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STEFANOS TSITSIPAS È GIÀ PRONTO PER I GRANDI

Il greco ha superato le qualificazioni dello Slam parigino soltanto 365 giorni dopo aver vinto il Trofeo Bonfiglio a Milano

di Enzo Anderloni | 02 giugno 2017

Il greco ha superato le qualificazioni dello Slam parigino soltanto 365 giorni dopo aver vinto il Trofeo Bonfiglio a Milano. È stato l'unico a conquistare il main draw tra i 17 under 21 al via. Dentro anche Rublev, ripescato

da Parigi, Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

Diciassette Next Gen in cerca di fortuna. Le qualificazioni del Roland Garros 2017 hanno messo in mostra alcuni dei migliori under 21 del circuito Atp, che si sono dati battaglia per conquistare il tabellone principale. Solamente Stefanos Tsitsipas (nella foto), talento classe 1998, è riuscito a superare il draw cadetto, ma molti, seppur sconfitti, hanno palesato interessanti qualità. Al greco si è aggiunto anche Andrey Rublev, russo classe 1997, ripescato come lucky loser dopo il ritiro di Tursunov.

La “prima” di Tsitsipas
A un anno esatto dal trionfo al Trofo Bonfiglio, l’ex numero 1 under 18 ha messo in fila tre splendide vittorie nelle qualificazioni del Roland Garros. L’esordio, contro l’azzurro Thomas Fabbiano, ha rappresentato la sfida più complicata: Stefanos Tsitsipas (a proposito, nella pronuncia l’accento cade sulla “a”) si è trovato sotto di un set, salvo poi effettuare l’allungo decisivo nel secondo parziale e dominare il terzo contro il pugliese in preda ai crampi. “Sono stato molto vicino all’eliminazione contro Fabbiano - ha spiegato Tsitsipas - ma sono davvero molto contento di essere rimasto agganciato al mio avversario chiudendo 3-6 6-3 6-1”. Al secondo turno vittoria agevole sul francese Sakharov 6-3 6-3 e, al turno decisivo, successo 6-3 6-2 sull’ostico tedesco Otte che gli ha permesse di accedere al suo primo main draw della carriera in uno Slam. All’esordio nel tabellone principale Tsitsipas si è arreso, giocando a tratti un match convincente, al gigante croato Ivo Karlovic, bravo a imporsi 7-6 7-5 6-4. Nel corso del torneo Tsitsipas ha palesato un tennis in crescita esponenziale: ottimo servizio, rovescio a una mano di pregevole fattura anche se ancora acerbo in risposta e un dritto incisivo e potente. Da rivedere, così come per tutti i Next Gen, il gioco di volo, certamente non ancora all’altezza. Serio, concentrato e disponibile, dimostra un atteggiamento già da top player.

Andrey Rublev, lucky loser di qualità
Il russo, classe 1997, ha messo in mostra il dritto più potente tra tutti i Next Gen. La velocità di braccio di Andrey Rublev (nella foto), dal vivo, è letteralmente impressionante. Sulla terra battuta probabilmente fa ancora un po’ fatica, ma la capacità di lottare, seppur non riuscendo a mantenere alto il livello a lungo, è una grande qualità. Al primo turno Rublev ha surclassato di vincenti l’argentino Velotti (6-1 6-3), prima del successo sul bosniaco Basic con lo score di 6-4 5-7 6-2. Nel match che garantiva l’accesso al tabellone principale è arrivata la sconfitta, dopo una lunga maratona, con il giapponese Taro Daniel con il punteggio di 7-5 6-7 7-6. Ripescato come lucky loser Rublev ha disputato un match encomiabile, uscendo sconfitto solamente 9-7 al quinto set contro l’argentino Schwartzman.

Reilly Opelka, a un passo dal sogno
Niente bis per il gigante statunitense Reilly Opelka, che a inizio anno aveva superato le qualificazioni agli Australian Open. L’attuale numero 151 Atp, ancora in evidente difficoltà sulla terra battuta, ha comunque raggiunto l’ultimo turno del tabellone cadetto dopo due incredibili rimonte. Al primo turno lo yankee ha battuto lo specialista spagnolo Daniel Munoz de la Nava per 4-6 7-6 6-4, mentre al secondo si è imposto su Leonardo Mayer, annullando tre match point, con lo score di 5-7 7-6 6-3. Al turno decisivo altra maratona, stavolta non fortunata, persa contro il cileno Nicolas Jarry 7-6 3-6 6-3. “Non mi trovo ancora a mio agio sul rosso - ha spiegato Opelka - ma migliorerò nel corso delle stagioni. Sono però contento di come sono stato in campo, lottando contro avversari più esperti e adatti alla superficie”.

Alexander Bublik, il nuovo “Dolgopolov”
Palle corte, accelerazioni al fulmicotone, servizio devastante ed errori banali. Il kazako Alexander Bublik (nella foto), classe 1997, ha tutte le carte in regola per far divertire il pubblico nei prossimi 10-15 anni di circuito Atp. Il talento è sconfinato, la capacità di rimanere concentrato un po’ meno. A Parigi ha superato Safwat e Polansky in tre set prima di arrendersi al nostro Stefano Napolitano, abile a imporsi per 6-2 al terzo set. Sensibilità clamorosa, braccio velocissimo, se lavorerà bene, Bublik potrà togliersi tantissime soddisfazioni.

La carica dei Next Gen
Tra i 17 under 21 presenti nelle qualificazioni dello Slam parigino si sono messi in luce, seppur sconfitti al primo o al secondo turno, altri giovani interessanti. È il caso del cileno Christian Garin, già numero 4 del mondo under 18, che è andato a un passo dall’eliminare all’esordio Simone Bolelli. Garin, molto a suo agio su terra battuta, sta costruendo un tennis solido e di qualità che gli potrebbe consentire di entrare tra i Top 100 a breve termine. Ha lottato e messo in mostra eccellenti qualità tecniche anche il classe ’98 statunitense Stefan Kozlov. Fisico minuto, talento da vendere, lo statunitense di origini macedoni ha superato in tre set l'altro “NextGen” francese Corentin Moutet prima di arrendersi al più esperto Stakhovsky per 6-7 6-4 6-4.