khachanov, prima volta nei Top 100 per Rublev alla piazza 92 della classifica Atp.
Bravo anche Denis Shapovalov, talento canadese classe 1999, che si è messo in luce al Queen’s grazie a una splendida vittoria su Kyle Edmund e a un match equilibrato perso per 7-5 al terzo contro Tomas Berdych. Shapovalov ha messo in mostra tutto il suo repertorio mancino: rovescio a una mano, colpi potenti e grande sensibilità, il canadese ha esaltato il pubblico del Queen’s. Grazie a questo risultato Denis è giunto al best ranking di numero 164.