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MONICA SELES E PETRA KVITOVA, RAGAZZE INTERROTTE

Petra Kvitova e Monica Seles, storie diversissime ma con un unico lieto fine: la capacità di riprendersi, fisicamente e moralmente e di tornare in campo dopo essere state vittime del ...

di Enzo Anderloni | 03 giugno 2017

Petra Kvitova e Monica Seles, storie diversissime ma con un unico lieto fine: la capacità di riprendersi, fisicamente e moralmente e di tornare in campo dopo essere state vittime del coltello di due vigliacche aggressioni

di Alessandro Mastroluca - Foto Getty Images

Ha vinto due volte Petra Kvitova. A sei mesi dall'aggressione, dalla paura, il dolore è rimasto solo un discorso sospeso. La sua vita non è fatta di taglio, di dolore, di carne ricucita. È fatta di lacrime e sorrisi, di topspin e trofei. E l'ha ripresa. Ha riattaccato un futuro da scrivere a un passato che un coltello, una scia di sangue sembrava dover rendere terra straniera. Ha vinto 6-3 6-2 su Julia Boserup nel primo match della sua seconda vita. La sceneggiatura perfetta di un déjà-vu. Perché quel discorso sospeso, riallacciato e rimesso insieme come i lembi rimarginati di una ferita che tempra, che scalfisce il corpo e rinforza l'anima, si rimira e si rispecchia in un'altra ferita, in un altro dolore, in un'altra scia che tinse di rosso il rosso della terra finché il colore della passione si confuse con la tinta fosca dell'ossessione. Perché se Parigi val bene una messa, Atlantic City val più di una scommessa.

Atlantic City
Qui, 22 anni fa, nel fasto ostentato del Caesars con Donald Trump in prima fila, un altro 63 62 servì a riallacciare un discorso sospeso. È il 29 luglio del 1995. Nella tragedia che diventa commedia, Martina Navratilova si cala nella parte della leggenda un po' agée che si batte, si impegna poi getta la spugna. La vedette quel giorno è Monica Seles. Si è messa il trucco, si è aggiustata i capelli, ha dimostrato che è vero, tutto muore, questo è un fatto, ma forse quel che muore un giorno ritorna. Non giocava da 28 mesi, dall'aprile del 1993. Nessuno l'aveva più vista su un campo da tennis da quando, in un pomeriggio di Amburgo, si era piegata in avanti per bere un sorso d'acqua senza sapere che quel gesto le avrebbe salvato la vita.
La Rothenbaum Arena assiste un po' distratta al suo quarto di finale contro Magdalena Maleeva, Seles è avanti 61 43, non c'è quasi storia. Gli spettatori non si accorgono che al cambio campo un tornitore di 38 anni estrae da una borsa verde un coltello da cucina con la lama da 16 centimetri. Non si accorgono che Gunther Parche, ossessionato da Steffi Graf tanto da accarezzare l'idea del suicidio quando Seles le ha strappato il posto di numero 1, si sporge oltre la ringhiera e affonda quei 16 centimetri di metallo gelato nella schiena della protagonista delle sue manie.

Mai più in Germania
La polizia lo arresta mentre sta per vibrare un secondo colpo. Parche confessa subito. “Non l'ho colpita con tutta le mia forza, non volevo ucciderla, ma solo ferirla. Non sarebbe mai più stata in classifica davanti alla mia Steffi”. Seles non testimonierà al processo, sarebbe troppo doloroso. La sentenza, però, fa scandalo. Il reato viene derubricato da tentato omicidio a lesioni gravi, Parche viene condannato a due anni con la condizionale, una pena confermata in appello. Seles promette che non giocherà mai più in Germania, e niente le farà cambiare idea.
Con gli anni, ha scritto nella sua autobiografia, ha imparato cosa volesse dire veramente essere felice. All'inizio è bastato piangere per la morte del padre, riordinare le foto, buttarsi dal paracadute. È bastata una passeggiata per Parigi. Quella Parigi che val bene una messa. Quella Parigi dove i segni sul corpo sono segni nell'anima. Quella Parigi che è fatta per cambiare vita, per spalancare la finestra e far entrare la vie en rose.

Monica non fu più la stessa - Fino al 29 aprile 1993, Monica Seles aveva 22 titoli (8 slam). Dal 90 aveva perso solo una partita nei major. Diventa n.1 del mondo a marzo del 199. Dopo il suo ritorno, a luglio del 1995, vincerà tre Fed Cup e altri 21 tornei e un ultimo Slam, l'Australian Open '96.

Petra riparte da due Wimbledon - Petra Kvitova invece, la prima giocatrice nata negli anni Novanta a vincere uno Slam, ha trionfato a Wimbledon nel 2011 e nel 2014. Ha vinto complessivamente 19 tornei e quattro volte la Fed Cup. È stata numero 2 del mondo.