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GLI AMATORI DIVENTANO TRICOLORI

Nella domenica delle finali assegnati anche i titoli italiani amatoriali

di Enzo Anderloni | 30 maggio 2017

Nella domenica delle finali assegnati anche i titoli italiani amatoriali. Le finali sul campo n.3 del Foro Italico. Erano arrivati in 456 da tutta Italia, ecco chi sono (e che cosa fanno nella vita) i freschi campioni categoria per categoria

da Roma, Claudia Pagani - foto A. Fioriti

Sono arrivati a Roma in 456, hanno sfidato le insidie delle trasferte, delle lunghe attese e del maltempo pur di giocarsi la chance della vita, calcare la terra rossa del Foro italico, vivere per un giorno le stesse emozioni dei professionisti e aggiudicarsi il titolo di Campione Nazionale degli Amatori. Dall’impiegato alla casalinga, dall’imprenditore all’insegnante, già dal giovedì si sono organizzati, in molti casi chiedendo permessi di lavoro, per poter andare in campo. Gli Area Manager del circuito Paolo Ranaldi, Gianluca Pozzi, Umberto Franza, Ivano Albergo, Alessandro Valente, oltre a Max Fogazzi, sono riusciti a fare i miracoli per mettere tutti in campo contro le avversità del tempo, mentre al Foro nello stand Fit Marcello Sportelli e Maurizio Celani accoglievano tutti coloro che, usciti prematuramente dal torneo, approfittavano dell’opportunità di accedere al ground per osservare da vicino i “colleghi professionisti”.
La scrematura avviene impietosa, prima nei 5 circoli romani delle fasi preliminari, poi durante la giornata di sabato fino ad avere la lista conclusiva con i nomi dei finalisti dell’evento amatoriale più importante di sempre. Il grande giorno è la domenica, una di quelle con sole, cielo limpido e una leggera brezza che si porta via le nubi minacciose del giorno precedente. L’atmosfera magica del Foro Italico fa letteralmente girare la testa a tutti i finalisti, che fanno i salti di gioia anche solo per aver condiviso con i campioni il passaggio negli spogliatoi. Tutte le finali si giocano sul campo 3, con tanto di raccattapalle, asciugamani e bevande fresche nel frigorifero dietro la panchina, alla presenza del giudice di sedia che scandisce nome e risultato. Come se non bastasse a trasformare le gambe in tronchi di legno, ad aumentare ancor di più la tensione emotiva ci si mettono Zverev per primo e poi Djokovic entrati nel campo dietro le loro spalle per il consueto palleggio di riscaldamento. Alcuni dei tifosi assiepati sugli spalti cedono alla tentazione di spostarsi per scattare una foto o ottenere una pallina lanciata dai campioni, altri non si muovono per non perdersi neppure un quindici del proprio compagno di club.

Prima i doppi
Sono le ragazze del doppio femminile le prime a rompere il ghiaccio. Vincono le riminesi del Tennis Viserba Elena Difilippo, 23 anni istruttrice di baseball, e Sara Zaccaria, 38 anni responsabile marketing in un’azienda di servizi avanzati sulle giovani bergamasche Sally Belotti e Ala Turcanu. Che si dicono comunque soddisfatte pur ammettendo di non avere giocato al meglio perché “l’emozione di scendere in campo lo stesso giorno della finale degli Internazionali, su un manto di terra perfetto, senza buche e con raccattapalle e arbitro si è fatta sentire”. Segue il doppio misto: il titolo va alla coppia Luca Dal Balcon e Sara Sontacchi di Vicenza, bravi a imporsi sulla fortissima coppia Raoul Raffaelli e Meri Amadori del Tennis Baratoff Pesaro. Luca, ha 42 anni ed è un lavoratore autonomo che ha conosciuto il Tpra proprio grazie a Sara, impiegata 38enne che si è iscritta al circuito su internet. Il loro gruppo, quello di Vicenza, è (insieme a quello di Messina) decisamente il più numeroso e rumoroso sugli spalti. L’ultimo titolo di doppio, il maschile, se lo aggiudicano Stefano Rustichelli, artigiano di 57 anni, e Ugo Cicognani, rappresentante 25enne, entrambi di Faenza. Hanno battuto in finale la coppia di messinesi Sergio Ruggeri e Francesco Di Mauro, detto “cagnotto” perché specializzato in ruzzoloni.

I titoli Limit
Inizia poi la serie dei singolari con il Limit 45 maschile. Il giocatore alla destra della sedia si fa lanciare le palline dal raccattapalle. Una, due, e poi come i professionisti chiede la terza, le guarda e ne scarta una. Si appresta a servire con estrema serietà, la spalla è calda (o forse no). La prima di servizio è un fallimento, dal movimento del braccio esce una “stecca” che scaglia la pallina nel campo opposto. Lui, indeciso, chiede all’arbitro “è fuori?” e qualcuno dagli spalti lo incita… “Forza Fabio”. Non Fognini, ma Viani, 51 anni. È consulente finanziario e arriva da Prato: è lui il campione di categoria dopo il successo in finale su Cosimo Damiano Palmieri di Barletta, già soddisfatto per aver annullato due match point all’avversario sul 5 a 3 e aver prolungato la partita. Giusto perché è più bello festeggiare in compagnia, il nostro Fabio trova subito un compagno con cui condividere la gioia, anche l’altro pratese vince a seguire la finale nel Limit 65 sul 35enne Michele Priori di Ancona, esultando con un esemplare lancio della racchetta. È Massimo Bigagli, 52 anni e quando non gioca a tennis fa il commerciante.

I vincitori… Open
Nella finale di singolare femminile si respira aria di Next Gen. A contendersi il titolo italiano due giovani studentesse: da una parte la vicentina Giorgia De Cao, classe '92 e dall’altra la bergamasca Sally Belotti ('96), emozionate come non mai appena il giudice di sedia annuncia il loro nome al microfono. Sally, nonostante sia già scesa in campo poco prima per disputare la finale del doppio femminile non riesce a superare la tensione, mentre Giorgia pian piano si scioglie e ripensando alle parole del suo fidanzato e promoter Davide Paganin (“pensa a divertirti”) conquista il titolo.
L’Open maschile presenta una finale tutta lombarda. C'è la testa di serie n.1 Giulio Cavalli, 45 anni, ingegnere milanese. E c'è l'amico brianzolo Stefano Nonini, 43 anni, imprenditore. I due sono compagni di stanza nei tre giorni romani e giocano in modo impeccabile. È il primo ad aggiudicarsi il titolo: per Giulio è la ciliegina sulla torta. Ma adesso è salito di classifica, deve salutare il circuito che l’ha visto protagonista e mettersi in gioco tra gli agonisti. Al termine degli incontri Max Fogazzi, il responsabile nazionale della commissione Fit/Tpra Ettore Marte e il Consigliere Federale Raimondo Ricci Bitti hanno premiato i vincitori. Il torneo del Foro Italico, alla sua seconda edizione, ha premiato i migliori amatori di tutta Italia. Insomma, amatori tricolori.